memoria #36
Se c’è una cosa che guarderei per ore sono i documentari. Di ogni tipo. Natura. Esseri viventi. Viaggi. Chimica. Lavoro. Tecnologia no. Musica. Insomma, mi piace farmi i fatti delle cose, no tecnologia no. Non so però se voi avete idea di come sia vedere un documentario dopo essersi fatti un cannone. Praticamente ho acceso la tv e mi son trovata di fronte a questa iguana (delle Galapagos) che nuotava in mare, e mi son chiesta per un buon minuto se fosse un animale vero, se fosse un animale cinematografico, quindi finto o se fosse vero, ma preistorico. Esce dall’acqua e vien fuori che è vero. E’ un’iguana marina. Che va in acqua a cercar cibo, poi esce, prende il sole e poi torna in acqua e poi esce e si arrampica sugli scogli nonostante l’infrangersi delle onde l’iguana resta attaccato allo scoglio e procede imperterrita vero la terra ferma e poi arriva e prende il sole. So per certo che in Sud America viene visto un po’ come un gatto non domestico. Un mio ex è ingegnere (you know razzo vega? Lanciato from guyana? Ecco) e lavorava tra l’Italia e la Guyana, in Guyana condividevano la piscina con un gruppo di iguane, ma condividere non è proprio il termine esatto visto che se le inguane stavano in piscina lui e i suoi colleghi non potevano, visto che quelle nuotano velocissimo e se per caso ti strisciano pare ti feriscano pesantemente. Insomma non lo direste, ma in piscina le iguane so’ pericolose. A parte che a volte lì per strada loro avevano anche coccodrilli che giravano in libertà e ragni di 3kg che vivevano sotto le stampanti, ma sorvoliamo. Vedevo sto documentario e invidiavo le iguane, ad un certo punto alle iguane si sono aggiunti anche i granchi*, pare che i granchi siano le pulci delle iguane. Si vedevano sti granchi che passeggiavano sulle iguane senza nessun timore e con le chelette pizzicavano la superficie (la pelle) del povero rettile per poter asportare le impurità, pare che la dieta dei granchi sia fatta per lo più da monnezza (quella delle Galapagos) che trovano in giro e la mangiano in un modo molto buffo. Quindi la scena era sti granchi, conosciamo tutti la stazza di un granchio, che camminavano sopra le iguane pizzicando, senza alcuna delicatezza, la pelle delle iguane e le iguane che a loro volta scacciavano con la coda, con le zampe, con alabarde spaziali sti esseri chelati che continuavano imperterriti a importunare le nostre amate iguane. E io ridevo. E poi hanno cambiato animale e ci hanno fatto vedere un pesce, orrendo, che si notava perfettamente non fosse, come si suol dire, né carne né pesce, perché stava nel pieno della sua mutazione da animale acquatico ad animale terrestre. Sapete, come adesso abbiamo in giro, sulla terra ferma, degli animali che una volta erano pesci (non vorrei dire cazzate ma le prime forme di vita si sono avute in acqua, o no? Signori scientifici venitemi in soccorso). Cioè nel tempo gli esseri viventi hanno subito delle mutazioni che son durate millenni, quindi il cane deriva da un animale che non era un cane, uguale per il gatto, noi eravamo scimmie e allora mo c’è sto pesce che un giorno non sarà più pesce, ma animale terrestre perché già adesso si arrischia di salire in superficie ogni tanto, ma si vede che non è ancora pronto, anche perché trovarselo per strada tocca rivolgersi a Ridley Scott. Quindi lì mi sono immaginata la scena tra migliaia di anni: amore metti il guinzaglio al branzino che usciamo a far un giro.
(* Una curiosità è che questi crostacei hanno la capacità di rigenerare gli arti perduti. Inoltre continuano a crescere per tutta la vita).











