il tuo corpo fatto di diamanti e difetti perfetti
i miei biglietti per te
e le tue terribili cicche di sigarette abbandonate sul tavolo
@atomicabionda
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il tuo corpo fatto di diamanti e difetti perfetti
i miei biglietti per te
e le tue terribili cicche di sigarette abbandonate sul tavolo
@atomicabionda

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Il tuo corpo era caldo, per questo emetteva luce. La luce che emette il calore del corpo quando vuole fare l’amore. Questa luce tu la chiami passione, ma per me è solo luce. Dopo che hai preso tutto di me, lasci una traccia come un’ aura.
Tu non crederai, ma questa aura è la tua anima.
Ok fai l’amore con l’anima, che non è per dire “passione” come quando si dice ci ha messo l’anima in questo o in quello. E’ la tua anima che cerca di raggiungere quella di un altro, la mia magari, attraverso l’uso del corpo.
Per quello ingoi. Il rapporto orale è il modo più ancestrale di conoscere, ed è così ancestrale che ti bagni, e lo sai, poi bevi e conservi e sei contenta, lo sai, quindi lo sai, lo intuisci nel profondo del tuo io che è ancestrale. Quando neghi il rapporto tra corpo e anima, e poi tra anima e amore, il tuo sguardo si fa maliconico pieno di ombre. Cupo.
Mi dici non facciamo l’amore, porca miseria? E ti chini sul mio corpo, mi doni i tuoi seni che accidenti dire che sono sensuali è dire poco. Li riempi del fiore della tua vita, sono sodi come meloni, e per quello devi dire grazie alla natura, e mi dai il resto. Riprendi il corpo dell’anima, o meglio l’anima del corpo, con la bocca incerta. Ti adeschi ti addentri in zone sconosciute del nostro io. Anima.
Essendo l’anima uno spirito, subito se ne va. Quindi dopo 10 minuti ne vuoi ancora.
Allora ti allarghi, me la dai, entro nelle tue viscere e ancora mi dai il fiore della tua essenza come persona, anima ancora, e mi viene da ridere quando gli amici mi raccontano delle loro prestazioni sessuali, direi meschine e pessime - se tu ascolti me - che sono alla fine sfoghi, sono schizzi di pollack sul muro delle sue pareti vaginali, è niente come l’aranciata Fanta in estate, ti lascia un senso che non ti sei dissetato e devo dissetarti di nuovo, è insoddisfazione è paura è vuoto, è cometa, mentre l’amore è invece conoscere il contenuto dell’altro e prendersi quella porzione ancestrale del suo io che non si esprime certo con la posizione sociale, o il cervello, o la cultura; è quello che sei senza orpelli, e quindi se il tuo corpo batte tamburi ignoti, se ballla al ritmo dell’amore intuitivo, se esprime profumi di zafferani, se il tuo seno rimbalza tanto è teso, la tua vagina si inonda e i tuoi cappelli si arricciano sul mio viso, è solo quel che sei e non quello che la società ti ha costruito sopra.
Quando invece arrivi tu Erika @atomicabionda con la tua stance da modella perfetta, le tue pose da demì-bisessuale, che poi è solo timore di essere posseduta da qualcuno, mista a quella certezza di non volere dare nulla di sè a nessuno, che poi è una anoressia dell’io, quella pura assenza di tutto che poi si fa vizio, fumo, canna, vino sballo e ironia, e paura di darsi, quello Erika non è dare l’anima ma refrigerarla per conservarla, per cosa e chi? se non ci fai nulla, io credo, per la morte. Che poi ti affascina. Quando me lo succhiavi, lo facevi per morire, non per dare. Era il canto sotterraneo del desiderio di morte. Eros e morte, il potere della vita nella tua gola si faceva potere del tuo culo di darsi, che poi è disagio alla fine nel tuo caso, o forse nel caso di tutti, perchè alla fine è quello per non volere dare altro, è bocca per non darla, è bisessualità perchè l’amore lesbo è non rimanere incinte, è paura della violenza, perchè alla fine Erika, sei impaurita, sei terrorizzata dalla tua fragilità, sei sensibile e lo sai, e uccidi la tua intelligenza, mieti quello che sei con l’ironia, l’assenza, il sarcasmo, ti umili ti dichiari non interessante, dici che non sei niente, e ti difendi con una maschera “del cazzo”, e ti fai un ennesimo tatuaggio, sulle gambe e sulle braccia sul monte di venere, poi ti siedi allo specchio ti fotografi a gambe aperte la figa, coperta dalla gonna - ma conta il simbolo prima del segno, anche se coperta quello è quello che è - e che fotografi, e il corpo segnato da mille colori, la posizione sgraziata che dicono questo, di te, " io sono un bambino e puzzo, mi odi perchè puzzo e puzzo perchè ti odio ", ed è tutta una finzione la tua, una maschera, odi solo essere una persona perchè le persone sono fragili e tu sei fragile e ogni fragilità incide la tua anima, lascia un segno una cicatrice che non si vede, e quindi tu la abbellisci, la rovesci la situazione offendendo il nemico con un tatuaggio alla mahori, tiri fuori la lingua come i guerrieri Inca per spregio, sprezzo, rumore e per incutere paura, ma è tutto così infantile. Alla fine sei solo te. E quello non puoi difenderlo. E neanche io posso difendermi, Erika. Da te. Sono indifendibile.
