Ecco il Capitolo Otto!
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From here to eternity #08
From here to eternity #08
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Mi manca la carne.. Quei piccoli cosi non mangiano carne e cacciavano ed allenavano solo per noi linko. Ho fame.. voglio la carne. Mentre cammino sento tutti i flussi: il gatto di Irina, Keyron, la tigre, due siamesi, tre bobcat, un ocelot, due ghepardi, un cucciolo di leoncino il cui flusso ripete âgrandezza!Splendore! desiderio!â. Credo voglia diventare come Keyron da grande, e per finire anche un piccolo Gatto delle Rupi. Mi stanno vicino.
âLinko..â sbotta Alexander. âmi dica..â âHo fatto un sogno strano.â â..ovvero?â âBeh..â sento la voce farsi pensosa. Zafar è mezza giornata di cammino credo. Ă da qualche ora che camminiamo, e.. sarebbe meglio entrare con il Sole che va sfumando. âHo.. credo di.. Sicuramente ero il vostro Generale. Quello.. Rhaâzer.â Lo ascolto piĂš attenta. âCon.. credo fosse sua moglieâ Mi blocco. âImpossibileâ Mia- â..Sua moglie è morta prima che me ne andassi, cacciata dalla cittĂ .â âMa non eri unâambasciatrice?â âsono una sacerdotessa, io. E essere mandata come ambasciatore.. nella mia posizione.. è una maniera gentile per dire vattene dalla mia cittĂ â. âAh..sĂŹ?â âlo sanno tutti in cittĂ . Mandare una sacerdotessa in ambasciata.. Ma è una lunga storia, Sire. La si dovrĂ raccontare un altro giorno.â âma il cammino è lungo davanti.â Sorrido. âIn un popolo di guerrieri, solo una casta svolge il ruolo di sacerdotesse, solo le donne la portano avanti. E io sono lâultima della dinastia. Non ho figli- in fondo, ho solo 120 anni, nessuno si aspetta un figlio da me in etĂ cosĂŹ giovane.â Mi fermo di nuovo. Sbotta. Sembra stia soffocando. Lo cerco con le mani e le orecchie. Gli do due pacche sulla schiena tentando di fargli riprendere la respirazione normale. âcentoventianniâ âcosa?â âCennncnencncentoventianniâ La mia espressione è stordita perchĂŠ non capisco cosa stia succedendo. âsĂŹ, ho.. cento..venti..anni. cosa câè di.. strano? Sono ancora giovane..â âCENTO VENTI CAZZO DI ANNI!!â âSire! Ma cosa va dicendo! Anche lei sarĂ ormai verso i.. cento? Cento dieci?â âNE HO TRENTASEI!â Cosa. Cosa. COSA? âCOME FAI AD ESSERE UN GOVERNANTE? SEI APPENA PIUâ DI UN CUCCIOLO SPELACCHIATO!â âCOME FAI TU AD ESSERE ANCORA VIVA DOVRESTI ESSERE DECREPITA E VECCHIACCIA!!â Oddio- ma quindi è vero quello che si dice degli umani.. Piccoli e fragili.. Il tempo li consuma nel tempo- noi diventiamo giovani adulti e loro muoiono.. Deve essere un incubo. âCome fate-?â âa fare cosa?â sembra essersi calmato. âA.. boh. Vivere cosĂŹ.. poco.â âper noi è tanto..â âma.. tutte le cose da fare..â âOrganizziamo la nostra vita come possiamo, Linko. Non si può scappare dal destino, il nostro fato è Morire. E questo è sicuro.. Lâunica cosa che possiamo fare è lasciare.. una traccia. Fare vedere al resto dellâumanitĂ che ci siamo stati. E siamo stati.. Grandiosi.â âE lei, sire..?â âio ho riportato alla gloria una cittĂ distrutta. E questo.. verrĂ sempre ricordato. Anche quando Okre verrĂ distrutta.. Quando non ne rimarrĂ piĂš un briciolo.. in anni lontani.. sĂŹ continuerĂ a parlare. Quando un'altra cittĂ risorgerĂ dalla polvere, colui o colei che ne sarĂ autore, verrĂ chiamato âil nuovo Alexanderâ, e il mio nome, continuerĂ a vivere..â Cade il silenzio. Ă per questo che vivono gli umani?
Devo.. Assolutamente portarlo da Irina. La loro vita è cosÏ breve, e lei, lei dorme, non fa altro che dormire, è in coma!! Cosa potrà succedere loro? Che ne sarà di lei? La disperazione mi assale..
