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memories headcanons. ❥ — un ricordo della propria infanzia. Richiesto da Danielle Una conversazione lontana tra una vecchia sciamana e nonna Vianne. La vecchia stava fissando con interesse il piccolo Jacob che giocava come tutti bambini. Vianne aveva deciso che, per una volta, lui potesse essere come tutti gli altri e lo aveva lasciato libero dai suoi soliti compiti. Forse lei era stata troppo dura con il piccolo, forse non abbastanza. Il Mondo di Sotto era a volte un ambiente ostile per quelli che non sapevano come affrontarlo con la giusta forza. Jacob era così piccolo ma già mostrava una tempra invidiabile. "Non puoi tenerlo ancora per molto rinchiuso in una campana di vetro. Lui sa già chi è, cosa diventerà, ancora prima di aver partecipato alle danze e ai rituali. Hai visto com'è ricettivo al cuore della madre. Hai udito tu stesso quanto quella creatura così piccola sia già abile nel percuotere il tamburo. E' il suo talento e il suo destino. Lascia che io lo benedica nel sacro rituale. La sua anima antica riconoscerà ciò che faccio e risponderà. Deve cominciare a rendersi conto di chi è, anche se ho idea che già sappia molte cose. Il suo sguardo non è quello di un bambino, Vianne, e tu lo sai meglio di me." "D'accordo Maka. Se la Madre già lo sta chiamando, io non posso certo ostacolarlo. A volte mi chiedo se non stia affrettando i tempi." "No. Sai che posso vedere. Tutto sta procedendo in accordo con le stagioni di quella piccola creatura. Non le tue, Vianne. Le sue. Non sempre sarete in sintonia ma lui è sempre stato un regalo per te da parte di Madre Terra." La donna annuì decisa e richiamò Jake a se. Il piccolo smise di giocare e si affrettò ad avvicinarsi alla nonna e alla donna che sentiva di conoscere, in qualche modo. "Non hai ancora un nome vero?" Il bambino fece segno di no con la testa. La sciamana sorrise e disse: "Non ti preoccupare, lo avrai. La Madre mi ha chiesto di portarti un messaggio. Girati e allarga le braccia con i palmi verso di me." La vecchia donna cominciò a fumigarlo con palo santo intonando un canto di protezione.
memories headcanons. ♚ — un ricordo che coinvolge il soprannaturale. richiesto da Audrey
La Ronge/Tel'aran'rhiod 1999
Il giovane Jacob si aggirava inquieto tra le capanne dei suoi fratelli indiani. Il suo cuore gli diceva che quella era l'ultima volta che li avrebbe visti. Nonostante Nonna vianne gli aveva garantito che sarebbero rimasti nel suo cuore per sempre, lui temeva il distacco da quell'ambiente che era stata la sua famiglia per tutti gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Tempo di diventare uomini, tempo di mettere a frutto le sue conoscenze. Se davvero era destinato a diventare uno sciamano, quella era la prima prova da affrontare. Il suo animo ricettivo era già allineato con ciò che avrebbe dovuto fare. Era come se la Soglia si fosse aperta solo per lui. Una voce lontana gli disse: "Ricordati ciò che ti ho insegnato." Lui non aveva ancora un nome al contrario degli altri. Ecco perché ancora non si sentiva davvero un iniziato. Sperava che con quella cerimonia lo avrebbe ricevuto, finalmente. Il tamburo suonò ancora una volta, il ritmo riecheggiava quello personale del cuore. Improvvisamente tutto si fece oscuro, il giovane non sapeva dove poggiare i piedi. Tutto era privo di riferimento. Non c'era più un sotto né un sopra. Un davanti né un indietro. A dir la verità non poteva nemmeno determinare con certezza se si stesse muovendo davvero. Quando improvvisamente arrivò un led rosso e delle mani, solo questo, in penombra. Quelle mani lo attiravano a se come se fossero calamite e se ritrovò addosso. Chiunque si sarebbe spaventato ma non lui, non Dancing Fire che le trovava affascinanti. Man mano che passava il tempo però si sentiva sempre più inquieto anche se non vi era una minaccia apparente. Occhi che lo scrutavano di nascosto e cercavano di trovare un punto da cui attaccarlo. Jake era solido nel suo spirito, risoluto nei suoi gesti. Cominciò a intonare un canto di protezione che un vecchio sciamano, colui che avrebbe dovuto sostituire, gli aveva insegnato. Una voce di donna urlò non appena il canto ebbe inizio. Il ragazzo cominciò a correre lasciandosi guidare dal proprio istinto e si ritrovò immerso nel fuoco. Si lasciò andare a quella visione familiare, confortante. Era nel suo elemento di elezione, non avrebbe avuto nessun danno. Voci che vorticavano nella sua mente in una conversazione antica. Jacob si sentiva un intruso e, allo stesso tempo, uno degli invitati. "Hai un'anima antica Dancing Fire, non dimenticarlo." Apparve prima il sorriso e poi il resto del corpo. Una fanciulla la cui bellezza avrebbe fatto sfigurare anche la donna più bella del mondo. Lui sapeva chi Lei fosse. Era la Madre che lo richiamava, che gli affidava una missione speciale. Era pronto. La Dea Madre si avvicinò a lui e venne avvolto da una luce accecante che lo sbalzò a terra. Il dolore lancinante ad una gamba come se avesse battuto contro un ferro rovente. Riaprì gli occhi di scatto ma non era ancora tornato. C'era Madre Terra che ancora doveva parlargli. "Ti affiderò finalmente il tuo nome magico ma devi stare attento a non rivelarlo a nessuno. Chiunque dovesse saperlo, avrebbe il completo dominio su di te e potrebbe indurti a compiere gesti contro la tua volontà." Una sfera di luce si trasferì dalle mani della Madre alle sue. Quando la luce del globo sparì, lui seppe quale fosse il nome. "Ora va, piccolo mio. Sai qual è il tuo posto nel mondo, sai cosa devi portare alla gente. Non lasciare che niente e nessuno ti devii da questo compito." Jacob si sentì sempre più stanco. Trovò una capanna vuota, vi entrò dentro e vi si stese, addormentandosi. Quando riaprì nuovamente gli occhi, sua nonna Vianne aveva gli occhi lucidi per l'orgoglio. "Rimani sdraiato, ilaka. La Madre ha chiesto tanto da te. Riposa. Ci sarà tempo per iniziare la tua missione." e così dicendo uscì dalla capanna. Si stese nuovamente. Un fior di loto apparve dal nulla per posarsi direttamente sulla sua fronte ma Jacob non se ne rese conto perché si era lasciato andare completamente ad un sonno senza sogni.
WELCOME TO ILAKA PART-1