Lago Nero > 23 Ottobre > Immersione
Quello che Sonny tocca con le dita-ragno è la compattezza muschiosa di un`abitazione, che il trio ha appena sorvolato. Oltre la nuvola di inchiostro, le urla stridule si fanno più forti, tanto da diventare difficili da sopportare per le orecchie acute di Vaniglia.Ed ecco che appare la zona che presumibilmente la piovra stava cercando di coprire con il suo scudo d`inchiostro. Phoebe sarà la prima a individuarli, le altre due non riusciranno invece a mettere a fuoco al meglio il gruppetto di maridi che si sta accapigliando in quella che sembra una rissa in piena regola. Ricordate i filamenti verdastri raccolti da Mimbleton? I maridi si stanno letteralmente strappando i capelli, mentre si litigano grossi pezzi di materiale minerario. Il pomo della discordia altro non è che quella calcite dorata che ha attirato le Barnacae e di cui si deve cercare l`origine. Ma al momento c`è un problema più grosso. L`arrivo delle ragazze viene notato da un paio di maridi, che interrompono la lite per fissarle in un silenzio poco promettente. Uno emette un urlo improvviso, puntando un dito contro le tre e stringendosi il tesoro di calcite contro il petto azzurro.
A farsi avanti è una maride minuta ma dallo sguardo particolarmente selvaggio. Per chi non comprende il maride, la sua voce suonerà come un altro ammasso di suoni striduli. «La magia ha stravolto il nostro territorio. La vostra magia», la sentenza non sembra ammettere repliche, così come nè il nome della Tulange nè l`accenno alla superficie la scuotono. L`idea che l`Algabranchia possa in qualche modo dare sembianze somiglianti ai maridi può starci, ma manca la pelle blu e soprattutto le bacchette parlano chiaro. «La piovra è allarmata dagli schiamazzi delle mie compagne, cerca di non mostrare al mondo la loro debolezza mentre l`ingordigia le distrae dalle loro attività. La vostra magia ha portato la discordia insieme a tante rocce luccicanti», la rabbia freme nella voce della maride, mentre la grossa testa si piega di lato, prima dell`esplosione di un altro urlo stridulo.








