Doc,so che non è il modo e lei non è la persona (essendo virtuale) adatta a cui chiedere questo consiglio,ma perdoni la mia domanda e la consideri più come uno sfogo che altro.Sono una ragazza di 20a e sto affrontando da più di un anno una situazione personale e familiare molto difficile (i cui motivi non sto a dire), che si è acuita sempre più. Sono riuscita, da sola, ad andare avanti nello studio (medicina),ma è ormai da marzo che sento di non farcela più a reggere il peso, faccio fatica~~
ogni giorno a concentrarmi e a essere brillante in tutto,per non sentirmi peggio con i sensi di colpa. Mi sforzo a cercare la positività e la motivazione con frasi banali ma a volte i pensieri negativi, l'angoscia e la tristezza mi stritolano e mi distraggono dal presente (in particolari fasce orarie). In passato ho seguito un percorso di psicoterapia con risultati deludenti ed ho perso la fiducia/voglia di andarci. Al contempo non voglio proprio che questa fase della mia vita mi comporti un blocco e mi rallenti nello studio, che rimane la cosa a cui tengo di più e che mi ha "salvato" in momenti duri, più degli amici (ai quali non mi sento molto legata) e dell'amore (che non ho mai provato, non cerco e a cui non credo). Ho sempre avuto molta grinta, forza e determinazione nell'affrontare la mia vita ed odio profondamente stare ferma a piangermi addosso, ma ora non riesco più ad avere quella "spinta". Cosa mi consiglia di fare per trovare uno spiraglio di luce? Grazie infinite. Ps: la possibilità di essere seguita da uno psicologico mi lascia perplessa non solo per la mia esperienza negativa, ma anche per la paura di affondare ancor di più "il coltello" in una ferita che mi fa già male, di riaprirne tante altre del passato che ancora non si sono chiuse del tutto e di amplificare, quindi, questo stato di negatività che non potrebbe fare altro che togliermi quel poco di equilibrio e concentrazione che ho, necessari per studiare e andare avanti.
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Mi spiace risponderti solo adesso ma quando mi hai scritto era un momento molto particolare e sebbene aiutare gli altri serva anche a me per stare meglio, allora forse ti avrei detto solo banalità... non che adesso io rifulga proprio del fuoco sacro della saggezza ma vabbe’...
Intanto vorrei davvero dirti che ti capisco perché ci sono passato anch’io e invece non ci sono passato... a 20 anni ero ‘stupido davvero’ (cit.) e ogni cazzo di singolo momento in cui mi è accaduto qualcosa mi trovava sempre col naso al cielo e un piede sulla traiettoria di un tombino. Prendevo tutte le mie decisioni con cuore spensierato e senza un minimo di preoccupazione del futuro e poi, improvvisamente, eccomi qua... trent’anni dopo, il ricordo di parecchie preoccupazioni che erano tali solo a posteriori e tanta stanchezza ma solo perché sono stanche le persone a cui tengo.
Perché sto parlando di me e non di te?
Perchè non ti voglio offendere con paternalismi aulici (che comunque mi scapperanno dalle dita lo stesso) e consigli da persona privilegiata.
Però permettimi di dirti quello che ho detto a una persona più grande di te e leggermente più giovane di me...
Il riscatto dà grande forza ma rischia di inaridirti il cuore.
Io non ti conosco ma una delle poche cose che so fare bene è leggere le storie non raccontate tra le righe di quelle narrate e a me, ora, sembra di vederne una fatta di lunghi anni di assensi negati e di flebili vicinanze, di rifugio nel realizzarsi da sola senza alcun supporto e di focalizzazione sul sé per essere a dispetto di chi te lo voleva negare.
Ok, ce la stai facendo... ma a che prezzo?
Di chi devi essere migliore? A chi devi dimostrare che invece ce la stai facendo e ce la farai?
Chi o cosa ti ha fatto arrivare a dire di non avere bisogno di amicizie o amore perché ti distraggono dal tuo obiettivo? QUALE OBIETTIVO? Cos’è tanto importante da farti sacrificare la serenità?
Ti lascio solamente con queste domande, forse non lo spiraglio di luce su cui avevi puntato le tue due lire ma - credimi - al momento la vicinanza più sincera che uno sconosciuto come me può darti.
Ti abbraccio con affetto e ti dico che mi piacerebbe davvero tu continuassi a scrivermi in privato, col tuo nome.
Ci conto.






















