Videogiochi e #fumetti, di questo perlopiù si è nutrita la mia solitaria infanzia/adolescenza, fino al punto in cui poi sono arrivati musica e computer a cambiare un po’ di cose e a relegare supereroi e giochini in un angolo minimo e nascosto della mia vita. E allora mi chiedo perché ogni anno, felice come un bambino, continuo comunque a tornare al #Comicon, cercando di esserci il più possibile, di non perdermi niente, e di godermi tutta questa vasta immensità ludica. Deve essere proprio questo il punto, penso, ricordarsi di quando si era ragazzini e tornare in quello spazio/tempo per qualche giorno, sperare e sognare di poter essere ancora come una volta, al di là della vita più o meno complicata che ognuno si ritrova a vivere, perdendosi nel felice caos infinito di fumetti e avventure di ogni tipo. Forse non sarà proprio come prima, ma è comunque bello ed emozionante. Tra mostre e incontri di vario tipo, quest’anno sono addirittura riuscito a tornarmene a casa con un disegnetto (anzi ben due!), e coincidenza vuole che l’autore sia proprio quel #MiguelAngelMartin dal tratto pulito eppur scandaloso che vent’anni fa era uno degli ospiti d'onore di un Comicon che non a caso esordiva in un suggestivo e magico castello. A casa dei miei, tra cianfrusaglie e memorabilia, devo ancora avere un suo bel disegno dell’epoca, quando ancora non si doveva stare in fila per ore per uno sketch autografo su un fumetto appena comprato. C'era una volta... Curiosamente quindi il mio Comicon quest’anno si chiude così, con un #BrianTheBrain adolescente che mi indica un se stesso in giacca e cravatta. Come a dire che inevitabilmente il tempo passa, è vero, ma poi ritorna sempre, come un cerchio che ti lega al te stesso più vero. (presso Mostra d'Oltremare Official)