Mentre lei - lei non me o te - quandi invece si siede vicino a me e si adagia lentamente sul mio corpo e riempie il corpo mio con la sua anima, e mi chiede l’anima indietro anche se io sono più impaurito di un serpente freddo, onestamente, e lei si ciba di me, ma degli spiriti interiori, e il suo corpo diventa calore, luce emette quella luce che dà la vita, una luce che ha nelle paure il senso delle cose, ma che ingoia paure e corpi e sensazioni nello spirito per trasformarlo in altro, per dargli vita per cibare vita per essere vita.
Ecco io e te Erika, non siamo nessuno di fronte a questo. E questo ci spaventa. Ma tu non lo sai. Anzi lo sai ma ti senti in trappola, tu come me, e quindi fingi di non saperlo e allora unì altra foto su Instagram che non vuol dire niente, se non swag e paura, tatuaggi e ritrazione, incoscienza e rottura, menefreghismo e andate tutti a fare in kulo perchè io so io e voi non siete un cazzo, e vuoto a perdere.
Non sto insultando te, ma me, noi, tutti. Questo vuoto a perdere è il presente, questa paura oggi, e l’oggi del cazzo. Questo vuoto è la vita. che non conta un cazzo, ma la viviamo lo stesso. E tu? Metti una corona sulla testa, una sul mio cazzo, le tue perfette labbra, la perfetta pelle di alabastro biondi, e succhi. E più lo fai più ci svuotiamo di senso anima e futuro. Tu succhi, io muoio. Amen.
"Se siete amici e avete scopato, siete scopamici"
Funziona che siamo in casa, lei torna tardissimo fatta e vomitata, mi guarda e mi bacia e io non voglio perchè sai come è, la tranquillizzo e poi si tranquillizza dorme sul letto con me e poi si sveglia come si sveglia, alla mattina presto, si sdraia mi parla coi suoi silenzi, con l'odore del suo corpo non pulito, mi fissa e mi dice cose, come sono stronza dice, e mi bacia e dice mille cose che si fa schifo che ha mal di testa, che mi vuole, la respingo, e poi mi tocca e mi dice non mi dire di no ancora stamane che sto di merda, e io le dico ma che cazzo te ne frega hai scopato tutta notte che te ne frega lei non risponde e si sdraia su di me e mi scopa e poi mi painge addosso e poi si alza si fa una canna me la passa e mi dice colazione mangiamo e prepara due caffè e versa mezzo bicchiere di vodka lo beve e viene da me,
altro mezzo bicchiere di vodka,
fuma beve ancora, si sdraia con me la bocca che sa di sperma, e mi dice sei carino, sei buono tu, sei carino, dovremmo sposarci e mi bacia mi fa un disegnino col dito sei buono tu, sei carino, dovresti sposarmi
altra mezza vodka
fuma mi guarda mi studia e fuma con calma con la sua classe innata
mi bacia,
mi bacia in bocca
fuma
mi bacia
scopamici? non credo
In che senso scopamici è un luogo comune tra te e E? Se siete amici e avete scopato, siete scopamici
Funziona che siamo in casa, lei torna tardissimo fatta e vomitata, mi guarda e mi bacia e io non voglio perchè sai come è, la tranquillizzo e poi si tranquillizza dorme sul letto con me e poi si sveglia come si sveglia alla mattina presto, si sdraia mi parla coi suoi silenzi, con l'odore del suo corpo non pulito, mi fissa e mi dice cose, come sono stronza, e mi bacia e dice mille cose che si fa schifo che ha mal di testa, che mi vuole, la respingo, e poi mi tocca e mi dice non mi dire di no ancora stamane che sto di merda, e io le dico ma che cazzo te ne frega hai scopato tutta notte che te ne frega lei non risponde e si sdraia su di me e mi scopa e poi mi painge addosso e poi si alza contenta si fa una canna me la passa e mi dice colazione mangiamo e prepara due caffè e versa mezzo bicchiere di vodka lo beve e viene da me
scopamici? non so
Cosa ci leggo di te e E? Che siete scopamici che siete stati amanti anche che tu la insegui e lei scappa che tu sei più forte lei più debole che tu sei la sua guida che sei stabile e lei libera
Leggi bene, ma non è tutto.
