Ero convinta che tutto ciò che stessi facendo mi stesse annullando in qualche modo. Che stessi navigando in acque senza mai vedere l'orizzonte, senza sapere neppure se esistesse. Mi sentivo in preda al pericolo, il pericolo dell'ignoto. Un ignoto che mi affascinava e che mi divorava. Se l'avessi raggiunto ero sicuro che non avrei avuto più altri grandi desideri nella mia vita, perchè era tutto ciò per cui stavo combattendo, a cui mi aggrappavo con gli artigli. Tutto ciò per cui stavo annullando tutto il resto, senza neppure sapere se ci sarei mai arrivata, o se mi avessero strappato la vela a metà cammino, così da impedirmi la visione della mia tanto ambita meta. Ma ebbi la consapevolezza, e presunzione, che non mi interessavano i mezzi con cui arrivarci, perchè ci sarei arrivata anche anche se ciò significava utilizzare tutte le energie concessemi. Perchè non c'era altro in quel momento che poteva saziarmi, il resto sarebbe stato, per tutta la mia vita, un premio di consolazione. Era un dolore misto a paura di fallire, che reputavo importante, perchè era ormai parte di me.
La mia battaglia






