Siamo andati a mangiare lì. Sei stato premuroso perché hai chiamato tu, ti sei preoccupato che facessero qualcosa da mangiare per me. Mi hai chiesto se non avessi freddo. Abbiamo parlato, scherzato, ci siamo raccontati alcune storie. Poi ti ho detto che se volevi ti avrei fatto vedere casa mia, quella vecchia. Sei voluto venire a tutti i costi con la tua macchina, te l’ho fatta posteggiare nella corte. Siamo saliti, c’era la luce accesa e per un attimo mi sono spaventata. Poi siamo andati entrambi a fare la pipì. Dopo di ciò tu ti sei subito seduto sull’unico divano che c’era, in camera di mia mamma. E io non riuscivo a sedermi lì vicino a te. Ti ho chiesto se volevi qualcosa da bere, io volevo aprire il vino che mi avevi regalato per la mia laurea e tu mi hai detto “ma è il tuo regalo, devi berla con chi vuoi” e io “voglio berla con te” e tu “non hai nessun altro con cui berla?” E io “no” e tu “ma non è che se io ti regalo due biglietti per un concerto ci devo venire io” e io “ma se io scelgo di usarlo con te potrò farlo” e tu “ok ma mi dà in culo” e io mi son messa gli stivali e sono scesa a prendere la bottiglia. Te l’ho fatta stappare. Era buonissimo, davvero. Siamo andati in camera sul divano e ci siamo messi a giocare a ciurlla con le carte di diabolik. Poi te le infilavo nel taschino e tu nella scollatura. Dopo un po’ mi hai chiesto se avessi un lenzuolo, e io ti ho detto “guarda lì magari c’è” e non c’era, tu hai tirato giù il materasso che era contro il muro. E ti sei steso lì sopra. Io invece per terra, poi dopo un po’ ti ho raggiunto, abbiamo guardato dei video, ascoltato della musica, poi tu mi spegnevi il telefono, cioè lo mettevi da parte con la musica che andava, poi ci siamo addormentati, non so come, saranno state le 4.30 e ho messo una sveglia alle 5.30, quando è suonata hai detto “dai restiamo ancora un po’” e io in quei minuti speravo potesse ancora succedere qualcosa. Però andiamo per gradi:
Ci siamo addormentati uno vicino all’altra. Poi io ho iniziato a battere i denti perché avevo freddo mentre dormivo; tu ti sei svegliato e mi hai chiesto se andava tutto bene, se volevo una coperta, così l’hai cercata, ma non c’erano. Allora sei andato a prendere la tua giacca e me l’hai messa sopra, e mi hai abbracciato. E mi scaldavi, poi io mettevo la mia testa sotto la giacca rintanata nel tuo petto, e tu mi stringevi ancora più forte, mentre ero in dormiveglia, ho sentito 2/3 volte che mi davi dei baci sulla fronte. Poi mi giravo a cucchiaio e mi stringevi e mi scaldavi, poi mi chiedevi come mai non stavo ferma. E mentre dormicchiavo mi sono resa conto che ci stavamo tenendo la mano. È stata una cosa davvero tenera, ci stringevamo la mano. Me la accarezzavi. Poi mi hai anche dato un bacio sulla guancia. Che dolce eri. A un certo punto, non so come ci siamo detti qualcosa, ed eravamo sdraiati vicini. Ci guardavamo negli occhi con un sorrisetto, e sentivo che se avessi tenuto lo sguardo per 4 secondi in più sarebbe successo qualcosa. L’ho tolto, non so perché. Poi però riaspettavo quel momento che non è più arrivato, tu hai iniziato a dormire, poi ti sei girato. Allora ho rimesso una sveglia e ti ho svegliato dolcemente, abbiamo rimesso tutto su, erano le 6 passate. Ti ho fatto uscire, è stata una serata bellissima. Avrei voluto concluderla in un altro modo ma forse doveva andare così. Sono stata davvero bene.
Poi ho notato che a cena, e in altri casi tiravi fuori il discorso FLR per vedere come reagivo, secondo me per capire se mi piace o meno. Ma stai tranquillo.
Stanotte comunque ti avrei baciato, e magari avrei fatto qualcos’altro. Non so adesso quando ricapiterà una cosa del genere, ma se non ho capito male i tuoi vanno da qualche parte in questi giorni, o sabato o domenica. Spero sabato così posso venire da te.