Retrospettiva di COCO Â GORDON
âTimeless, Senzatempoâ
La natura tra performance e Exploding Books
di Sandro  Bongiani
"Continuo a potenziare me stessa in quanto donna che sta invecchiando per rendere visibili profonde ricerche culturali, e per creare un impatto sull'etica di pensiero/comportamento e sull'integrazione mente-corpo-spirito della nostra struttura moderna". Coco Gordon / SuperSkyWoman
 Coco Gordon, di origini italiane è tra le piĂš significative artiste " intermediali" americane. Ha radici nel movimento "Fluxus". Al centro dei suoi molteplici lavori si colloca l'intenzione di creare consapevolezza nei confronti dei problemi ecologici e sociali del nostro mondo. Coco Gordon, inizia il suo percorso artistico nel 1958 con delle opere come  âConstructivism Apreeâ Da Daâ, oil painting, una sorta  di elementi plastici e costruttivisti, visti dallâalto come un paesaggio,  Eâ del 1961 il disegno âMy hair holds up the city, Coco Charcoalâ (I miei capelli reggono la cittĂ ), in queste prime opere possiamo intravvedere  gli sviluppi futuri della sua personale ricerca artistica. Tra gli anni 1969 e il 1981 arrivano le sperimentazioni  grafiche poetiche dove la scrittura e lâassemblaggio delle materiali acquistano un ruolo rilevante come ad esempio, lâopera realizzata  nel 1982  a Cavriago nel laboratorio di Rosanna Chiessi, âPaper Jewels on tulle" Tendaggio, 4 Bon Bonâ, utilizzando carta fatta a mano, tulle e altri materiali.  Il 1982 è anche lâanno delle prime performances  come  âSo Tired Coco Action, e libro", âD.O.A. Doing (Dead on Arrival)  con Gordon  sotto un pianoforte che ogni due minuti cambiava i vestiti, oppure, la performance a New York di Coco Gordon con Helmut Becker  dal titolo âSkin Pieceâ Helmut Becker & Coco action  del 1986. Ha intrecciato rapporti di collaborazione con artisti come Ray Johnson e Alison Knowles, e per le sue attivitĂ intermediali e le performances possono essere associate al lavoro di altri artisti del gruppo âFluxusâ, in particolare a Joseph Beuys, Yoko Ono, Carolee Schneemann, e Geoff Hendricks  legate assieme all'idea che tutto è arte.
GiĂ dalle prime opere del 1958 è visibile lâinteresse specifico riguardo la natura che sarĂ tema centrale verso i problemi ambientali e sociali. C'e una foto Cibachrome del 1985 dal titolo "earth", ("Terra") e stata scattata per documentare una performance dell'artista all'interno di una situazione naturale, distesa, nuda, in un piccolo giardino. Sta in posizione supina, il busto coperto di carote appena tolte dalla terra. corpo come scrittura legata all'esperienza universale. Con la pratica della performance, lâartista dimostra la sua stretta vicinanza ai processi naturali e esprime il desiderio di creare un  cambiamento radicale âdi consapevolezzaâ della nostra dipendenza dal consumismo e dalla quotidiana economia di sfruttamento. Pertanto, il suo fare arte e la sua pratica nella natura sono attivitĂ compatibili che legate assieme operano per modificare la consapevolezza collettiva e ritrovare un'esperienza primaria legata alla natura. Nel 1992 arriveranno le performances come âFinding Foodâ, o  âSeeking Waterâ  con Coco Gordon che per un mese vive su un albero, procurandosi il cibo nella foresta a Pender Island in Canada. Lâanno successivo (1993), si ritrova a Capri, invitata da  Rosanna Chiessi dellâ Archivio Pari & Dispari di Reggio Emilia a fare la performances  âLun'acqua come me Capri - dopo il nome della villa Malaparteâ, "Casa Come Me", alla Casa Malaparte. Il 2003 e anche lâopera  âCuscini a Sognare per 6â,- cuscini attaccati insieme per fare suoni e  sognareâ, e poi, nel 2005, âRootâ una performance con carta fatta a mano messa attorno a una radice di albero ed esposta a Napoli.Â
