"Amo il mare perché nessuno lo potrà mai dominare"

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"Amo il mare perché nessuno lo potrà mai dominare"

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Se qualcuno in questo periodo volesse compagnia e volesse conoscere gente della zona, ho un gruppo whatsapp con blog di Tumblr delle province di Bari e bat ( volendo anche Brindisi e Taranto ma non troppo lontani da Bari). No pervertiti , mafiosi ecc al momento siamo una 15ina quindi ci serve gente.
NO BLOG PORNO
NON Ć UN GRUPPO PER SCOPARE
Scrivetemi in dm
Questa eĢ lāacqua
di David Foster Wallace
[traduzione di Roberto Natalini]
Trascrizione del discorso di David Foster Wallace per la cerimonia delle lauree al Kenyon college, 21 maggio 2005.
Un saluto a tutti e le mie congratulazioni alla classe 2005 dei laureati del Kenyon college. Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino allāaltro e incontrano un pesce piuĢ anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice āBuongiorno ragazzi. ComāeĢ lāacqua?ā I due giovani pesci continuano a nuotare per un poā, e poi uno dei due guarda lāaltro e gli chiede āma cosa diavolo eĢ lāacqua?āEĢ una caratteristica comune ai discorsi nelle cerimonie di consegna dei diplomi negli Stati Uniti di presentare delle storielle in forma di piccoli apologhi istruttivi. La storia eĢ forse una delle migliori, tra le meno stupidamente convenzionali nel genere, ma se vi state preoccupando che io pensi di presentarmi qui come il vecchio pesce saggio, spiegando cosa sia lāacqua a voi giovani pesci, beh, vi prego, non fatelo. Non sono il vecchio pesce saggio. Il succo della storia dei pesci eĢ solamente che spesso le piuĢ ovvie e importanti realtaĢ sono quelle piuĢ difficili da vedere e di cui parlare. Espresso in linguaggio ordinario, naturalmente diventa subito un banale luogo comune, ma il fatto eĢ che nella trincea quotidiana in cui si svolge lāesistenza degli adulti, i banali luoghi comuni possono essere questioni di vita o di morte, o meglio, eĢ questo cioĢ che vorrei cercare di farvi capire in questa piacevole mattinata di sole.Chiaramente, lāesigenza principale in discorsi come questo eĢ che si suppone vi parli del significato dell vostra educazione umanistica, e provi a spiegarvi percheĢ il diploma che state per ricevere ha un effettivo valore sul piano umano e non soltanto su quello puramente materiale. Per questo, lasciatemi esaminare il piuĢ diffuso stereotipo nei discorsi fatti a questo tipo di cerimonie, ossia che che la vostra educazione umanistica non consista tanto ānel fornirvi delle conoscenzeā, quanto ānellāinsegnarvi a pensareā.
Se siete come me quando ero studente, non vi saraĢ mai piaciuto ascoltare questo genere di cose, e avrete tendenza a sentirvi un poā insultati dallāaffermazione che dobbiate aver bisogno di qualcuno per insegnarvi a pensare, poicheĢ il fatto stesso che siete stati ammessi a frequentare un college cosiĢ prestigioso vi sembra una dimostrazione del fatto che giaĢ sapete pensare. Ma vorrei convincervi che lo stereotipo dellāeducazione umanistica in realtaĢ non eĢ per nulla offensivo, percheĢ la vera educazione a pensare, che si pensa si debba riuscire ad avere in un posto come questo, non riguarda affatto la capacitaĢ di pensare, ma piuttosto la scelta di cosa pensare. Se la vostra assoluta libertaĢ di scelta su cosa pensare vi sembrasse troppo ovvia per perdere del tempo a discuterne, allora vorrei chiedervi di pensare al pesce e allāacqua, e a mettere tra parentesi anche solo per pochi minuti il vostro scetticismo circa il valore di cioĢ che eĢ completamente ovvio.