E che siamo amici, e l'amicizia va oltre qualsiasi cosa, il sesso, le relazioni è un ponte sulle coglionate della vita e i luoghi comuni, anche scopamici è un luogo comune
Lei sembra debole ma è forte, io sembro forte ma non lo sono

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Ma c'è qualcosa tra voi due te e Erika?
Mah la Norvegia è lontana ahhah
Chi è questa Erika, molto bella ?
Un'amica, è una modella, adesso è in Norvegia i suoi pregi sono altri e io parlo dei suoi pregi come fossero "difetti" o di quello che la gente crede siano difetti ma sono in realtà pregi, carattere intelligenza il suo corpo è una critica sociale il suo carattere è una critica sociale il corpo è una tela, un simbolo, un'arma la sua fragilità è un'arma andy wharol l'avrebbe resa immortale
@atomicabionda
[...] che poi è una anoressia dell’io, la tua, quella pura assenza di tutto che poi si fa vizio, fumo, canna, vino sballo e ironia, e paura di darsi, quello E. non è dare l’anima ma refrigerarla per conservarla, per cosa e chi?
se non ci fai nulla, io credo, per la morte.
Che poi ti affascina. Quando me lo succhiavi, lo facevi per morire, non per dare.
Era il canto sotterraneo del tuo desiderio universale di morte.
Eros e morte, il potere della vita nella tua gola che poi è disagio alla fine nel tuo caso, o forse nel caso di tutti, perchè alla fine è quello per non volere dare altro, è bocca per non darla, è bisessualità per paura della violenza, perchè alla fine Erika, sei impaurita, sei terrorizzata dalla tua fragilità, sei sensibile e lo sai, e uccidi la tua intelligenza, mieti quello che sei con l’ironia, l’assenza, il sarcasmo, ti umili ti dichiari non interessante, dici che non sei niente, e ti difendi con una maschera “del cazzo”, e ti fai un ennessimo tatuaggio, sulle gambe e sulle braccia sul monte di venere, poi ti siedi allo specchio ti fotografi a gambe aperte la figa coperta dalla gonna, ma conta il simbolo prima del segno, anche se coperta, quello è - e quello fotografi - e il corpo segnato da mille colori, la posizione sgraziata che dicono questo, sono un bambino e puzzo, mi odi perchè puzzo e puzzo perchè ti odio, ed è tutta una finzione una maschera, odi solo essere una persona perchè le persone sono fragili e tu sei fragile e ogni fragilità incide l'anima, lascia una cicatrice che non si vede, e quindi tu la abbellisci, la rovesci offendendo il nemico con un tatuaggio alla mahori, tiri fuori la lingua come i guerrieri Inca per incutere paura, ma è tutto così infantile.
Alla fine sei solo te. E quello non puoi difenderlo.
E neanche io posso difendermi, E.
Mentre lei , lei che non sei te, quando si siede vicino a me e si adagia lentamente e mi chiede l’anima indietro, vuole qualcosa di vero e reale - anche se io sono più impaurito di un serpente freddo, onestamente, e lei si ciba degli spiriti interiori: il suo corpo diventa calore, luce emette quella luce che dà la vita, una luce che ha nelle paure il senso delle cose, ma che ingoia paure e corpi e sensazioni dentro il suo spirito per trasformarlo in altro, per dargli vita, per cibare la vita, per essere vita.
Ecco io e te Erika, non siamo questo.
E questo ci spaventa. Ma tu lo sai.
e fingi di non saperlo e allora un' altra foto che non vuol dire niente, se non swag e paura, tatuaggi e ritrazione, e "andate tutti a fare in kulo perchè io so io e voi non siete un cazzo", e vuoto a perdere.
Non sto insultando te, ma me. Questo vuoto a perdere è il presente, questa paura oggi, e l’oggi del cazzo. Questo vuoto è la vita. che non conta un cazzo, ma la viviamo lo stesso.
E tu?
Metti una corona sulla testa, una sul mio cazzo, le tue perfette labbra, la perfetta pelle di alabastro bionda, e mi succhi. E più lo fai più ci svuotiamo di senso anima e futuro.
Tu succhi, io muoio. Amen.
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