Dichiarazione dei redditi got me like
Noah Kahan
Monterey Bay Aquarium
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shark vs the universe
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tannertan36
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Fai_Ryy
Show & Tell
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
trying on a metaphor
I'd rather be in outer space 🛸

Love Begins
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“Lo faccio solo perché sei tu” → procede a sollevarsi la gonna passandosi un roll-on sull’interno coscia per evitare dolori durante lo sfregamento
“Paola Ferrari è un Belfagor”
Pensavo fosse veneto invece è cinema.
La mia reazione ieri quando una commessa - Jessie - mi ha detto “Ma tu sarai giovanissima non arriverai NEMMENO AI QUARANTA”. Poi mi ha fatto fare 3 assaggini di superalcolici (credo non omaggiati, ma non ho voglia di controllare lo scontrino perché alla fine mi è risultata simpatica e mi spezzerebbe il cuore scoprire che in realtà sono stata fregata ed era solo strategia aziendale, di cui tra l’altro mi ha parlato con grande entusiasmo - lasciateci l’ingenuità), mi ha parlato del suo ex che “era del cancro ma era un vero cancaro” 🦀 perché la voleva tenere segregata in casa a non fare nulla e lei invece è uno spirito libero sempre in evoluzione, si è autodefinita autistica senza che io le suggerissi il termine e mi ha fatto i complimenti per le scarpe. Quando parlava le si accumulava una certa quantità di bava/saliva particolarmente bianca attorno ai denti, ma ho pensato che ognuno di noi ha i suoi difetti e non bisogna giudicare.
Sabato 30 maggio sono stata a Udine ad ascoltare Alessandro TINICOR: una cosa noiosa di video-arte con tutte queste riprese macro dei tronchi? Altri elementi naturali? Calcestruzzo? I don’t know. Dopo circa 47 minuti monotematici sembrava essere virato su una cassa dritta, è partito un applauso dal fondo ma siccome era l’unico è durato il tempo di due battute di mano. C’era anche Diandra, che una mia ex amica, o amica di tempi migliori, una volta definì “quella tizia smarza”. Oltre ad aver appreso che il musicista in questione ha le fattezze di un monaco tibetano cresciuto a Berlino, ho potuto anche riscontrare che ogni provincia della regione autonoma ha il suo nano di riferimento. C’è il nano di Pordenone, il nano di Udine, non so se ci siano anche il nano di Gorizia e il nano di Trieste. A fine esibizione - iniziata alle 19:10, conclusasi alle 19:50 più o meno - ho fatto un giro lunghissimo per ritornare alla mia auto perché Google Maps non ciapava un cazzo, e dato che ero particolarmente scazzata mi sono detta: ma perché non concludere questa serata insapore come un gin tonic andando a mangiare una pizza in un posto smarzo? Così ho fatto. Il menù presentava le pizze “Falsa Falsa” e “Vera Vera”. Il locale era deserto, a parte due crucche in abiti estivi e zavatte e un transone quarantenne pieno di gingilli e con delle treccine afro lunghissime di colore lilla, ricoperto di tatuaggi e con la gobba, che mangiava insieme alla madre guardando la Champions (?) sul telefonino. Ho provato una stretta al cuore quando ho visto il cameriere mettere con paziente amore della panna spray sul piattino di tiramisù da loro ordinato. La mia ex amica non lo avrebbe mai tollerato. Era capace di odiare e di imbastire discorsi di mezz’ora pure contro i camerieri giovani alla loro prima esperienza lavorativa che provano a fare i simpatici uscendo dalla propria comfort zone mentre io le dicevo “Ma dai Elena, non essere così crudele, potrebbe essere tuo cugino di vent’anni che fa la stagione a Bibione”. Forse è per questa lontananza di vedute che tra noi è finita, forse perché non ero più in grado di essere l’animale da performance capace di intrattenere uno spirito depresso, essendo fondamentalmente depressa pure io. Mentre Alessandro Tinicor suonava riuscivo solo a pensare che dev’essere bello avere cinquant’anni e credere ancora in qualcosa, come la musica. Un po’ come il professor Cerasale che parla animatamente di Hegel e io posso sentire le sue ascelle grondare di sudore dall’emozione anche attraverso un video su YouTube. Forse l’arte è solo una misura compensativa per persone la cui vita è povera di eventi? Mi chiedo insomma a cosa serva quando la realtà è già così ricca. Il mio amico preferito mi ha parlato dello straniamento russo. Dovrei apprfondire. Voto serata: 10/10.