Ecco unāaltra piccola storia istruttiva. Ci sono due tizi che siedono insieme al bar in un posto sperduto e selvaggio in Alaska. Uno dei due tizi eĢ credente, lāaltro eĢ ateo, e stanno discutendo sullāesistenza di Dio, con quellāintensitaĢ particolare che si stabilisce piuĢ o meno dopo la quarta birra. E lāateo dice: āGuarda, non eĢ che non abbia ragioni per non credere. Ho avuto anche io a che fare con quella roba di Dio e della preghiera. Proprio un mese fa mi sono trovato lontano dal campo in una terribile tormenta, e mi ero completamente perso e non riuscivo a vedere nulla, e facevano 45 gradi sotto zero, e cosiĢ ho provato: mi sono buttato in ginocchio nella neve e ho urlato āOh Dio, se cāeĢ un Dio, mi sono perso nella tormenta, e moriroĢ tra poco se tu non mi aiuteraiā.ā E a questo punto, nel bar, il credente guarda lāateo con aria perplessa āBene, allora adesso dovrai credereā dice, āsei o non sei ancora vivo?ā E lāateo, alzando gli occhi al cielo āMa no, eĢ successo invece che una coppia di eschimesi, che passava di liĢ per caso, mi ha indicato la strada per tornare al campo.ā
EĢ facile interpretare questa storiella con gli strumenti tipici dellāanalisi umanistica: la stessa precisa esperienza puoĢ avere due significati totalmente diversi per due persone diverse, avendo queste persone due diversi sistemi di credenze e due diversi modi di ricostruire il significato dallāesperienza. PoicheĢ siamo convinti del valore della tollerenza e della varietaĢ delle convinzioni, in nessun modo la nostra analisi umanistica vorraĢ affermare che lāinterpretazione di uno dei due tizi sia giusta a quella dellāaltro falsa o cattiva. E questo va anche bene, tranne per il fatto che in questo modo non si riesce mai a discutere da dove abbiano origine questi schemi e credenze individuali. Voglio dire, da dove essi vengano dallāINTERNO dei due tizi. Come se lāorientamento fondamentale verso il mondo di una persona e il significato della sua esperienza fossero in qualche modo intrinseci e difficilmente modificabili, come lāaltezza o il numero di scarpe, o automaticamente assorbiti dal contesto culturale, come il linguaggio. Come se il modo in cui noi costruiamo il significato non fosse in realtaĢ un fatto personale, frutto di una scelta intenzionale. Inoltre, cāeĢ anche il problema dellāarroganza. Il tizio non credente eĢ totalmente certo nel suo rifiuto della possibilitaĢ che il passaggio degli eschimesi abbia qualche cosa a che fare con la sua preghiera. Certo, ci sono un sacco di credenti che appaiono arroganti e anche alcune delle loro interpretazioni. E sono probabilmente anche peggio degli atei, almeno per molti di noi. Ma il problema del credente dogmatico eĢ esattamente uguale a quello del non credente: una certezza cieca, una mentalitaĢ chiusa che equivale a un imprigionamento cosiĢ totale che il prigioniero non si accorge nemmeno di essere rinchiuso.
Il punto che vorrei sottolineare qui eĢ che credo che questo sia una parte di cioĢ che vuole realmente significare insegnarmi a pensare. A essere un poā meno arrogante. Ad avere anche solo un poā di coscienza critica su di me e le mie certezze. PercheĢ una larga percentuale di cose sulle quali tendo a essere automaticamente certo risulta essere totalmente sbagliata e deludente. Ho imparato questo da solo e a mie spese, e cosiĢ immagino saraĢ per voi una volta laureati.
Ecco un esempio della totale falsitaĢ di qualche cosa su cui tendo ad essere automaticamente sicuro: nella mia esperienza immediata, tutto tende a confermare la mia profonda convinzione che io sia il centro assoluto dellāuniverso, la piuĢ reale e vivida e importante persona che esista. Raramente pensiamo a questa specie di naturale, fondamentale egocentrismo, percheĢ eĢ qualche cosa di socialmente odioso. Ma in effetti eĢ lo stesso per tutti noi. EĢ la nostra configurazione di base, codificata nei nostri circuiti fin dalla nascita. Pensateci: non cāeĢ nessuna esperienza che abbiate fatto di cui non ne siate il centro assoluto. Il mondo, cosiĢ come voi lo conoscete, eĢ liĢ davanti a VOI o dietro di VOI, o alla VOSTRA sinistra o alla VOSTRA destra, sulla VOSTRA TV o sul VOSTRO schermo. E cosiĢ via. I pensieri e i sentimenti delle altre persone devono esservi comunicati in qualche modo, ma i vostri sono cosiĢ immediati, urgenti, reali.
