16.03.2003 – 16.03.2018: 15 anni fa l’omicidio di Davide “DAX” Cesare, compagno milanese, ucciso per mano fascista in via Brioschi. Dax, quella notte che viene ricordata come la “Notte nera di Milano”, fu aggredito, insieme ad altri compagni del centro sociale Orso, da 3 neofascisti, padre e figli, che lo ferirono a morte a colpi di coltellate. Successivamente compagne e compagni andarono all’ospedale San Paolo dove fu portato il corpo di Davide, subendo una ferocissima repressione, fatta in quelle ore di teste rotte e violenza insensata e – nei mesi e anni successivi – di pesantissime condanne pecuniarie, che tutt’ora gravano sui condannati. Il processo scaturito ha portato infatti in Cassazione, nel 2011, a una pena di 20 mesi di reclusione e al “risarcimento” di 130mila euro a carico di due compagni. Presentiamo le iniziative di quest’anno con Marta, dell’associazione Dax 16 marzo 2003. Ascolta o scarica VENERDI 16 MARZO 2018 si terrà l’appuntamento in via Brioschi, con a seguire il corteo in Ticinese. Di seguito l’appello e i contenuti della serata: CON DAX E LE DONNE RIBELLI NEL CUORE Venerdì 16 marzo, a quindici anni dalla Notte Nera di Milano, l’assassinio di Davide “Dax” Cesare e gli scontri all’ospedale San Paolo, saremo come sempre in via Brioschi. Ritorneremo in quelle strade per ricordare che il fascismo uccide e le forze poliziesche lo proteggono, per non dimenticare Dax, assassinato, gli altri feriti, tra cui Alex ridotto in fin di vita, e le decine di compagnx accorsi all’ospedale, pestati a sangue dalle squadracce di sbirri. Manganelli polizieschi e lame fasciste quella notte hanno colpito congiuntamente, lasciandoci segni indelebili e la mancanza di un compagno. Un compagno che amavamo e a cui vogliamo rendere omaggio, oggi come ieri, intrecciando la sua storia con quella di altre persone uccise da fascisti o dalle forze repressive del capitalismo. Fin dal primo istante, il 16 marzo del 2003, il volto di Dax si affianca a quello di Rachel Corrie, morta a 23 anni, quello stesso giorno, in Palestina, travolta da un tank mentre con il suo corpo difendeva delle case palestinesi nei territori occupati. Fin dal primo istante abbiamo condiviso il dolore per la morte di una donna che, in un’altra parte del mondo, stava lottando contro l’occupazione israeliana. Quest’anno torniamo a ricordarla e ad attraversare i confini per condividere storie di donne. I volti di Dax e Rachel si affiancano a quelli di altre donne che nel mondo hanno lottato contro fascismo, patriarcato e capitalismo. Heather, militante antifascista uccisa nell’agosto scorso da un suprematista bianco al termine di un raduno di estrema destra, in Virginia, USA; Beti, direttrice del Centro de Apoyo Comunitario Trabajando Unidos, uccisa nell’aprile 2010, insieme al compagno Juri da paramilitari, nel Municipio Autonomo di San Juan Copala, Messico; Berta, coordinatrice del Consejo de las Organizaciones Populares y Indigenas de Honduras, uccisa nel marzo 2016 da sicari delle multinazionali durante la lotta contro la costruzione di una diga; Macarena, militante mapuche assassinata nell’agosto del 2016, come Berta, da sicari delle multinazionali durante una battaglia per la difesa del territorio; la Comandanta Ramona, compagna zapatista che ha combattuto per la costruzione di un’alternativa al modello neoliberista in Chiapas, mancata nel gennaio del 2006; Sakine, fondatrice del PKK, Fidan, rappresentante del Kurdistan National Congress (KNC), Leyla, giovane attivista del PKK, uccise nel gennaio 2013 tramite l’esecuzione di sicari, a Parigi, e tutte le şehid kurde che cadono combattendo in Siria e in Iraq, dove la rivoluzione ha come presupposto la liberazione delle donne dal millenario dominio patriarcale. Un dominio che ogni giorno in tutto il mondo uccide, in quella strage silenziosa chiamata femminicidio. Per questo ricorderemo anche tutte le donne assassinate dalla violenza maschile. L’anniversario mette l’antisessismo al centro della lotta antifascista e anticapitalista. Ritrovando nella dignità e nel coraggio di queste donne, un esempio che alimenta prospettive di cambiamento e liberazione. Quella dignità e quel coraggio che abbiamo visto nelle nostre madri, Rosi, Heidi, Stefania, Patrizia, e in tutte quelle che, dall’Argentina al Messico, hanno raccolto l’eredità dei loro figli e delle loro figlie. “Ci chiamavano le pazze, e qualcuno pensava che fosse un’offesa. Certo, ci mettevano dentro tutti i giovedì, e noi ritornavamo. Ci dicevano, eccole lì, le pazze. Le arrestiamo e loro ritornano. Ma noi sapevamo di essere pazze d’amore, pazze dal desiderio di ritrovare i nostri figli… E poi, perché no? un po’ di pazzia è importante per lottare. Abbiamo rovesciato il significato dell’insulto di quegli assassini. Non ci offendeva più che ci chiamassero pazze. Per fare quello che abbiamo fatto, quello che continuiamo a fare, dobbiamo essere un po’ pazze. La follia è importante. A volte sono