Eccomi qua, a scrivere di nuovo dopo tanti mesi. Oggi mi ritrovo con una stabilità emotiva nuovamente fragile.
Eppure oggi mi guardo e riesco ancora a vedermi perché la verità è che la persona che sono oggi è tanto diversa da quella del passato.
Oggi semplicemente sono più consapevole.
“So chi sono e so il mio valore”, ma quanto mi ci è voluto per riuscire a pronunciare oggi questa frase(?)
I fatti sono sempre stati avversi a questa mia considerazione.
So quanta strada ho percorso, so quanto è stato faticoso. So che ho attraversato relazioni difficili, so che è stata dura uscirne.
So quanto ho lavorato su di me per non essere ferita oggi da una frase, da un saluto mancato, da una presenza che diventa assenza.
So il peso di tutto quello che ho vissuto.
Non è una frequentazione andata male a scuotere quella serenità che avevo ritrovato con tanta fatica ma è solo il peso di tutto quello che ho retto da sola in questi anni.
È la paura di guardarsi oggi allo specchio e non essere felice perché la vita che sto vivendo non è come l’avevo immaginata.
È la paura di tornare nel tunnel, di vedere buio, di non trovare via d’uscita.
Ma non sei tu il centro dei miei pensieri.
Oggi guardo i fatti, ma non ho più bisogno di interpretarli. Non ho bisogno di dare un senso a questa chiusura.
Ho chiuso la porta. L’ho guardata e ho scelto di andare avanti.
Ho preso atto della tua scelta senza farmene una colpa.
Non ho riletto i messaggi, non ho rivissuto i momenti ripetendomi le tue parole, cercando l’inganno, il momento in cui avrei dovuto capire.
Non mi sono chiesta cosa non andasse in me.
Non mi sono sentita un problema.
Non ho pensato che tu sia stato finto con me. Ed io non sono arrabbiata con te.
Hai preso una scelta e io l’ho accettata.
Che strano, davvero oggi riesco a fare tutto questo?
Davvero oggi non mi siedo più sul banco degli imputati e non mi prendo più tutte le colpe?