Dicono che scrivere aiuta, noi ci proviamo.
Ho perso il conto dei giorni, ma so che ne mancano 30 alla fine della stagione estiva. Il mio responsabile è un inetto, un incapace, sordo, zoppo, che non sa lavorare e più esaustiva di così nel descriverlo non posso essere. I miei colleghi hanno 20 anni e non conoscono la differenza fra giusto e sbagliato, hanno tante colpe quante le loro competenze, quindi zero. Io sono qui, sottopagata, sfruttata, che continuo a mangiare per lo stress, con le gambe doloranti e la mente piena di pensieri. Alla notte non dormo, dal caldo, dallo stress di tutte queste cose messe insieme. Ho prestato la macchina ad un mio collega e ne ha rotto il freno a mano. Vorrei non tornare a casa per non sentire la pressione di tutta questa insoddisfazione porfessionale che ho accumulato in questi 7 anni sfociare e riversarsi su ogni instante della mia vita. Perché in questi giorni qui, non riesci a dirti di darti del tempo. Non riesci a dirti che ti meriti di essere felice. Non riesci più a vedere quanto vali.
Oggi il mio responsabile, con 35 gradi percepiti, mi ha detto che l'affogato al caffe, si chiama così, perché il caffe lo versi sopra al gelato, mentre io lo ho versato affianco. 35 gradi. Ieri ho lavorato 15 ore.
Due settimane fa ho sognato di prenderlo a bastonate, il mio responsabile. Non capisco come facciano certe persone ad essere così, a diventarlo.
Mese scorso ha litigato con la moglie, per colpa di certi messaggi inviati ad una ragazzina di 23 anni, lui ne ha 54, e voleva che parlassi io con la moglie per rassicurarla. La mia risposta è stata "me ne sono andata via a 20 anni da casa mia madre, perché lei litigava col compagno e secondo te mi metto a parlare con tua moglie?"
Io quest'uomo giuro che lo ho conosciuto a gennaio. Anche la moglie, mai data troppa confidenza, mai chiesto nulla, mai visti oltre la conoscenza, prima di inziare il lavoro.
Non capisco come ci si diventi così.
Uno che finisce un gin tonic e lo chiude col ghiaccio, prima di inziare a fare un pestato, come un caipiriña, credo che non possa essere chiamato bar man e questo è l'unica cosa che mi crea conforto. Che lui non ha le capacità per definirmi e oltre ciò, anche le avesse, non avrebbe il diritto.
27 anni e costringersi a pensare che ho tutta la vita per sentirmi affermata. 27 anni ed essere messa al pari di un ventenne. 27 anni e tra poco saranno 28. 27 anni e mi fanno male le gambe. 27 anni ed essere sempre sottopagata.