Adesso vi prego di non pensare che io voglia farvi una lezione sulla compassione o la sinceritaĢ o altre cosiddette āvirtuĢā. Il problema non eĢ la virtuĢ. Il problema eĢ di scegliere di fare il lavoro di adattarsi e affrancarsi dalla configurazione di base, naturale e codificata in noi, che ci fa essere profondamente e letteralmente centrati su noi stessi, e ci fa vedere e interpretare ogni cosa attraverso questa lente del seĢ. Le persone che riescono ad adattare la loro configurazione di base sono spesso descritti come āben adattatiā, che credo non sia un termine casuale. Considerando la trionfale cornice accademica in cui siamo, viene spontaneo porsi il problema di quanto di questo lavoro di autoregolazione della nostra configurazione di base coinvolga conoscenze effettive e il nostro stesso intelletto. Questo problema eĢ veramente molto complicato. Probabilmente la piuĢ pericolosa conseguenza di unāeducazione accademica, almeno nel mio caso, eĢ che ha permesso di svilupparmi verso della roba super-intellettualizzata, di perdermi in argomenti astratti dentro la mia testa e, invece di fare semplicemente attenzione a cioĢ che mi capita sotto al naso, fare solo attenzione a cioĢ che capita dentro di me.Come saprete giaĢ da un pezzo, eĢ molto difficile rimanere consapevoli e attenti, invece di lasciarsi ipnotizzare dal monologo costante allāinterno della vostra
testa (potrebbe anche stare succedendo in questo momento). Ventāanni dopo essermi laureato, sono riuscito lentamente a capire che lo stereotipo dellāeducazione umanistica che vi āinsegna a pensareā eĢ in realtaĢ solo un modo sintentico per esprimere unāidea molto piu significativa e profonda: āimparare a pensareā vuol dire in effetti imparare a esercitare un qualche controllo su come e cosa pensi. Significa anche essere abbastanza consapevoli e coscienti per scegliere a cosa prestare attenzione e come dare un senso allāesperienza. PercheĢ, se non potrete esercitare questo tipo di scelta nella vostra vita adulta, allora sarete veramente nei guai. Pensate al vecchio luogo comune della āmente come ottimo servitore, ma pessimo padroneā. Questo, come molti luoghi comuni, cosiĢ inadeguati e poco entusiasmanti in superficie, in realtaĢ esprime una grande e terribile veritaĢ. Non a caso gli adulti che si suicidano con armi da fuoco quasi sempre si sparano alla testa. Sparano al loro pessimo padrone. E la veritaĢ eĢ che molte di queste persone sono in effetti giaĢ morte molto prima di aver premuto il grilletto.
E vi dico anche quale dovrebbe essere lāobiettivo reale su cui si dovrebbe fondare la vostra educazione umanistica: come evitare di passare la vostra confortevole, prosperosa, rispettabile vita adulta, come dei morti, incoscienti, schiavi delle vostre teste e della vostra solita configurazione di base per cui āin ogni momentoā siete unicamente, completamente, imperiosamente soli. Questo potrebbe suonarvi come unāiperbole o unāastrazione senza senso. Cerchiamo di essere concreti. Il fatto puro e semplice eĢ che voi laureati non avete ancora nessunāidea di cosa āin ogni momentoā significhi veramente. Questo percheĢ nessuno parla mai, in queste cerimonie delle lauree, di una grossa parte della vita adulta americana. Questa parte include la noia, la routine e la meschina frustrazione. I genitori e i piuĢ anziani tra di voi sapranno anche troppo bene di cosa sto parlando.