Infine, è del 2020 la mostra personale  di Coco Gordon a Venezia alla Galleria Visioni Altre, dal titolo. âFresh Cuts - Tagli Freschiâ, una sorta di omaggio ad amici/artisti del movimento Fluxus, con una serie di libri e riviste presentati secondo una originale ri-lettura trasversale. Le prime opere di libri tagliati risalgono al 1963, come quello dedicato a  Daniel Spoerri, â Tagli Freschi per Daniel Spoerri, Fluxus LâOptique Moderneâ in cui per la prima volta utilizza un catalogo di Daniel Spoerri per tagliarlo e creare nuovi spazi inesplorati. Dalle pagine visive create tra il 1969 e il 1979 nel successivo decennio arrivano le opere in formato libro dâartista come quella realizzata nel 1987 âIntimate #1â, small italian Opera, e poi, dal 2018 a oggi le ultime originali opere in cui ri-taglia e ri-costruisce lâoggetto trasformandolo in un insolito libro-oggetto,  rivisitato per una lettura complessa e alternativa. Tagli come spazi da aprire, per procedere oltre la lettura della pagina. Non una lettura condizionata dalla cronologia, ma da un percorso piĂš personale in cui il lettore può scegliere di vedere da una zona allâaltra del libro-oggetto le pagine che preferisce diventando parte attiva  del viaggio. PerchĂŠ di viaggi si tratta, con aperture e plurime finestre di lettura che ogni volta si riaprono a diverse nuove riflessioni. Quindi, non semplici e consueti Book cut ma libri tagliati ed âesplosiâ che hanno bisogno dellâintervento del fruitore per essere osservati.  Nel percorso di lettura dellâopera non câè un inizio e neanche una fine, ma un susseguirsi di momenti visivi che modificano la lettura del libro. Eâ come decidere al momento cosa fare, in un insieme complesso. Lâaspetto interessante di queste opere  è far percepire dei tagli che esplodendo si  trasformano  e  si estendono su un piano a creare pagine stratificate. Il taglio è azione, apre e crea nuovi  spazi, accoglie luoghi ancora inesplorati e nascosti, modificando la forma originale del libro e trovando una diversa identitĂ per una lettura avventurosa dellâoggettoâ.
Nella mostra  del 2020 Fresh Cut, a Venezia i libri diventano anche i tasti di un pianoforte rosso, scheletrico, âesplosoâ, immaginato dallâartista come parte dellâinstallazione per una particolare  performance in cui lâartista  taglia il vestito di Barbara Cappello, come fa da diverso tempo con i libri dâartista, affidandosi alla lama per permettere di aprire squarci  di tessuto e nuovi pensieri. Un intervento, quindi parallelo, seppur in un altro piano del linguaggio, in cui la stessa Barbara Cappello diventa una sorta Book cut dellâevento, che per lâoccasione scrive: âaffidarsi alla lama per permettere di aprire brecce e pertugi, affinchĂŠ la sostanza prenda corpo nella visione esterna, cosĂŹ da riordinare il caos costretto dietro il velo del tessuto che relaziona gli esseriâ â aggiungendo - âil taglio apre e crea uno spazio nuovo, un luogo ancora inesplorato che si presta al riempimento di quel vuoto apparente con la visione prospettica tridimensionale. Prima una forma, dopo piĂš forme, che mutano a seconda del movimento. E' il moto che genera la percezione della forma tridimensionale, la quale assume altre forme a seconda di come si sposta, danza, salta o semplicemente ruota. La staticitĂ , invero trasposta da uno stato all'altro su un piano unicamente dimensionale, ove concede solo la visione panoramica con un orizzonte definito. Giustappunto la lama tagliente si muove in direzioni precise, ma multiple. Tra Coco e me, c'è stato un dialogo molto sottile, riguardo l'ascolto reciproco l'una dell'altra. Se lei seguiva i miei movimenti, io conducevo i suoi e viceversa. Tutto è comparso dal nostro dialogo, senza un progetto, il resto è sola azione performativaâ.
Le azioni dei tagli sul libro come nella performance a Venezia sono atti similari in una unitĂ dâintenti in cui tagliare, aprire, rendere visibile le variazioni per poi condividerle sinteticamente in una diversa dimensione tra mente-corpo-spirito e tra azione, arte e vita.  Sandro  Bongiani