proprio i pazzi, insieme ai bambini, quelli che dicono la verità.” Hebe de Bonafini, presidente delle Madri argentine di Plaza de Mayo SABATO 17 marzo 2018 appuntamento al CSA BARAONDA DI SEGRATE Di seguito il programma e i contenuti della giornata: ANTIFASCISMO È ANTICAPITALISMO E ANTISESSISMO La migliore donna è quella che lavora per diventare libera. La donna bella è colei che vive una vita indipendente. Nulla è più odioso e spregevole di una donna ridotta in schiavitù con un uomo dominante. Ocalan A 15 anni dell’uccisione di Dax, l’anniversario è dedicato alle donne ribelli che hanno perso la vita lottando e a quelle che continuano a farlo ogni giorno, tracciando percorsi di liberazione di genere contro il patriarcato e il neoliberismo. Al corteo femminista e internazionalista che attraverserà le strade del quartiere Ticinese venerdì 16 marzo, seguirà un momento di approfondimento sulle esperienze di lotta kurde e latinoamericane. Sabato 17 marzo al Baraonda la giornata sarà scandita da tre momenti: ORE 13.30 Jineologia Momento di formazione riservato alle compagne sulla scienza delle donne. Un paradigma nato all’interno della rivoluzione kurda, che sovverte rapporti di potere, ruoli e gerarchie sociali. La Jineologia dispiega un modo di discutere, immaginare e costruire una nuova società, trasforma il modo stesso di concepire la scienza, che diventa non mercificata, orizzontale, etica, egalitaria, critica, autocritica e accessibile. Il momento di formazione sarà riservato alle sole compagne, non perché tale paradigma abbia un carattere escludente nei confronti degli uomini, anche i combattenti curdi vengono educati alla Jineologia, ma perché violenza e oppressione sono istituzionalizzate nella nostra mentalità ed è necessario che le protagoniste di un percorso di liberazione siano innanzitutto le donne. Siamo talmente abituate alle dinamiche patriarcali che le riproponiamo in tutti gli aspetti della nostra quotidianità senza rendercene conto. Donne zittite, picchiate, sminuite, svendute, ammazzate, donne che devono atteggiarsi da uomini per essere rispettate. Tutto questo fa da sfondo al nostro vivere quotidiano. Il nostro corpo è da sempre strumentalizzato dal potere patriarcale e statale in diversi modi: oggetto di piacere sessuale mercificato ed esibito; sbattuto sui giornali per fomentare campagne securitarie, populiste e alimentare la guerra tra poveri, come nei recenti casi di Pamela e Jessica; messo al centro delle retoriche e delle politiche clerico-fasciste che lo ingabbiano nel ruolo di moglie-madre e riescono a rendere sempre più difficile il rispetto della 194, conquista del femminismo storico, per la presenza di medici obiettori e di organizzazioni antiabortiste negli ospedali pubblici. In una lontana eco della storia, non ci bruciano sul rogo come “streghe” ma ancora veniamo chiamate “pazze” o “isteriche”, quando la nostra capacità critica e le nostre culture sovvertono i modelli di “donna mite” “paziente e pacificatrice” in cui, trasversalmente, ci vorrebbero rinchiuse le relazioni di dominio della nostra società. Autodeterminazione delle donne e libertà di genere, sottrarre i propri corpi alla strumentalizzazione e riprendere voce, alimentando percorsi di ribellione e autonomia che nulla hanno a che vedere con le politiche pubbliche delle pari opportunità o delle quote rosa, una finta emancipazione, dove la componente femminile si assimila alla struttura statale, maschile e patriarcale. ORE 16.00 Frida – Sobre mi vida – Spettacolo per ricordare una donna rivoluzionaria, la sua vita e la sua arte, aprendo alla partecipazione maschile. “Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.” Frida Kahlo ORE 17.30 Dall’America Latina al Kurdistan, donne ribelli. In America Latina, dove la violenza e i rapimenti sono all’ordine del giorno, nasce il movimento niunamenos, diffusosi rapidamente nel resto del mondo. Sempre oltre oceano molte donne si organizzano per tutelare la propria sicurezza nei quartieri o nei territori i cui vivono, mentre le zapatiste, proprio l’8 marzo di quest’anno, daranno vita al primo incontro internazionale, politico, artistico, sportivo e culturale delle donne che lottano. In Kurdistan oggi le compagne sono protagoniste di un processo rivoluzionario che riorganizza la società con uno sguardo femminile e, imbracciando le armi, dimostrano al mondo che è possibile combattere contro il patriarcato e il fascismo dello stato Turco, che continua il suo attacco contro la confederazione democratica. Un momento di approfondimento e confronto su queste esperienze che rappresentano un faro luminoso per tutto il mondo, per le lotte che oggi vivono e agiscono nei territori, attraverso l’autogestione e l’autodeterminazione dei propri corpi, della propria sicurezza, per la liberazione dal dominio patriarcale e neoliberista. ore 21:30 CONCERTO – Ostile – Bad Revenge – Rebelde Romagna – Le Birrette a seguire VALENTINA DJ-set