L' Arezzo Wave è il Festival preferito dalle forze dell'ordine.
Venerdì sera sono stato a vedere i Ministri all' Arezzo Wave, con amici.
Pago il biglietto, mi viene consegnato un braccialetto da indossare. Poco dopo lo steward mi informa che una volta entrato non posso più uscire dal recinto. Sennò devo ripagare.
A parte che non volevo uscire, ma mi chiedo perchè...
Poco dopo sento umido dietro le ginocchia. Mi volto di scatto e mi trovo davanti un pastore tedesco della polizia, accompagnato dal tutore dell'ordine, che, senza nemmeno un buonasera, incita il quadrupede a ispezionarci dappertutto alla ricerca di sostanze illecite.
Ok, entriamo. Il posto non è male, bancarelle, baretto, stand redbull, palco con maxischermo, roba grossa.
E tutti schierati polizia-guardiadifinanza-carabinieri-esercito-fbi-cia, nella piazzetta, davanti al bagno, vicino alle transenne, fuori dal baretto. Dappertutto.
Concerto dei Ministri. Come al solito spaccano tutto e tutti, io già lo sapevo, mi guardo incontro e vedo tanta altra gente che sorride, sudata fradicia.
Finisce il concerto. Ore 1.15 circa. Ci buttano fuori dal parco, letteralmente.
Gli steward e polizia-guardiadifinanza-carabinieri-esercito-fbi-cia ci "invitano" cortesemente ad uscire dal recinto, schierati tutti in fila.
Sbalordito, mentre mi avvio verso la macchina, mi metto a pensare.
A pensare che in realtà io ho pagato per assistere ad uno spettacolo.
Che sono andato in un posto per ascoltare della buona musica.
A volte mi piace andare a teatro, o al cinema, lì addirittura c'è una persona che ti indica il tuo posto a sedere e ti chiede se va tutto bene. Il cliente deve essere soddisfatto.
E invece venerdì sera sono stato trattato come un delinquente.
Sono stato rinchiuso, minacciato, perquisito e poi sfollato.
Ho 27 anni, sono quasi un uomo, lavoro tutto il giorno, rispetto la legge, faccio volontariato e mi impegno per la mia città.
L'unico crimine che ho commesso è quello di voler ascoltare della musica vera.