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Sole a catinelle, pioggia di risate
Milano, 4 Novembre – Dopo l’incredibile successo riscosso da Cado dalle nubi e Che bella giornata, Checco Zalone torna nuovamente sul grande schermo dal 31 ottobre con Sole a catinelle, distribuito da Medusa in oltre 1200 copie. Sotto l’ormai consolidata regia di Gennaro Nunziante, il musicista e comico pugliese prova a battere il record di incassi di 45 milioni di euro di Cado dalle nubi vestendo i panni di un papà squattrinato, impegnato a regalare una vacanza da sogno al figlioletto Nicolò. Checco interpreta un omonimo venditore di aspirapolvere, che rappresenta in pieno lo stereotipo di quello che viene dispregiativamente definito italiano medio: sessista, fanfarone, pronto a riempirsi la bocca di promesse e aspirazioni di ricchezza da ostentare. Una colonna sonora di canzoni scritte e cantate dallo stesso Zalone, fa da sfondo a una narrazione esilarante, che fa ridere di gusto lo spettatore durante tutto il film.
Il lavoro di Zalone e Nunziante rappresenta la frontiera raggiunta oggi dalla Commedia all’italiana, della quale i due possono ragionevolmente considerarsi eredi. “Parlare della crisi e far ridere è difficile: io interpreto un papà che è refrattario alla crisi, un uomo che è il prodotto del berlusconismo degli ultimi venti anni, uno che ci ha creduto ed è anche un po’ stupidino” – così Zalone racconta il suo personaggio. Un uomo il cui ottimismo quasi incosciente non viene spento né dalla crisi economica, drammaticamente vissuta da sua moglie (Miriam Dalmazio), operaia la cui azienda rischia di chiudere, né dai debiti da lui accumulati che hanno tra l’altro minato l’unità familiare.
Al figlio ha promesso una vacanza da sogno a fronte di una pagella di tutti 10, non aspettandosi che un bambino che vive il disagio della separazione dei genitori potesse mai ottenere un simile risultato. Così quando Nicolò riesce nell’impresa, Checco è costretto a mantenere la parola. I due partono quindi per una sorta di road-movie padre-figlio, che vede i due approdare prima da una vecchia zia nello sperduto Molise, dove non si vede neanche l’ombra di un bambino con cui poter giocare, e poi per una fortunata coincidenza presso la villa della bella e ricca Zoe (la francese Aurore Erguy), madre di Lorenzo, un bambino della stessa età di Nicolò che soffre di mutismo selettivo. Lorenzo sembra guarire in compagnia dei nuovi ospiti, per questo Zoe “adotta” Checco e Nicolò per il resto della loro vacanza, facendoli entrare nel suo mondo di ville con piscina, yacht, cavalli, party esclusivi, campi da golf, serate a Portofino, incontri con magnati e potenti manager, in cui Checco mostra di sapersi abilmente destreggiare. Un universo tanto lussuoso quanto ipocrita, cui si ricorre al fine di raccontare in maniera innocente, ma anche sincera e spregiudicata, una moderna favola morale al termine della quale non manca il consueto “ …e vissero tutti felici e contenti”.