ALTAMENTE sconsigliato usare i funghi, poi, come alimento, anche ammesso fossero della specie giusta.
Spesso l'impatto deglii interventi dell'uomo sull'ambiente lascia segni indelebili, se rapportati alla durata relativamente breve della nostra vita. Noi viviamo qualcosa di più di 80 anni, alcuni agenti inquinanti altamente pericolosi per la nostra salute vivono ben più di 10 volte tanto. Senza contare i danni che riescono a fare in quel lasso di tempo...
C'è però una novità, il titolo mi impedisce di approfittare dell'effetto sorpresa quindi ecco come stanno i fatti: dopo i risultati conseguiti dall'Università di Dundeen, Scozia, sull'utilizzo di funghi per liberare il suolo dall'uranio impoverito, un'altro studio sul regno dei miceti -firmato da britannici e tedeschi- mostra come i lunghi intrecci sotterranei che formano il corpo vegetativo offrano un ottimo sistema di trasporto a batteri in grado di demolire sostanze pericolose che altrimenti resterebbero fuori portata.
Il fenomeno, che io qui ora battezzo effetto 'comprare-il-biglietto-prima-di-salire-a-bordo' è già noto secondo altre ricombinazioni: api e polline, scoiattoli e ghiande, aguti e semi di palma; quest'ultimo esempio è di recente scoperta e si deve la notizia allo studio svolto da Martin Wikelski del Max Planck Istitut e Patrick Jansen dello Smithsonian Tropical Research Institute che con grande pazienza hanno monitorato 16 di questi roditori e oltre 500 semi. Sono proprio gli aguti che seppellendo e dissotterrando, spostando e nascondendo il loro tesoro in modo frenetico tanto da sembrare affetti da un disordine ossessivo-compulsivo, riescono a far allontanare l'85% dei semi dalla pianta madre di oltre 900 metri. Se poi l'animale che ha sepolto il seme viene mangiato -tipicamente da un ocelot- il seme resta sotto terra e ne nasce, con tutte le plausibilità del mondo, una pianta. BAM!