Il modo migliore per recitare una parte è quello di viverla.
-Sherlock Holmes (@il-ragazzo-della-porta-accanto)
†
(via il-ragazzo-della-porta-accanto)

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Viviamo in un mondo di pregiudizi,rassegnatevi!
il-ragazzo-della-porta-accanto (via il-ragazzo-della-porta-accanto)
C’è un posto dentro te in cui fa freddo, è il posto in cui nessuno è entrato mai.
Ligabue, Quella che non sei. (via apensartimitremanoipolsi)

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Racconti di un tuo amore che non sia quello a distanza? Uno di quelli tutti i giorni e tutte le notti
Il mio primo amore, forse il più forte che io abbia mai sentito, non era affatto un amore “tutti i giorni e tutte le notti”. Era un amore di quelli che ti sfuggono dalle mani nell’istante in cui lo afferri, che non ti lascia scampo: ti farà del male.L’ho conosciuto che ero piccolina, ero al liceo, classico, lui un anno indietro per le troppe assenze ed io invece un anno avanti. Lui era già un uomo, o almeno si atteggiava come se lo fosse. In comune avevamo poco, la squadra del cuore, qualche amico, gli stessi corridoi di scuola. Non era bello, non lo era affatto, ma era stato il primo che aveva pensato che bella fossi io. Ricordo ancora la prima volta in cui siamo usciti, era il pomeriggio del 13 novembre di (ormai) parecchi anni fa. L’ho amato dal primo sguardo, ma me ne sono accorta solo dopo anni. L’ho amato per la sua durezza che nascondeva un animo fragile e perso. L’ho amato per il primo bacio, la prima volta che ho fatto l’amore, la prima volta che mi ha lasciata e poi ripresa al volo.L’ho amato perchè in fondo non ho mai sentito di avere altra scelta che amarlo, ed aspettarlo, e sperare che si innamorasse di me.Gli sono debitrice per avermi scalfito l’anima e le ossa, per avermi fatta cadere e poi guarire senza nessun aiuto. Paradossale, no? “Grazie per avermi fatto del male”, si, grazie per le bugie e grazie per i caffe presi insieme. Grazie per le tue telefonate occasionali in cui “volevo chiamarti sai..” E ci incontriamo dopo anni come se fosse accaduto ieri. Grazie per avermi insegnato ad amare ed a struggermi e lottare per qualcosa in cui credo, per qualcosa che amo. Grazie per avermi insegnato a vivere come una che non ha paura di ricevere un ‘no’ come risposta.Grazie per avermi dato l’appoggio di un amico e l’amore di un amante, in tutti i rischi che comporta affidare la propria vita a qualcuno. È scontato e banale dire che il primo amore non si scorda mai, ma purtroppo è così. E se adesso dovessi dirgli qualcosa, non potrei dirgli altro che “Grazie.”
✖️✖️✖️✖️
Non è amore e nemmeno gelosia, è la sensazione che provi quando capisci che per tutti sarai sempre la seconda scelta.
(via to-sempiternal)
Puoi urlare quanto dolore vuoi su un blog ma se non urli in faccia alla realtà non cambierà molto.
(via isuoiocchidentroilmare)

