Ci è voluto questo, una maglietta con scritto Auschwitztland, perché scoppiasse una bolla mediatica che come spesso accadde è tutto tranne che utile a comprendere la situazione. Perché non è certo un gesto come questo, infame e squallido, per quanto proveniente da un ambiente che produce esaltati e violenti a doverci fare riflettere. Quello che dovrebbe farci riflettere è che le istituzioni politiche, gli apparati dello stato e ovviamente i grandi interessi economici, continuano a mantenere rigorosamente in vita questo rimasuglio politico e il loro immaginario di riferimento. Un immaginario che potremmo irridere tanto è falso ed inventato se non fosse capace ancora oggi di far breccia nelle crepe che una società disgregata, individualista, classista,intellettualmente e socialmente arida produce. Un immaginario che si basa su termini come nazionalismo, patria, sovranità dietro cui si nascondono parole come lobby, corruzione, violenza. I soliti finti scontri con le classi dirigenti, il solito finto "anti-sistema", il solito finto ciarlare di povertà e poveri italiani. Dobbiamo tornare a raccontare il fascismo per quello che è stato, non solo come regime guerrafondaio, razzista e criminale, ma prima di tutto come espressione delle classi dirigenti, come difesa dei loro più squisiti privilegi. Il fascismo popolare non è mai esistito, non sono esistite le terze vie, non sono esistite le socializzazioni, non è esistito, se non come maschera per difendere gli interessi materiali delle élite economiche, il consociativismo. Il fascismo ha spazzato via la classe dirigente liberalmonarchica postunitaria e l’ha sostituita, ancora più servilmente, ancora più criminalmente, ancora più egregiamente, ancora più autoritariamente nell’opera di annullamento del conflitto sociale, di repressione delle istanze dei lavoratori di ogni settore, di distruzione dei più elementari diritti. Se il fascismo non avesse esordito come squadrismo, cittadino e campagnolo, capace con la violenza più bieca, più infame, più scellerata di arginare il grande movimento dei lavoratori del primo dopoguerra, non avrebbe mai avuto nessun appoggio economico, istituzionale, politico dai gruppi di interesse che ne hanno determinato prima l’ascesa e poi il collasso. Per cui dovremmo aver paura non tanto di chi mette quella maglietta ma di chi è pronto ad utilizzare questa massa di violenti idioti ogni volta che chi sta in fondo alla piramide sociale prova a lottare per i propri diritti. I fascisti di ieri sarebbero rimasti piccoli manipoli di violenti, perché questo erano prima dell’endorsement di certi poteri. Gli stessi poteri, che è triste dirlo a quasi un secolo di distanza, sono vivi e sempre pronti ad alimentare quella retorica becera che ha portato milioni di persone alla povertà, alla fame, all’annullamento spirituale e poi fisico.
Cannibali e Re













