Ci abituiamo al buio quando la luce è spenta; dopo che la vicina ha retto il lume che è testimone del suo addio, per un momento ci muoviamo incerti perché la notte ci rimane nuova, ma poi la vista si adatta alla tenebra e affrontiamo la strada a testa alta. Così avviene con tenebre più vaste – quelle notti dell’anima in cui nessuna luna ci fa segno, nessuna stella interiore si mostra. Anche il più coraggioso prima brancola un po’, talvolta urta contro un albero, ci batte proprio la fronte; ma, imparando a vedere, o si altera la tenebra o in qualche modo si abitua la vista alla notte profonda, e la vita cammina quasi dritta.
Emily Dickinson