Tanto per fare un esempio, prendiamo una tipica giornata da adulto, e voi che vi svegliate la mattina, andate al vostro impegnativo lavoro da colletto-bianco-laureato-allāuniversitaĢ, e lavorate duro per otto o dieci ore, fino a che, alla fine della giornata, siete stanchi e anche un poā stressati e tutto cioĢ che vorreste sarebbe di tornarvene casa, godervi una bella cenetta e forse rilassarvi un poā per unāoretta, per poi ficcarvi presto nel vostro letto percheĢ, evidentemente, dovrete svegliarvi presto il giorno dopo per ricominciare tutto da capo. Ma, a questo punto, vi ricordate che non avete nulla da mangiare a casa. Non avete avuto tempo di fare la spesa questa settimana a causa del vostro lavoro cosiĢ impegnativo, per cui, uscendo dal lavoro, dovete mettervi in macchina e guidare fino al supermercato. EĢ lāora di punta e il traffico eĢ parecchio intenso. Per cui per arrivare al supermercato ci mettete moltissimo tempo, e quando finalmente arrivate, lo trovate pieno di gente, percheĢ naturalmente eĢ proprio il momento del giorno in cui tutti quelli che lavorano come voi cercano di sgusciare in qualche negozio di alimentari. E il supermercato eĢ disgustosamente illuminato e riempito con della musica di sottofondo abbrutente o del pop commerciale, ed eĢ proprio lāultimo posto in cui vorreste essere, ma non potete entrare e uscire rapidamente, vi tocca vagare su e giuĢ tra le corsie caotiche di questo enorme negozio super-illuminato per trovare la roba che volete e dovete manovrare con il vostro carrello scassato nel mezzo delle altre persone, anche loro stanche e di fretta come voi, con i loro carrelli (eccetera, eccetera, ci doĢ un taglio poicheĢ eĢ una cerimonia piuttosto lunga) e alla fine riuscite a raccogliere tutti gli ingredienti della vostra cena, e scoprite che non ci sono abbastanza casse aperte per pagare, anche se eĢ lāora-di-punta-di-fine-giornata. Cosi la fila per pagare eĢ incredibilmente lunga, che eĢ una cosa stupida e che vi fa arrabbiare. Ma voi non potete sfogare la vostra frustrazione sulla povera signorina tutta agitata alla cassa, che eĢ superstressata da un lavoro la cui noia quotidiana e insensatezza supera lāimmaginazione di ognuno di noi qui in questa prestigiosa UniversitaĢ.
Ma in ogni modo, finalmente arrivate in fondo a questa fila, pagate per il vostro cibo, e vi viene detto ābuona giornataā con una voce che eĢ proprio la voce dellāoltretomba. Quindi dovete portare quelle orrende, sottili buste di plastica del supermercato nel vostro carrello con una ruota impazzita che spinge in modo esasperante verso sinistra, di nuovo attraverso il parcheggio affollato, pieno di
buche e di rifiuti, e guidare verso casa di nuovo attraverso il traffico dellāora di punta, lento, intenso, pieno di SUV, ecc.
A tutti noi questo eĢ capitato, certamente. Ma non eĢ ancora diventato parte della routine della vostra vita effettiva di laureati, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno. Ma lo saraĢ. E inoltre ci saranno tante altre routine apparentemente insignificanti, noiose e fastidiose. Ma non eĢ questo il punto. Il punto eĢ che eĢ proprio con stronzate meschine e frustranti come questa che interviene la possibilitaĢ di scelta. PercheĢ il traffico e le corsie affollate del supermercato e la lunga coda alla cassa mi danno il tempo di pensare, e se io non decido in modo meditato su come pensare e a cosa prestare attenzione, saroĢ incazzato e infelice ogni volta che androĢ a fare la spesa. PercheĢ la mia naturale configurazione di base eĢ la certezza che situazioni come questa riguardino solo me. La MIA fame e la MIA stanchezza e il MIO desiderio di andarmene a casa, e mi sembreraĢ che ogni altra persona al mondo stia liĢ ad ostacolarmi. E chi sono poi queste persone che mi ostacolano? E guardate come molti di loro sono repellenti, e come sembrano stupidi e bovini e con gli occhi spenti e non-umani nella coda alla cassa, o anche come eĢ fastidioso e volgare che le persone stiano tutto il tempo a urlare nei loro cellulari mentre sono nel mezzo della fila. E guardate quanto tutto cioĢ sia profondamente e personalmente ingiusto.
