Brest si trova all'esatto opposto continentale della città Bielorussa di Brest-Litovsk, e a Brest-Litovsk fu sancita nel 1918 la fuoriuscita definitiva della Russia socialista dalla Prima Guerra Mondiale. La nostra Brest, quella di cui mi voglio occupare, è invece la città più ad ovest della Francia, capoluogo del dipartimento del Finistère, una regione che abbiamo tutti sentito nominare ma che difficilmente abbiamo inquadrato con geografica voglia. Una chimera, insomma, una terra quasi fantastica, che non abbiamo mai considerato propriamente reale e calpestabile. Nel 1991, nella squadra di Brest, ci giocava David Ginola. Ne fu il capitano. La società era sull'orlo, verso gli inizi dell'inverno, della definitiva esacerbazione della crisi finanziaria che già la fece retrocedere per mancanza di fondi dalla Ligue 1 l'anno prima, e che ne avrebbe pesantemente compromesso il raggiungimento dell'obiettivo stagionale, la salvezza. In classifica, l'anno prima, però, lo Stade Brestois 29 non andava affatto male: metà classifica in tranquillità con sonore vittorie, come contro il Lione, e i pareggi a Parigi, entrambe città posizionate in luoghi calpestabili, coltivabili, edificabili. Prima del fischio d'inizio del derby contro l'odiato Guingamp, Dipartimento della Côtes d'Armor, il 30 novembre 1991, il bellissimo attaccante prese in mano un microfono ed iniziò a parlare della tragica situazione nella quale versava la sua squadra, subissato dai fischi dei tifosi rivali. Un derby del Nord, un derby bretone. Anche il presidente del Brest, che stava letteralmente svendendo la squadra come fanno i mobilifici brianzoli in liquidazione, non la prese benissimo, anzi. Ginola minacciò di non voler scendere in campo insieme ai suoi compagni di squadra, e disputare così una partita sentitissima lassù in Bretagna, una questione popolare, non una normale parita di pallone. Il presidente brestois promise un cambio di marcia, in una seduta privata coi calciatori prima di scendere in campo, in modo da rendere comunque il match giocabile, che terminò comunque con un 3-2 per i padroni di casa nonostante la rete dello stesso David, che comunque nacque nel sud della Francia, lontano quindi da quelle rivalità così rustiche. La squadra, a fine stagione, si vide ugualmente azzerato ogni punto conquistato ed annichilito conseguentemente ogni sforzo espresso, date le vere e proprie promesse da marinaio del suo patrono. La stagione successiva, David Ginola evita un'ulteriore retrocessione passando al PSG, slegandosi dal Finistère per raggiungere le terre calpestabili e scrivendo la storia che conosciamo. Appare sulla copertina di Fifa ‘97 con la maglia del Newcastle, un anno prima di passare al Tottenham dei Blur, ma soprattutto non incide mai sulla nazionale dei Bleus, che erano alla ricerca di giocatori più stabili, meno distratti e sicuramente più motivati per il mondiale casalingo. Una storia guascona e irriverente, condita da tanta classe, tante squadre e tantissime querelles. L'ultimo film del tedesco Fassbinder, fu “Querelle de Brest”, nel senso che fu l'ultimo perchè il regista morì di overdose poco dopo l'uscita del film stesso. Ambientato nel porto della città più a ovest della Francia, all'esatto opposto geografico rispetto a dove molti territori vennero spartiti, si crearono nuove nazioni, e Lev Trockij non riuscì comunque a farsi valere.