una parrucchiera non emette fattura; altrimenti sarebbe una fattucchiera.
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Professionisti Freelance 2026: suggerimenti e chiarimenti per non farsi sfruttare tra leggi, INPS e regime forfettario
Se sei un libero professionista come me con Partita IVA, sai bene qual è il problema: compensi bassi, attese lunghe e soprattutto regole poco chiare. Continue reading Professionisti Freelance 2026: suggerimenti e chiarimenti per non farsi sfruttare tra leggi, INPS e regime forfettario
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Non capisco su cosa si possa reggere un sistema economico dove il lavoro svolto viene pagato con lunghissimi ritardi. Non è una domanda retorica, me lo chiedo proprio dal punto di vista economico. TRASCRIZIONE [ENG translation below] Si dice che non si dovrebbe mai parlare in pubblico di soldi e di religione. Io voglio provare a parlare di soldi, perché... non lo so, c'è questa situazione in Italia che viene accettata da tutti, da me inclusa, perché ci vivo e ci lavoro, però è abbastanza paradossale. Tutti gli anni che io ho vissuto all'estero, ho lavorato naturalmente e mi pagavano per il lavoro che facevo. Il ritmo di pagamento varia da paese a paese, però nei paesi di stampo anglosassone di solito si paga ogni due settimane, ogni quindicina, quindi io alla fine di ogni quindicina ricevevo il mio stipendio. Oppure quando lavoravo come freelancer a volte mi davano una parte in anticipo, comunque mi davano la somma totale dopo che io presentavo la fattura entro i termini indicati dalla fattura e in tutti tutti gli anni che ho lavorato all'estero non mi è mai capitato che qualcuno non pagasse oppure pagasse in ritardo. Questa è la prassi. Sapevo che i metodi di pagamento in Italia sono meno ordinati, meno rigorosi, però mai avrei immaginato di trovare questa situazione che, e ci rido sopra, però è una situazione, vabb io per fortuna non sono nelle condizioni che devo aspettare i soldi che mi danno per pagare l'affitto o i mutui o cose del genere però è una situazione veramente drammatica. Ho fatto i calcoli, tra tutti i lavori che ho fatto, molti anche per enti pubblici, ho circa un un credito di circa 7.000€ che sono tantissimi soldi, soldi che boh, non si sa quando verranno pagati fatture mandate, mi sono persino fatta la partita IVA ,che anche è una cosa... per fortuna ho un bravissimo commercialista, che è un amico e mi aiuta, anche perché io non capisco il linguaggio burocratico, non capisco che cosa significhino tutte le sigle, le cose. Però c'è questa situazione veramente, strana che mi, cioè mi farebbe ridere se non fosse così così complessa, così arzigogolata così, non lo so. Non so nemmeno quale sia la soluzione, forse la soluzione è smettere di lavorare per chi non paga, non dico entro i termini indicati, ma entro l'anno, perché qua si parla di ritardi che durano anni. Boh, non lo so, mi faccio venire qualcosa in mente. Intanto però mi godo il fatto che vabbè, sono nella situazione, nella posizione di poter scegliere con chi lavorare, quindi sarò più oculata nelle mie scelte in futuro. E in bocca al lupo a tutti gli altri freelancer in ascolto. TRANSLATION They say that one should never talk in public about money and religion. I want to try to talk about money, because ... I don't know, there is this situation in Italy that is accepted by everybody, including me, because I live and work there, however, it is quite paradoxical. All the years that I lived abroad, I worked, of course, and I was paid for the work I performed. The pace of payment varies from country to country, but in English speaking countries they usually pay every two weeks, every fortnight, so I was getting my salary at the end of every fortnight. Or, when I was working as a freelancer, sometimes they would give me a part up front, and then they would pay the total amount after I submitted the invoice within the time limit specified by the invoice, and in all the years that I worked abroad I never had anyone fail to pay or pay late. This is the practice. I knew that the payment methods in Italy are less orderly, less strict, however I never would have imagined that I would find this situation that, and I am laughing about this, but it is a situation that... well fortunately am not in the condition that I have to wait for the money they give me to pay the rent or the mortgages or things like, that however it is a really dramatic situation. I've done some calculations, between all the work I've done, many also for public entities, I have about a credit of about 7,000€ which is a lot of money, money that IDK, you don't know when they will pay it, invoices have been sent, I even got myself a VAT number, which also is one of those thing, luckily I have a very good accountant, who is a friend and helps me, also because I don't understand the bureaucratic language, I don't understand what all the acronyms mean. But there's this really strange situation that I, I mean it would make me laugh if it wasn't so complex, so convoluted so... IDK. I don't even know what the solution is, maybe the solution is to stop working for those who don't pay, I'm not saying within the time frame given, but within the year, because here we're talking about delays that last for years. Again, I don't know, I'll come up with something. In the meantime, however, I am enjoying the fact that whatever, I am in the situation, in the position of being able to choose whom to work with, so I will be more judicious in my choices in the future. And good luck to all the other freelancers listening.
Le Fatture, i Malefici, i Malocchi stando agli insegnamenti della Chiesa Cattolica e all'esperienza dei più eminenti esorcisti.

