Ciao!
Sono una 28enne depressa come tante altre. Sono giunta alla conclusione che i miei coetanei non depressi si classificano in incoscienti, ricchi, ignoranti e/o deliberatamente stupidi (quindi cattivi).
Abbiamo tutte le informazioni a portata di mano per scoprire che siamo fottuti. Tutti fottuti.
Vorrei davvero non essere così ossessiva a riguardo e mi sentirei meglio, credo, se sentissi di non essere sola nell'osservare ogni sintomo di un mondo malato.
Mi viene spesso voglia di entrare in politica o iniziare a parlare pubblicamente, ma, come tutti, non so nemmeno che cazzo vuol dire. In più l'idea di affiliarmi a una qualsiasi "associazione" che lotta per una poltrona soldi o visibilità mi fa rabbrividire. (Memo per dopo: trovarmi un nome da rapper).
Anche perché a me interessano i prìncipi, i diritti umani, la pace, la comprensione, l'umanità , la salute e la serenità , i massimi sistemi. Mi interessa imparare dalla storia e cercare soluzioni ascoltando chi vive problemi. Non sembra essere compatibile con il palcoscenico di oggi, dove ogni personaggio è costretto ad essere carico a molla, sempre con una risposta e un nemico pronti in tasca, possibilmente da lanciare urlando verso qualcuno che ha il loro stesso identico umore.
Io? Sono uscita a fumare quando alla lite vigilia di Natale una zia alterata (causa invasione di nemici nelle nostre città ) da tutti i miei discorsi di convivenza pacifica, mi ha lanciato (tra le altre) la sua opinione definitiva: l'Italia è uno stato cattolico. Io? Solo a fine sigaretta ho capito di poterle rispondere che l'unico discorso "cristiano" era il mio, e tutta un'altra serie di comeback incredibili, che però non ho usato; quando sono rientrata ho cambiato argomento, le ho versato del vino e a mezzanotte ci stavamo felicemente scambiando i regali.
Vorrei far cambiare sguardo a mia zia, e ancora di più ai suoi tre adolescenti. Per loro, per gli alunni di lei e i loro compagni, per la semplice necessità di non percepire forme d'odio e paura intorno a me e addosso a chi amo.
Non so come farlo senza incazzarmi o commuovermi, senza permettere a chi mi sta di fronte di classificarmi in un'etichetta da social e in automatico smettere di ascoltare. buonista-comunista-nazifemminista-snowflake e vuoi fare quella informata e devi sempre essere la più intelligente e forse solo desideri le cose sbagliate pensa a lavorare.
Molto spesso è vero che mi sento la più informata e intelligente al tavolo, abbastanza preparata da fare un passo indietro e unire i puntini. So che condividere il mio vissuto/imparato e le cose che ho capito analizzandolo potrebbe fare del bene, ma non mi piacciono tutte le conseguenze di essere protagonista, quindi se riesco evito. Se parlo è perché entusiasta di condividere un ragionamento, se io potessi sparire lo farei. (Esistono ghostwriter per politici e politicanti?).
Riconosco anche che fare un passo indietro è un lusso per chi non ha qualcosa che sente di dover proteggere, che sia prole o una parte di se, la paura ti aggancia e la conseguenza più istintiva è la rabbia, la ricerca del cattivo per eliminare il pericolo.
E il pericolo è sempre. più. immediato. sempre. più. grande. E lo cerchiamo sempre diverso da chi c'è nello specchio. Tra chi ha un'idea diversa, una divisa di un altro colore, un accento diverso o desideri diversi dai nostri. E non abbiamo tempo, sempre meno tempo per capire il nostro nemico, dobbiamo solo eliminarlo, se non diventa come vogliamo noi.
Ci vogliamo proprio tutti uguali, davvero? Quando allo stesso tempo vogliamo tutti quanti -distinguerci-?
Desideriamo tutti essere notati, essere considerati o apprezzati in quanto individui e non come un'intera percentuale di persone inseribili nello stesso sotto-insieme.
Credo che se iniziassimo sostituendo la diffidenza con la curiosità e se facessimo domande con i toni giusti invece di presumere, arriveremmo molto in fretta a comprensione e soluzioni per noi stessi, per la società intorno a noi e per respirare aria pulita.
Potrei andare avanti all'infinito e non so manco qual è il punto, forse che se sono depressa è perché tutto ciò che sento/vedo/leggo mi riporta a queste cose (i massimi sistemi) che non mi fanno dormire la notte nè vivere "nel chill" conversazioni casuali. Mi fa impazzire essere convinta si possano trovare tutte le soluzioni e che lo stesso il mondo rimarrà inevitabilmente nelle peggiori mani possibili, che tengono su i loro pisellini da cui ci pisciano in bocca tutto l'odio che ci serve per ammazzarci tra di noi. Oh, rabbia.
P.S. Se hai letto fin qui non serviva dico solo stronzate ma grazie.

















