fuggiasca.
Tra una giornata di vita normale e l’altra desidero fuggire. Fuggire dalla mia città, dai volti che vedo tutti i giorni, dagli odori che mi intasano l’umore ogni mattina. Però la mia fuga muore sul nascere, non ho mica una macchina del tempo, non pretendo niente. Mi piacerebbe percorrerre un fuga ,più che da tutte le cose materiali, dal tempo. Questo tempo tiranno e goliardico, che si stringe, si allunga, si accorcia, si sovrappone. Un continuo deja-vu che devo dire, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, mi fa dubitare sull’ autenticità del nostro tempo, o meglio mi fa credere sempre più che qualcosa non va. L’universo ha riscontrato un bug




















