Henri Rousseau (dit Le Douanier Rousseau), (Français, 1844–1910), Les Flamants roses, 1907, huile sur toile

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Henri Rousseau (dit Le Douanier Rousseau), (Français, 1844–1910), Les Flamants roses, 1907, huile sur toile

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Wolfgang Adam Töpffer (Swiss, 1766–1847), Oak Tree, oil on paper, laid down on wood, 31.1 x 24.8 cm, New York, Metropolitan Museum of Art
50 YEARS AGO TODAY: Amazing views of Earth captured from the orbiting Apollo 7 spacecraft on October 15, 1968. (NASA/ASU)
“Ma so cosa significhi passare le proprie giornate senza testimoni, sdraiato a guardare il soffitto per ore, con la paura di non esistere più”
- Emmanuel Carrère

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Amazing Aerial Photos of a Finnish Island Across Four Seasons
Tarkovskij, Stalker (1979)
Danza e gira e danza ancora, impara il ballo finchè il tuo cuore non è contento.
Ti fermerai sempre a ripensare alle tue strade alternative, soprattutto dopo un dolore. A tutto ciò che hai abbandonato per scegliere altro, a tutto ciò che ti ha abbandonato per scegliere qualcos'altro. Avrai fino alla fine la stupida certezza che ti mancherà sempre qualcosa, tranne in rari, felici e preziosi momenti che ricorderai per sempre, quelli in cui per nessuna ragione avresti voluto essere altrove. Sai perché li ricorderai per sempre? Perché è questo l'amore. Alla fine, in mezzo a milioni di scelte e rinunce, tutto si riduce a quelle poche cose fragili ma purissime che non siamo disposti a perdere. Il resto è perso in partenza. Il resto è finito già prima di iniziare.
Il quadro mai dipinto (via pvssymakestherules)
I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.
Umberto Eco (via l-s-d-lasuadimensione)

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A.W. Dow Cyanotypes c.1900
Infinity Rooms Yayoi Kusama
Federico Garcia Lorca (1898-1936) declama la sua ultima poesia poco prima della sua esecuzione, durante la guerra civile di Spagna nell'agosto del 1936, per mano di un plotone d'esecuzione fascista. “Cos'è l'uomo senza libertà.. Dimmi come posso amarti … Se io non sono libero, dimmi! Come posso offrirti il mio cuore se lui non è mio.”

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Non conoscendosi prima, credono che non sia mai successo nulla fra loro. Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi dove da tempo potevano incrociarsi? Vorrei chiedere loro se non ricordano - una volta un faccia a faccia forse in una porta girevole? Uno “scusi” nella ressa? Un ‘ha sbagliato numerò nella cornetta? - ma conosco la risposta. No, non ricordano. Li stupirebbe molto sapere che già da parecchio il caso stava giocando con loro. Non ancora del tutto pronto a mutarsi per loro in destino, li avvicinava, li allontanava, gli tagliava la strada e soffocando un risolino si scansava con un salto. Vi furono segni, segnali, che importa se indecifrabili. Forse tre anni fa o il martedì scorso una fogliolina volò via da una spalla all’altra? Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto. Chissà, era forse la palla tra i cespugli dell’infanzia? Vi furono maniglie e campanelli in cui anzitempo un tocco si posava sopra un tocco. Valigie accostate nel deposito bagagli. Una notte, forse, lo stesso sogno, subito confuso al risveglio. Ogni inizio infatti è solo un seguito e il libro degli eventi è sempre aperto a metà.
Wislawa Szymborska (via signorina-anarchia)
Winnie: «[…] Oh, be’, che importa, è questo che dico sempre, mi tornerà in mente, è questo che trovo meraviglioso, tutto ritorna in mente. (Pausa) Tutto? (Pausa) No, non tutto. (Sorride) No no. (Il sorriso cade) Non proprio. (Pausa) Una parte. (Pausa) Un bel giorno, quando meno te lo aspetti, ritorna a galla. (Pausa) È questo che trovo meraviglioso.»
– Samuel Beckett, da Giorni felici