Il sogno di stanotte
Il sogno di stanotte è senza nome a cui associare il corpo. Il sogno di stanotte è frutto di una bizzarra rielaborazione del pensiero, del desiderio stesso di quel pensiero. E' frutto della voce che riassegna il senso del suono, squillante e allo stesso tempo profondo: da dove arriva e il traguardo che taglia - e ferisce.
Il sogno di stanotte è pelle scoperta appena, è il brivido di freddo e la stanchezza del corpo assopito dall'alcol.
Il sogno di stanotte si apre tra le gambe, accanto a un camino. Si apre lento, senza fretta. E' una sensazione, è l'irrazionale che sfiora e oscura la ragione. E' una pausa. E' un respiro che rimane sospeso. E' tutto quello che i silenzi non dicono. E' silenzio che brama mani e non parole.
Il sogno di stanotte è le tue risa. E' la tensione spezzata e poi ripresa, una corda tesa che si snoda nelle ore. Il sogno di stanotte è desiderare tanto intensamente qualcosa - qualcuno - da averne male quasi. Desiderare lasciandosi portare via senza farsi corrompere dalla realtà, dall'inconsistenza dello spazio che si fa distanza. Il sogno di stanotte parla solo di com'è facile annullarla quella distanza.
Il sogno di stanotte è scoprire i tuoi occhi, il contatto dello sguardo. E' stringere mani senza distoglierlo. E' chiuderli. E' labbra vicine - ad un centimetro - che solo il respiro unisce. Incerto. E' di come labbra, lingua, saliva, denti possano frantumarne l'attesa.
Il sogno di stanotte è un livido, che al risveglio rimane solo addosso a me. Il sogno di stanotte, eri tu.