Oppure, se la mia configurazione di base eĢ piuĢ vicina alla coscienza sociale e umanistica, posso passare un bel poā di tempo nel traffico di fine giornata a essere disgustato da tutti quei grossi, stupidi SUV e Hummers e furgoni con motori a 12 valvole, che bloccano la strada e consumano il loro costoso, egoistico serbatoio da 40 galloni di benzina, e posso anche soffermarmi sul fatto che gli adesivi patriottici e religiosi sembrano essere sempre sui veicoli piuĢ grandi e piuĢ disgustosamente egoisti, guidati dai piuĢ brutti, piuĢ incoscienti e aggressivi dei guidatori. (Attenzione, questo eĢ un esempio di come NON bisogna pensare...) E posso pensare che i figli dei nostri figli ci disprezzeranno per aver sprecato tutto il carburante del futuro e avere probabilmente fottuto il clima, e che noi tutti siamo viziati e stupidi ed egoisti e ripugnanti, e che la moderna civiltaĢ dei consumi faccia proprio schifo, e cosiĢ via.
Avete capito lāidea.
Se scelgo di pensare in questo modo in un supermercato o sulla superstrada, va bene. Un sacco di noi lo fanno. Tranne che il fatto di pensare in questo modo diventa nel tempo cosiĢ facile e automatico che non eĢ piuĢ nemmeno una vera scelta. Diventa la mia configurazione di base. EĢ questa la modalitaĢ automatica in cui vivo le parti noiose, frustranti, affollate della mia vita da adulto, quando sto operando allāinterno della convinzione automatica e inconscia di essere il centro del mondo, e che i miei bisogni e i miei sentimenti prossimi sono cioĢ che determina le prioritaĢ del mondo intero.
In realtaĢ, naturalmente, ci sono molti modi diversi di pensare in questo tipo di situazioni. Nel traffico, con tutte queste macchine ferme e immobili davanti a me, non eĢ impossibile che una delle persone nei SUV abbia avuto un orribile incidente dāauto nel passato, e adesso sia cosi terrorizzata dal guidare che il suo terapista le ha ordinato di prendere un grosso e pesante SUV, cosiĢ che possa sentirsi abbastanza sicura quando guida. O che quellāHummer che mi ha appena tagliato la strada sia forse guidato da un padre il cui figlio piccolo eĢ ferito o malato nel sedile accanto a lui, e stia cercando di portarlo in ospedale, ed abbia quindi leggitimamente molto piuĢ fretta di me: in effetti sono io che blocco la SUA strada.
Oppure posso sforzarmi di considerare la possibilitaĢ che tutti gli altri nella fila alla cassa del supermercato siano stanchi e frustrati come lo sono io, e che alcune di queste persone probabilmente abbiano una vita molto piuĢ dura, noiosa e dolorosa della mia.
Di nuovo, vi prego di non pensare che vi stia dando dei consigli morali, o vi stia dicendo che dovreste pensare in questo modo, o che qualcuno si aspetta da voi che lo facciate. PercheĢ eĢ difficile. Richiede volontaĢ e fatica, e se voi siete come me, in certi giorni non sarete capaci di farlo, o piuĢ semplicemente non ne avrete voglia.
Ma molte altre volte, se sarete abbastanza coscienti da darvi la possibilitaĢ di scegliere, voi potrete scegliere di guardare in un altro modo a questa grassa signora super-truccata e con gli occhi spenti che ha appena sgridato il suo bambino nella coda alla cassa. Forse non eĢ sempre cosiĢ. Forse eĢ stata sveglia per tre notti di seguito tenendo la mano del marito che sta morendo di un cancro alle ossa. O forse questa signora eĢ lāimpiegata meno pagata della motorizzazione, che proprio ieri ha aiutato vostra moglie a risolvere un orribile e snervante problema burocratico con alcuni piccoli atti di gentilezza amministrativa.
Va bene, nessuno di questi casi eĢ molto probabile, ma non eĢ nemmeno completamente impossibile. Dipende da cosa volete considerare. Se siete automaticamente sicuri di sapere cosāeĢ la realtaĢ, e state operando sulla base della vostra configurazione di base, allora voi, come me, probabilmente non avrete voglia di considerare possibilitaĢ che non siano fastidiose e deprimenti. Ma se imparate realmente a concentrarvi, allora saprete che ci sono altre opzioni possibili. Avrete il potere di vivere una lenta, calda, affollata esperienza da inferno del consumatore, e renderla non soltanto significativa, ma anche sacra, ispirata dalle stesse forze che formano le stelle: amore, amicizia, la mistica unitaĢ di tutte le cose fuse insieme. Non che la roba mistica sia necessariamente vera. La sola cosa che eĢ Vera con la V maiuscola eĢ che sta a voi decidere di vederlo o meno.
