Clerks - Comessi (Clerks, 1994), diretto da Kevin Smith.
Genere: commedia.
Durata: 102 minuti.
Visto in: inglese (originale).
Consigliato: sì.
Prima di commentare Clerks vorrei annunciare che ieri ho raggiunto la vertiginosa quota di 70 film visti nel 2015. Fanno 70 film in 74 giorni, leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, ma niente di irrecuperabile. Mi piacerebbe festeggiare una volta raggiunti i 100 film e ringraziare tutti quelli che mi stanno motivando e supportando. Non pensavo questo mio progetto sarebbe interessato a qualcuno, invece sto ricevendo un sacco di incoraggiamento. Ne approfitto anche per ringraziare chi mi legge, perché pensavo che avrei continuato a scrivere per quei due lettori fino alla fine del 2015, invece qualche altro timido lettore c’è.
Tornando a Clerks, il film mi è stato consigliato da un amico il weekend che sono tornata a casa. È il primo film che ho guardato una volta tornata in Scozia. Non ho indagato molto a riguardo, anzi, non ho indagato proprio per niente, come è mio solito. Ho scoperto solo l’altro giorno, a un paio di settimane da quando ho visto Clerks, che è anche sulla lista dei 1001 film da vedere prima di morire. Dà una certa soddisfazione rimuovere un titolo dalla lista.
Come suggerisce anche il titolo, il film parla di due commessi, Dante (Brian O’Halloran) e Randal (Jeff Anderson) e delle loro (a)tipiche (dis)avventure durante una giornata di lavoro. Tra il delirio di una folla di fumatori arrabbiati e l’indignazione dei clienti di Randal che vengono ignorati e liquidati con frasi di scortesia, vengono presentati altri personaggi come la fidanzata di Dante, Veronica (Marilyn Ghigliotti) e gli spacciatori Jay (Jason Mewes) e Silent Bob (Kevin Smith stesso). Le varie vicende accadono nello stesso giorno, ma non sono collegate tra di loro, facendo sembrare Clerks una specie di sit-com, finché alla fine viene data l’impressione che in fondo sia tutto servito da lezione a Dante… Oppure no?
Il budget usato dal regista per produrre questo film è bassissimo, anche se su internet non sono riuscita a trovare la cifra esatta o anche solo approssimata. Pare che Kevin Smith abbia dovuto chiedere prestiti ad amici e parenti per finire le riprese, che tra l’altro si sono tenute proprio nel negozio in cui Smith lavorava all’epoca, dopo l’orario di chiusura. Anche gli attori dovrebbero essere amici e parenti del regista, e sicuramente l’inesperienza e la spontaneità di tutto il cast hanno contribuito a rendere Clerks l’inaspettato gioiello che è.
I protagonisti hanno poi continuato la loro carriera come attori. Nessuno ha davvero ottenuto un enorme successo. Hanno tutti collaborato in altri film di Smith come Mallrats, ma Clerks rimane il film più noto a cui abbiano mai lavorato.
Ho trovato ottima la scelta di usare il bianco e nero, penso evidenzi il fatto che Clerks è un film senza età, focalizzi l’attenzione dello spettatore sui dialoghi e le vicende, accentui l’atmosfera informale e “grezza”. Sembra una cosa da poco, ma non tutti i film verrebbero bene in bianco e nero.
Per farla breve, Clerks è una piccola perla del cinema indipendente. Proprio il genere di film che mi aspettavo di trovare nel libro dei 1001 film da vedere prima di morire e ribadisco che è assolutamente da vedere!