evabuendia ha risposto al tuo post audio “Cos’è il Blues per me non lo riuscirò mai a spiegare. Se mai ci…”
Hai mai visto Fratello dove sei dei Coen? Per me quel film e il blues del delta sono indissolubilmente legati
@evabuendia perdona il ritardo nella risposta, ma in effetti non l’avevo mai visto. Era nel pc da, boh, due anni? Sapevo di doverlo vedere, ma si era perso nel logorio della vita moderna e non avevo il cynar.
Mi hai risvegliato e ho recuperato ieri sera. Inutile dire che mi è piaciuto un sacco. Grazie!
La connessione col Delta è evidente a partire dall’ambientazione. Quella col Blues dalle diverse citazioni: Tommy Johnson (il chitarrista) è esistito veramente (anche se mi piace pensare che sia più una citazione a Robert J) I cori dei detenuti. Il Diavolo che insegue i protagonisti.
Tuttavia, la presenza del Blues in quanto tale è paradossalmente ridotta, secondo me, rispetto alle potenzialità del film. Ma io penso che sia una scelta voluta. è dovuto alla stessa sceneggiatura, non era questo il film.
I Coen hanno spesso mostrato nei loro film la loro passione e il rispetto per la musica tradizionale americana, soprattutto con le collaborazioni di T Bone Burnett (produttore storico), ma in questo film si concentrano più sul bluegrass, sul folk e country.
I protagonisti sono bianchi, per quanto reietti, di basso livello, in fuga e non razzisti, il Blues non poteva essere la loro colonna sonora. Il loro stesso successo è una canzone folk arrangiata country. Arrangiamento che perfettamente rappresenta sia i personaggi, che anche la vena “allegra” dell’umorismo nero del film.
Secondo me il film si completa benissimo con a Ladykillers, dove omaggiano le altre radici del Blues (gli spiritual, poi gospel) e lo mescolano all’Hip Hop, che può essere visto come l’evoluzione moderna per le comunità afroamericane, almeno per l’impatto culturale.
Tuttavia in questo film, al Blues è dedicato il suo spazio e rispetto. Salta fuori di continuo e sono dedicate tre scene molto importanti, che dimostrano l’attenzione dei Coen, e cioè:
La prima scena, dove è rappresentata una delle vere origini del Blues, il dolore dei detenuti nei campi di lavoro che cantano per cercare sollievo e per ritmare il lavoro e fare meno fatica.
Well, the high sheriff
He told his deputy
Want you go out and bring me Lazarus
Well, the high sheriff
Told his deputy
I want you go out and bring me Lazarus
Bring him dead or alive,
Lawd, Lawd
Bring him dead or alive
Sembra quasi che i Coen abbiano voluto dare un omaggio immediato con un messaggio forte, quasi a scusarsi per come dopo lo trascureranno.
L’altra scena è a prima vista banale e classica. È quella attorno al fuoco, dopo aver registrato il loro futuro successo i protagonisti pensano e pensano e pensano, al suono della chitarra, guardando il fuoco, e poi fantasticano su cosa faranno con i soldi del tesoro. Mi piace pensare che nelle teste dei protagonisti si stia svolgendo un’altra odissea e i Coen abbiano voluto accompagnarla con:
Hard time here and everywhere you go
Times is harder than ever been before
La canzone scelta è uno dei più grandi classici, Hard Time Killing Floor di Skip James.
Infine c’è la scena finale, dove il Diavolo raggiunge i protagonisti, li condanna a morte, e i tre scavatori delle fosse iniziano a cantare il classico gospel Lonesome Valley che sprona l’uomo ad andare e chiedere perdono per salvarsi, perché nessun altro lo può fare.
Oh, you got to ask the Lord’s forgiveness
Nobody else can ask Him for you
Non poteva esserci colonna sonora diversa, visto il finale.