Ecopedagogia, la dimensione ecologica dell’educare
Alle radici del termine Ecopedagogia, vi è l’incontro di tre parole di origine greca: oikos, “casa” o “ambiente”, paidos, “bambino” e ago, “accompagnare, “condurre”. L’ecopedagogia indica un modo di accompagnare, crescere ed educare, consapevole del campo totale e relazionale in cui è inserita l’umanità. Ogni essere è legato all’altro da relazioni intrinseche che ne determinano la sua costituzione fondamentale; all’interno di questa trama di relazioni, esiste un diritto uguale per tutti di vivere e realizzare i propri fini. La scienza ecologica, espande ulteriormente i suoi orizzonti e con il filosofo norvegese Arne Naess nascono l'Ecologia profonda e l'Ecosofia. Il termine Ecopedagogia venne coniato per la prima volta nel 1992 da Paulo Freire, professore universitario e importante pedagogista brasiliano. Ma già dal 1700 e per tutto il 1900 numerosi pedagogisti avevano affrontato i temi della pedagogia alla luce di una visione del mondo unitaria, sistemica, olistica ed ecologica. Jean-Jacques Rousseau, filosofo e pedagogista svizzero del 1700, considerato il padre della pedagogia contemporanea, Friedrich Froebel pedagogista del Romanticismo tedesco, Rudolf Steiner padre dell’Antroposofia, Maria Montessori, con la sua educazione cosmica, parlarono del bambino e dell’essere umano attraverso un modo di pensare in termini di relazione e contesto, di rapporto di connessione con l’intero cosmo. Urie Bronfenbrennerpsicologo americano vivente, ha approfondito questo tema nell’ambito della Psicologia definendo la Bioecologia dello sviluppo umano, secondo la quale lo sviluppo della persona è determinato dai diversi sistemi ecologici in cui è immersa e parte attiva. Howard Gardner padre della teoria delle Intelligenze multiple, è andato a ricercare questo senso di appartenenza all’interno dell’essere umano, andando a individuare e descrivere le intelligenze naturalistica ed esistenziale. C’è qualcosa di innato nell’essere umano che fa sì che sin dalla nascita egli si senta parte di un Tutto. Se per i mistici la consapevolezza dell’unità del creato è patrimonio che affonda le sue radici in un antico passato, per la scienza è scoperta piuttosto recente. Questo legame e senso di appartenenza sono sensibilità estremamente evidenti nel bambino piccolo e che vanno poi riscoperte e riportate alla luce della coscienza dell’età adulta.
“C’era un bambino che usciva ogni giorno, e il primo oggetto che osservava, in quello si trasfondeva, e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o per parte del giorno, o per molti anni o per vasti cicli di anni. I primi lillà divennero parte del bambino, e l’erba e i convolvoli bianchi e quelli rossi, e il bianco e il rosso trifoglio, e il canto del saltimpalo, gli agnelli marzolini, la rosea figliata della scrofa, il vitello e il puledro…” Walt Whitman
















