2018.06.02: ACCADE OGGI mi propone Zuckerberg. Dopo aver terminato tutto d'un fiato il libro Manuale di disobbedienza digitale di Nicola Zamperini, non posso far a meno che sorridere e riportare alcune sue riflessioni.
"Abbiamo il social network che ci propone ricordi a suo piacimento. (…) Giocare con i ricordi significa giocare con la memoria individuale e collettiva e assistere a una progressiva amnesia generalizzata. (…) Siamo convinti di sapere cose, di conoscere dossier complicati solo perché abbiamo controllato in tempo reale un fatterello su Google. Siamo così presuntuosi da immaginare che padroneggiamo un argomento perché abbiamo letto un tweet su quell'argomento. Dopo aver letto poche righe siamo convinti di esserci trasformati in esperti, pronti a pontificare su ogni scienza e su ogni tema che interessa l'agenda politica, economica e culturale. Da questa presunzione discende il continuo dibattito vuoto, sterile, inconcludente che proprio sui social prende corpo. Un dibattito che non è tale. Si tratta di uno scambio di affermazioni apodittiche e polarizzate, un dialogo immenso tra sordi in cui ciascuno dice la sua e basta. La dimensione performativa e competitiva dello stare insieme è iscritta nel DNA dei social. Tutti dicono una cosa che li fa vibrare, o che sentono di dovere dire perché gli altri pensino che stanno vibrando. Si può resistere alla tentazione più potente del nostro tempo? Si può resistere al dover dire qualcosa di cui tutti dicono qualcosa? Letterariamente si potrebbe rendere contemporaneo il sogno di Flaubert, scrivendo un commento fatto di soli commenti di altri commenti di altri commenti, in cui si perda di vista l’originale e si dimentichi la genesi di tutto. Nulla ha solida durata nei nostro profilo, tutto invecchia con precocità.”
TUTTO SCORRE.



