Sto seduta su Keyron, ora. I due ghepardi e la tigre camminano allo stesso passo dividendosi il peso di Alexander seduto su di loro. âma non farò loro male?â âSono felici di essere utili. Lo senti-?â âno- non ho.. quel coso, quel flusso..â âno, il profumo.â Respiro a pieno. Lavanda e fiori di campo.. Un profumo delizioso. âun poâ lo sento.â âè il giardino di Zafar. Siamo arrivati. Mettiti.. il cappuccio che ti ha dato il nanetto..â âcome sei offensivaâ Ride. Non lo sentivo ridere da un poâ. Arriviamo sempre piĂš vicini alle mura della cittĂ . Posso sentire la frenesia della sera che si alterna alla calma pace.. Il flusso è forte e vivo.. âsii naturale.â Sbotto ad Alexander. Stelle del cielo, vi prego, proteggetelo. Che venga nascosto dal flusso delle bestie che ci seguono. âOh. Sacerdotessa NaâDir!â Il suo flusso è perplesso Sorrido. âBuona sera, mio caro amico. Le Stelle illuminano il vostro cammino?â âPiĂš brillanti che mai. Grazie a lei, madama. Prego, vada, lei e i suoi amici.â Saluto. Alexander rimane in silenzio- la sua parlata sarebbe troppo comprensibile. Camminiamo per quelle strade che conoscevo cosĂŹ bene, che ricordo senza poterle piĂš vedere. Il tempio di cura dove è custodita Irina.. dovrebbe essere a Nord-Est.. Solo dopo che ci siamo addentrati un poco nella cittĂ sussurra un flebile âcome abbiamo fatto a passare le guardie senza farci notare?â. Sono degli ultimi passi che sento, molto marcati, a farmi capire che ci sono problemi. âsemplicemente.. Ci siamo fatti notare.â Sento un suono metallico, credo sia Callisto, e poi Un tonfo E niente piĂš.
"Linko!â Sento la voce di Alexander richiamarmi dal torpore. La testa mi duole. Siamo stati assaliti. Qui il profumo di fiori è piĂš forte che mai. âAmbasciatrice NaâDir. Quale onore.â I miei occhi si ingigantiscono. Alexander mi è affianco e lo sento tremolare, non capisco se di terrore o dâira, o forse entrambe. âRhaâZerâ saluto sussurrando. Non pensavo mi accogliesse lui, e in questa maniera. âCosa ti porta a casa, ambasciatrice? Non ti sei fatta annunciare, e hai lasciato la tua ambasciata. Non è un comportamento attendibile. Inoltre, hai portato, questo..questa..Minaccia! Nella mia cittĂ . Nella TUA cittĂ ! Ci stai mettendo in pericolo per un tuo semplice desiderio di ribellione? Ă inammissibile. Sono.. Deluso, NaâDir. Molto deluso. âPadre, io..â Un gemito. Un forte dolore al braccio non appena Alexander mi colpisce in un impeto di rabbia. âCOSA?â âNon- potevo dirtelo..â âERI SUA FIGLIA-SEI SUA FIGLIA!â âE ti ho portato dove volevi!â âNon toccare mia figlia, umano! Scortatelo via, guardie- Dobbiamo parlare di molte cose. E tu, Rie ihr NaâDir, sangue del mio sangue, NON OSARE proferire parola di troppo o saprai bene cosa succederĂ â Mi ringhia contro. Mi sento indebolita. Sento gli insulti e lâodio di Alexander- Che viene trascinato via, gridandomi contro tutto il suo astio. âLasciateci soli. Moglie mia, per favore, segui il prigioniero e assicurati che non voglia fare nulla di pericoloso.â Mi afferra per un polso e mi trascina via. Scale, scalinate, scalini, porte, tende, stoffe. Cammina in fretta. PiĂš e piĂš volte inciampo. Keyron.. keyron ti prego aiutami. Ma non è con me. Sono a casa e per la prima volta davvero sono sola nel buio. âpadr-â Ogni volta mi raccoglie in fretta e continua la sua strada. Arriviamo infine nelle sue stanze- Quanti giorni da cucciola passavo arrampicandomi sul meraviglioso glicine che cresce qui dentro! Questa, di tutta la sua reggia, è la stanza piĂš sicura,in cui nessuno può entrare se non possiede sangue nobile, grazie ad un sigillo sacro. Non ha bisogno di guardie. Nessuno può sentire ciò che accade. Mi abbraccia. Arrivo a metĂ del morbido caldo torace. Mi stringe tra le braccia che hanno combattuto mille e mille battaglie. âFigliaâFiglia mia. PerchĂŠ sei tornata-?â âluiâpadre, era disperato. Stava cercando la Dormiente,e.. era disperato, padre!â singhiozzo. âQuelle creature, quegli umani, sa cosa ho scoperto? Quando noi usciamo dallâadolescenza, loro si avviano alla morte. Una vita cosĂŹ corta! Deve essere un incubo.. Sono passati 20 estati per lui, e le sente tutte, mentre per voi, padre, non sembra che una notte. Sono passate 20 estati da quando vi siete affrontati, ed è cresciuto, invecchiato, ma in confronto a noi- padre, voi avete superato i 300 anni, ma siete ancora un regnante forte e irremovibile. Ancora qualche stagione e lui comincerĂ a declinare, sarĂ piĂš debole, e..â Faccio fatica a respirare. Ă qualcosa di terribile quello che è successo ad Alexander. âLâunica persona che lâabbia mai cercato lo tormenta in sogno. Per quanto breve, non si può vivere una vita cosĂŹ! Dovevo aiutarlo, padre.â âNon dovevi tornare in cittĂ - Tua madre.. Ti verrĂ a cercare. Ti verrĂ a chiedere..â Mi stritola. Stringe sempre piĂš forte e sto cominciando a sentirmi male. âTi prego non farla andare via. Ti prego. Ti prego non portarmela via di nuovo. Non posso tollerarlo. Non voglio. Non portarmi via mia moglie, ti prego. Rie. Ho bisogno di lei.. Dimanso- è lâunica cosa che mi mantiene sano di mente. Ho dovuto cacciare mia figlia perchĂŠ mia moglie scomparirebbe, se sapesse, se sapesse. Non devi parlare, Rie. Non devi parlare. Giuro sulle stelle che se dovessi parlare, sarĂ lâultima cosa che dirai, figlia mia.â