-Dov'è Red? E come sta?- solo questo mi interessa sapere, anche se pare che nessuno sia intenzionato a darmi risposta. Mi agito dal momento in cui apro gli occhi e mi accorgo di essere sempre al mio letto, lo stesso dal quale sono già scappato una volta.
Sono legato alle mani, ai piedi ed anche alla testa. Ho una fascia che mi passa sulla fronte e mi tiene ancorato al cuscino. Quell'uomo, quello col quale ho parlato prima, mentre tentavo la fuga, fa capolino nel mio campo visivo.
-Vaffanculo, voglio andarmene- dico.
-E l'infermiera che hai colpito? Non ti interessa di lei?-
-No, ma ha un bel bernoccolo-
-Affari suoi. E adesso lasciatemi andare-
Sento singhiozzare, non riesco a voltare il capo, chiedo chi sia, una bella donna mi si mette di fronte. Mi chiama “tesoro”. Dice “sono io”. Aggiunge che mi ama. Singhiozza mentre lo dice. Io, per tutta risposta, le sputo in faccia, al solo scopo di vedere la sua reazione. Scatta indietro e il suo singulto diviene un pianto disperato.
-Sedatelo- dice il tizio abbronzato.
Neanche il tempo di insultarlo a dovere che un ago mi si conficca nel braccio. Chiedo di Red. Dico che li denuncerò tutti quanti, dal primo all'ultimo.
Il tizio che sembra un attore che canta, o un cantante che recita, si passa una mano fra i corti capelli bianchi e mi dice che presto faremo due chiacchiere.
-Ti ucciderò, brutto bastardo, se il mio pesciolino è morto ti ammazzerò-
-Ti stai solo facendo del male, Corrado- mi dice.
Ed io mi rendo conto che mi ha appena chiamato per nome e che quel nome non lo sentivo pronunciare da un sacco di tempo. Chiudo gli occhi e aspetto che il sedativo faccia effetto.