Viviamo tutti costantemente con la testa tra le nuvole,lontani dalla realtà, convinti che possa andare sempre bene, che avremo sempre tutto ciò di cui abbiamo bisogno o vogliamo, diamo per scontato che la felicità duri per sempre;ma arriverà il momento in cui la realtà chiamerà e scombussolerà quella realtà,quella realtà che ti eri creato e credevi fosse fino a quel momento.
Ero così piccola, così piccola che la normale realtà doveva essere giocare, ridere, piangere per futilità da bambini e non conoscere la realtà maligna.
Avevo 4 anni e la realtà mi chiamò:"Sabina". Fece un nome, il mio. Così io mi girai ignara di tutto e… il mio papà non c'era più.
Quale modo più precoce e brutale per chiamare una bambina di 4 anni alla realtà?
Ma pur sempre un modo di chiamarmi, mi chiamava a diventare forte,a lottare, a scendere da quelle nuvole e capire e abituarmi alla realtà che la vita è fatta soprattutto di perdite:perdi la tua innocenza di bambina,i tuoi giochi, i tuoi amici, persone care e famigliari.
Mi chiamava a prendere coscienza di dover godere ogni minimo respiro con le persone più care, perché non si sa mai quand'è l'ultima volta...l'ultima volta che parli, che ridi con quella persona, che l'abbracci o semplicemente che la vedi anche da lontano.
Ma in realtà, se ci penso, la realtà mi ha chiamato fin dalla nascita, facendomi capitare in una famiglia dove anche le donne sostengono ed elevano il genere maschile, dove non hanno gli stessi diritti degli uomini, esseri divini!
Mi ha fatto nascere in una famiglia dove le donne sono nemiche delle donne, dove se nasci donna soccombi a quelle idee così preistoriche .
Ma così mi ha chiamata a farmi valere come donna e persona, mi ha chiamata a maturare il senso di uguaglianza poiché in fondo ciò che differenzia un uomo da una donna sono i caratteri fisici, ma entrambi hanno le stesse possibilità, sono entrambi soggetti al destino, alla realtà.
Ancor prima mi ha chiamata a vivere in un mondo, epoca non adatta a me.
A me, persona fragile che sente tutta la sofferenza del genere umano che si sta distruggendo, degli animali e della natura che vengono distrutti dal genere umano.
Ma il motivo per cui mi ha chiamata è per rendermi conto che anche con singoli e piccoli gesti il mondo può migliorare, perché un mio piccolo gesto unito a tanti piccoli gesti, di chi è come me, diventa un grande gesto, un grande cambiamento. Anche se non c'è una via di ritorno, il mondo non può migliorare.Ma io si, cercando anche invanamente di migliorarlo, miglioro me stessa,perché ho ancora speranza in questo mondo che la speranza te la distrugge soltanto.
Nonostante queste chiamate non molto gradite, la chiamata più bella da parte della realtà è avvenuta 3 anni fa, nel momento in cui ho deciso di salvare un cagnolino dai maltrattamenti che subiva e portarlo a casa con me. Da lì mi ha chiamata a diventare volontaria del canile del mio paese.
Mi ha chiamata così ad aiutare quelle anime pure e sorridere e piangere per loro, tradite dall'uomo che le aveva scelte e a cui avevano promesso fedeltà ma che io non deluderò e salverò.
Mi ha chiamata ad aiutare i più indifesi e ha chiamato loro a lasciare un impronta nel mio cuore.
E così mi ha chiamata a riaccendere tutte quell'emozioni che mi aveva fatto spegnere tempo prima, chiamandomi a capire che la realtà non è poi così malvagia come ha fatto credere, che c' è anche del bello. Che nonostante io abbia conosciuto solo la parte malvagia mi ha reso la persona forte e con valori che sono adesso.
Ho imparato che se la realtà chiama,c'è un motivo… anche se all'inizio non lo si capisce, ma arriverà il momento in cui la si ringrazierà, per farci diventare degli essere umani degni di tale nome!