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È tornato sul serio? Ci siete rivisti? Racconta ti prego
È tornato pochi giorni fa qui, nella sua città, per festeggiare le feste con quella che è la sua famiglia ormai solo poche volte l’anno. È tornato, dice lui, perché la sua famiglia sono io. Mi è venuto a prendere in macchina sotto casa, con mezz’ora di ritardo e le sue solite scuse sfacciate. Mi ha citofonato, mi ha detto “sono io” come se questa casa fosse ancora un poco sua e sono scesa di corsa. Ho aperto il portone, poi la portiera della sua auto e l’ho visto sorridermi con un sorriso che non vedevo da cinque mesi e due occhi che erano sempre gli stessi. Il programma era quello di andare a bere qualcosa lontano dalle vie che avevano fatto da scenario a quella che era stata la nostra storia d’amore, così mi sono affidata alla sua guida, sempre così precisa e cauta. I programmi però non fanno per noi, così parcheggiata la macchina in una via silenziosa, abbiamo deciso di passare la serata lì, come facevamo le sere in cui ci amavamo ancora. Gli ho fatto domande sulla sua nuova vita lontano da me, in una città che gli era fino a poco fa sconosciuta e in una casa che non è veramente la sua. Mi ha detto che sta bene ma che non è felice, che tante volte, pur conoscendo alla perfezione la loro lingua, non riesce a trovare le parole. Mi ha detto che ogni tanto nella sala comune dell’università si siede, mette le cuffiette ed ascolta J-ax, dice che gli manca sentir parlare l’italiano, e che gli manco io. Mi ha fatto poi lui domande sulla mia nuova vita qui, quella che da cinque mesi è una vita senza amore, e non ho saputo raccontargli niente che lui già non sapesse. Poi il silenzio. Così gli ho detto che non era possibile che dopo tutto quel tempo lontani ci fossero ancora dei silenzi fra noi e lui, con una leggerezza inaudita, mi ha detto: “Lo sai che mi piace guardarti, che non mi stanca mai. Lo sai che non ci serve parlare. Lo sai che stiamo talmente bene noi due insieme che stiamo bene anche in silenzio.” Ed ho pianto. Ha messo poi il disco con la nostra canzone e mi ha cantato il ritornello “sei sicura di non essere un po’ troppo bella per me?” ed ha riso, ed ho riso, con una risata che non mettevo in scena da mesi. Erano passate ore senza che ce ne accorgessimo, così mi ha riportata a casa. Arrivati davanti al portone mi ha guardata con una dolcezza negli occhi che penso di non avergli mai visto prima e poi è sceso dall’auto. Mi ha aperto lo sportello come un uomo di altri tempi e mi ha aiutata a scendere da quel sedile reclinabile su cui avevamo fatto l’amore cento e cento volte prima di quella notte. Mi ha abbracciata forte ed ho appoggiato la mia fronte sul suo petto, ho sentito il suo cuore battere ormai non più per me. Poi l’ho guardato e gli ho detto che lo amo ancora. Cioè, non gliel’ho detto, l’ho pensato, ma l’ho pensato così forte che sono sicura lo abbia sentito. Gli ho chiesto se quello fosse un addio e lui mi ha risposto che per due come noi la parola addio non esiste, che sarebbe tornato a Febbraio e che avremo passato un’altra serata intera nella sua auto. Ho riso, ha riso, ha provato a baciarmi le labbra e gli ho concesso la guancia. Mi ha guardata con gli occhi lucidi ed ha pensato che mi ama ancora, lo ha pensato così forte che sono riuscita a sentirlo e poi mi ha stretta a lui più forte di quanto abbia mai fatto. Mentre risaliva in macchina mi ha urlato “pensami sempre, a presto”, pur sapendo che quello era un addio. Ma d’altronde, ha davvero importanza? Pensami sempre ha un suono così dolce. E quindi, Lorenzo, pensami sempre.
"There is no blue without yellow and orange."
Alla fine, Alice era una bambina che si drogava, la Bella Addormentata una ragazza in coma, la Sirenetta una ragazza disabile, Cenerentola una schiava e Peter Pan era un angelo che prendeva i bambini per mano nel loro cammino verso il paradiso. Ecco perché non crescevano mai, erano morti.
ilragazzostella (via ilragazzostella)
Non sono su Tumblr per raccontare di quanti lettori abbia. Che siano tanti o pochi, non importa. Posso anche avere un solo lettore. Ma se quella persona ha deciso di leggermi è perché in me, trova un pò se stessa. Ed è una sensazione bellissima trovarsi in qualcuno.
ilragazzostella (via ilragazzostella)
Sono complicato: mi piace stare da solo, ma odio sentirmi solo.
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.. :)
AHAHAHAHAHAHAH capito come si?!
E il mercoledì? E il giovedì? E il venerdì?