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Previsione di vendita
Hai mai sentito parlare di previsione di vendita? Le aziende eseguono diverse pratiche comuni per gestire l’attività con successo. Uno di questi è la previsione di vendita o le previsioni di vendita. Come suggerisce il nome, questa pratica si concentra sulla previsione della domanda di vendita di un’azienda. La previsione delle vendite è una delle attività più importanti di un’azienda, poiché…
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Iliad ha illustrato la sua nuova offerta per la linea fissa in Italia. E nel corso della presentazione l'amministratore delegato di Iliad Italia, Benedetto Levi, ha sottolineato più volte l'importanza della trasparenza e si è soffermato per diversi minuti sulla storia di una utente che ha chiamato Chiara, alle prese con un inspiegabile aumento della sua bolletta del telefono da parte dell'operatore a cui è legata. Senza fare il nome dell'azienda, Levi ha mostrato inizialmente i rincari della bolletta e poi ha fatto ascoltare alla platea la telefonata intercorsa tra Chiara e un operatore di un call center. 'Ogni parola che ascolterete - ha assicurato Levi - è vera'. La telefonata in questione sembra essere stata almeno ricostruita da due attori, anche se Levi non l'ha specificato. Non possiamo sapere se, effettivamente, la conversazione è andata così come è stata presentata. Né si può generalizzare, sostenendo che tutti i clienti riscontrano gli stessi problemi e aumenti portati come esempio da Iliad, ma il racconto ha avuto gli esiti sperati almeno sui presenti, che hanno applaudito fragorosamente al termine del contributo audio.
plausibile da applausi
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Magia, fatture e malattia fiacca nelle credenze popolari a Nardò
di Egidio Presicce
[A Nardò] esistevano personaggi poco conosciuti e tacitamente operanti in un altro ramo dello scibile popolare, ai quali veniva riconosciuta la capacità di mettere in atto speciali riti comunemente chiamati “fatture”, quasi sempre finalizzati a problemi d’amore, gelosia o invidia. Un’espressione di cultura a cui era vicina una ristrettissima fascia popolare, quella priva di cenni di progresso civile, quindi in condizioni molto favorevoli per accettare le sceneggiate del paranormale. Credenze che, anche se costruite su granitiche basi di inciviltà e ignoranza, hanno sempre profuso energia penetrativa in tali settori sociali.
Un eclatante caso che illustra la morfologia di questa storica espressione sociale è, senza dubbio, ciò che avvenne a Cumpare Micheli, Cummare Crazia ed ai loro sei figli. Sopravvivevano tutti in un angusto monolocale nel centro storico, ove sembrava che venisse rispettata l’atavica regola “mangiamu quandu abbimu, quandu non abbimu stamu a dasciunu”.
Cocu, il piccolo dei figli maschi, all’età di 18 anni si ammalò di malattia fiacca, un male che colpiva dove era carente l’igiene e l’alimentazione e la malattia avanzava inesorabilmente senza rimedio e speranza.
La diagnosi che in merito venne fatta dal medico risultò grave e terribile, sino al punto da essere ritenuta sbagliata dalla famiglia, che attribuì invece la malattia di Cocu ad un fatto di mascìa, sicuramente voluto da qualche giovane donna. Vennero così informati parenti e conoscenti e tutti si misero a cercare affannosamente qualche esperto personaggio competente per intervenire con opere di antimascìa. La notizia trasmessa voce dopo voce giunse a Lucia la cardalana, già nota come esperta in filtri e contro-filtri. Avvennero i contatti con l’esperta, vi furono le visite e l’interrogatorio al paziente; per più di tre mesi furono adoperate misture diverse con il risultato che il povero Cocu, per sua fortuna, passò serenamente a miglior vita. Lucia per più tempo andava dicendo a chiunque: Piccatu! M’onu chiamata troppu tardu. Questa frase servì a dare ai familiari addolorati la forza per continuare a dire: S’è trattatu propriu ti mascìa no ti malatia fiacca.
L’episodio fu un’eloquente espressione di come e quanto all’epoca era temuto l’imperdonabile male, che dilagava con facilità senza guardare in faccia nessuno e creava un largo tessuto di vergogna che andava inesorabilmente a coprire tutta la famiglia. Quando avveniva un decesso per causa dello specifico male, nella periferia del paese venivano fatti bruciare tutti gli indumenti e i panni appartenuti al poveraccio.
Questo triste ed incivile costume venne a cessare quando la scienza medica, dopo la grande campagna nazionale contro la malattia, trovò il tanto sospirato rimedio per la cura del pesante male. La malattia fiacca, che non risparmiava né ricchi né poveri, era stata finalmente vinta.
Un nobile e ricco signore di Nardò, presa l’infezione andò a vivere e farsi curare in una rinomata località del Belgio consigliata dai medici come zona di ottima salubrità. Il lungo, lussuoso e costoso soggiorno vissuto come ultima speranza non servì a nulla. Nel popoloso rione di Santu Pietru a Nardò fece storia la triste sventura che andò a colpire Mescia Chiarina, un’umile e laboriosa vedova che con coraggio, cucendo e ricamando tenacemente, fece crescere i cinque figli che nel giro di pochi anni, per il tanto temuto male, morirono uno dopo l’altro. Restò così sola, con indescrivibile rassegnazione e pazienza, senza mai esternar ad altri il suo grande dolore. Morì ultranovantenne frequentando sempre la chiesa.
(tratto da Egidio Presicce (1927-2017). Luci ed Ombre di un’Epoca. Nardò nel primo cinquantennio del ‘900: avvenimenti, personaggi, usi, costumi (Besa edit., Nardò 2019)
Libri| Egidio Presicce. Luci ed ombre di un’epoca a Nardò – Fondazione Terra D’Otranto (fondazioneterradotranto.it)