HOMEMADE CRESCIONE E PIADINE ROMAGNOLE / LâAVVENTURA DI MICHELANGELO ANTONIONI (ITA, 1960)
Sunday-Sundays ha aperto le porte di casa sua.
Oggi abbiamo un ospite speciale direttamente dalle terre romagnole e da qualche anno trapiantato a Torino. Un illustre ragazzo, ben conosciuto per la sue abilitĂ nel preparare piadina romagnola secondo antiche tradizioni e per il suo crescione handmade.Â
Quindi, abbiamo dato insieme sfogo allâartigianato domenicale di gruppo.
una bustina lievito per dolci
un bicchiere olio semi girasole
Preparare dellâacqua in una ciotola, versare il lievito e farlo sciogliere a dovere.
Versare il bicchiere di olio e aggiungere un pizzico di zucchero e cominciare a versare la farina di farro, mescolando con una fusta. Quando lâimpasto comincerĂ ad avere una consistenza fluida, aggiungere il sale, continuando a mescolare.
Proseguite con lâaggiunta di farina di farro e integrale (miscelandole) fino a quando non si ottiene una buona consistenza.
A questo punto, rovesciare lâimpasto sul tavolo di lavoro e impastare a mano, aggiungendo progressivamente altra farina.
Dividere lâimpasto in piccole palline (indicativamente 8 unitĂ ) e stendere col mattarello, facendole diventare dei dischi di forma regolare.
3 spicchi dâaglio (da rimuovere a fine cottura)
nocciole e mandorle tritate a piacere
Preparare un soffritto con olio e aglio, aggiungendo le bietole, i pomodori secchi e prezzemolo. Cuocere, mescolando per bene, fino a che le verdure avranno perso completamente la parte liquida.
Spegnere il fuoco e aggiungere le mandorle e le nocciole tritate con i semi di finocchio e il basilico.
Riempire a metĂ il disco di pasta con il ripieno e chiudere il tutto a mezzaluna.
Il preparato verrĂ utilizzato per la farcitura del crescione.
Per la cottura della piadina abbiamo utilizzato una padella in pietra.
Mescolare gli ingredienti a freddo (escluso il prezzemolo ed erbette), mettere sul fuoco lâimpasto e continuando a mescolare, portarlo a bollore fino a ottenere una consistenza simile alla polenta.
Aggiungere a fuoco spento prezzemolo ed erbette, e cospargere lâimpasto da caldo su un pezzo di carta da forno, creando uno strato di spessore max di 1 cm. Lasciarlo raffreddare.
A questo punto, ritagliarlo a quadretti e friggerlo in olio di semi di mais bollente.
Ad accompagnare le panelle, delle melanzane grigliate.
Quale farcitura migliore per le piadine appena sfornate?
La liaison tra il nostro caro ospite e la proposta cinematografica di oggi è nondimeno che Santarcangelo di Romagna, un piccolo comune di poco piÚ di 20 mila abitanti della provincia di Rimini, e patria del poeta, scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra.
Se non avete mai sentito nominare questo nome, sappiate che rappresenta uno dei motivi per cui è legittimo ritenersi orgogliosi del belpaese.
Guerra nel 1960 fu sceneggiatore, tra gli altri de âLâavventuraâ, primo capitolo della âtrilogia esistenzialeâ di Michelangelo Antonioni che, presentato al 13esimo Festival di Cannes, vinse il Premio della Giuria, facendosi strappare al fotofinish la Palma DâOro, che andò invece -pensate un poâ- allâaltro romagnolo Fellini con âLa Dolce Vitaâ.
Unâ opera sfuggente e per niente semplice, dove landscape e sentimento sono affrontati con estremo rigore e minimalismo e che si serve di una narrazione dilatata alla durata di due ore mezza in cui succede tutto con estrema lentezza, ma niente appare superfluo.
In largo anticipo sui tempi, in questo capitolo primo della trilogia, Antonioni dĂ ufficialmente inizio alla disamina dentro lâalienazione umana e alla morte dei sentimenti, compiendo una vera rivoluzione cinematografica nei contenuti, ma soprattutto nellâapproccio.
I personaggi de âLâAvventuraâ sono costantemente indolenziti nel loro stesso mal de vivre e avvolti in una coltre di inquietudine, incapaci di amare qualcuno e/o qualcosa. Uomini e donne impiegano la loro stessa vita a disperarsi e a non comprendersi, mentre intorno respirano la rarefazione di quegli impulsi a cui non si riesce dare un nome.
Ed è un sentirsi distanti, e dâistinti. Dâistanti e distinti.