Quando ho paura corro. Come ieri pomeriggio. Metto le cuffie, sparo la musica a mille e corro. Corro e cerco di sudarla via tutta quella paura, sputarla dai polmoni e da ogni poro, farla evaporare. A volte se non basta mi stanco così tanto da arrivare a vomitarla, liberarmi in quel modo, tirarla fuori come fosse un veleno. Ma non sempre funziona. Quando la paura è un'onda possente e entra troppo giù - nel respiro, nelle ossa, nelle vene - raggiunge parti troppo profonde da spurgare e allora non mi resta che fermarmi. Mi siedo per terra, in cucina o in bagno, spalle al muro e la faccio vincere, mi arrendo, aspetto che passi.
Se scappare non serve bisogna imparare a farsi attraversare.