Questa, credo, sia la libertaĢ data da una vera educazione, di poter imparare ad essere āben adattatiā. Voi potrete decidere con coscienza che cosa ha significato e che cosa non lo ha. Potrete scegliere in cosa volete credere. Ed ecco unāaltra cosa che puoĢ sembrare strana, ma che eĢ vera: nella trincea quotidiana in cui si svolge lāesistenza degli adulti non cāeĢ posto per una cosa come lāateismo. Non eĢ possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono. La sola scelta che abbiamo eĢ su che cosa adorare. E forse la piuĢ convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare ā sia essa GesuĢ Cristo o Allah, sia che abbiate fede in Geova o nella Santa Madre Wicca, o nelle Quattro Nobili VeritaĢ, o in qualche inviolabile insieme di principi etici ā eĢ che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finiraĢ per mangiarvi vivo. Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembreraĢ di non averne mai abbastanza. EĢ questa la veritaĢ. Adorate il vostro corpo e la bellezza e lāattrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. E quando i segni del tempo e dellāetaĢ si cominceranno a mostrare, voi morirete un milione di volte prima che abbiano ragione di voi. Ad un certo livello tutti sanno queste cose. Sono state codificate in miti, proverbi, luoghi comuni, epigrammi, parabole, sono la struttura di ogni grande racconto. Il trucco sta tutto nel tenere ben presente questa veritaĢ nella coscienza quotidiana.Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre piuĢ potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure. Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti. Ma la cosa insidiosa di queste forme di adorazione non eĢ che siano cattive o peccaminose, eĢ che sono inconsce. Sono la configurazione di base.
Sono forme di adorazione in cui scivolate lentamente, giorno dopo giorno, diventando sempre piuĢ selettivi su quello che volete vedere e su come lo valutate, senza essere mai pienamente consci di quello che state facendo.
E il cosiddetto āmondo realeā non vi scoraggeraĢ dallāoperare con la configurazione di base, poicheĢ il cosiddetto āmondo realeā degli uomini e del denaro e del potere canticchia allegramente sul bordo di una pozza di paura e rabbia e frustrazione e desiderio e adorazione di seĢ. La cultura
contemporanea ha imbrigliato queste forze in modo da produrre una ricchezza straordinaria e comoditaĢ e libertaĢ personale. La libertaĢ di essere tutti dei signori di minuscoli regni grandi come il nostro cranio, soli al centro del creato. Questo tipo di libertaĢ ha molti lati positivi. Ma naturalmente vi sono molti altri tipi di libertaĢ, e del tipo che eĢ il piuĢ prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dellāottenere e del mostrarsi. La libertaĢ del tipo piuĢ importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro piuĢ e piuĢ volte ogni giorno in una miriade di modi insignificani e poco attraenti.
Questa eĢ la vera libertaĢ. Questo eĢ essere istruiti e capire come si pensa. Lāalternativa eĢ lāincoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito.
Lo so che questa roba probabilmente non vi sembreraĢ molto divertente o ispirata, come un discorso per questo di genere di cerimonie dovrebbe sembrare. In questo consiste peroĢ, per come la vedo io, la VeritaĢ con la V maiuscola, scrostata da un sacco di stronzate retoriche. Certamente, siete liberi di pensare quello che volete di tutto questo. Ma per favore non scartatelo come se fosse una sermone ammonitorio alla Dr. Laura. Niente di questa roba eĢ sulla morale o la religione o il dogma o sul grande problema della vita dopo la morte. La VeritaĢ con la V maiuscola eĢ sulla vita PRIMA della morte. EĢ sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa eĢ reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci piuĢ e piuĢ volte: āQuesta eĢ acqua, questa eĢ acqua.ā
EĢ straordinariamente difficile da fare, rimanere coscienti e consapevoli nel mondo adulto, in ogni momento. Questo vuol dire che anche un altro dei grandi luoghi comuni finisce per rivelarsi vero: la vostra educazione eĢ realmente un lavoro che dura tutta la vita. E comincia ora.
Auguro a tutti una grossa dose di fortuna.
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