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Imputiamo spesso ai nostri genitori la colpa delle nostre mancanze ma non li ringraziamo mai abbastanza per averci cresciuti facendoci giocare liberi e lontani da ogni percezione della paura (a parte quella dell’uomo nero e delle zingare con le gonne lunghe) negli stessi anni e nelle stesse terre battute da Monabomber.
You can’t be the Kim Wexler for someone else if you’re not the Kim Wexler for yourself first
Aggiornamenti dalla regione autonoma e confine
Questa settimana ho dovuto apporre nome e cognome completi su due documenti importanti: contratto nuovo e menù sagra delle rane 🐸
Ho iniziato a seguire la pagina di una tizia che, oltre a ricordarmi la me del 2017/18 con capelli lunghi rossi ondulati eye-liner pesante - si crede preraffaellita ma vive in provincia di Pordenone, lavora in una ferramenta e realizza tutti questi video dove fa vedere come rimuovere la ruggine da un’accetta oppure come si crea la copia di una chiave e tutte le possibili varianti di matrice. Devo dire che i suoi contenuti sono acqua fresca (o era aria?) rispetto a questi post che mi continuano a comparire su Biennale Padiglione Russia performance continua tutte quelle parole con suffisso “inter-” la pace la gueRa l’arte è politica oppure arte e politica sono separate? Come se alla fine cambiasse qualcosa, devo comunque aspettare 10 fottutissimi minuti prima di godermi il mio kefir con semi di chia senza che mi esplodano in pancia (?) (sto diventando mia madre e ciò non so se possa comportare più pro o più contro). Pur dovendo recarmi a Venezia 3/7 non ho ancora capito quale sia il titolo di quest’anno e se il direttore/trice sia nero o meno. Venendo alle cose importanti, questa semaña ho detto “Ghe sboro” spontaneamente per la prima volta, ho risposto “le solite quattro BUEAE” alla domanda “Non so cosa potranno spiegarci in 3 ore di corso sull’intelligenza artificiale” e reso Elibeta orgogliosa a tal punto di dirmi “Elibeta esci da questo corpo”.
Is this MORPHOSIS? @diffrazione
Instrumental musík, pan & zigoea 🧅
Per una più saporita realizzazione degli spaghetti allo scoglio si consiglia il loro scongelamento all’interno di una Bunker Cherso tote bag (quando i bunker erano ancora bunker e non gallerie d’arte contemporanea). Nel frattempo è possibile consumare cicchetti mascarpone e acciughe in bacareti appartati assistendo a conversazioni su promesse di massaggi ai piedi vanificate da tassi alcolemici sopraelevati. Sembra una canzone di Max Gazzè, ma non è.

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Ma che senso ha essere neri e farsi un tatuaggio?
Mi sono scattata un selfo e mi pare di essere Ilenia Zodiaco
Stavo attraversando Viale Montereale puntando alla Montereale Valcellina quando ho notato questo striscione rosso e nero su cui mi era sembrato di leggere “BACK TO PULSE”. Ho pensato: “Fiquooooo, vediamo di che si tratta”, immaginando chissà quale evento musical-esoterico. Avvicinandomi meglio ho scoperto che in realtà era “BACK TO PEACE”. Bruh? Staph 🚬 🥱
Io: “Che figa la mia capa, cinquant'anni e ne dimostra venticinque, figa, magra, sempre solare, veste Marciano by Guess, avvocat-A, una volta si è firmata Esteta causa errore di battitura, cantante country attualmente in ferie negli States per un suo personale tour, compare anche in uno spot pubblicitario della Giovanni Rana, da grande (🤌🏻) vorrei essere come lei”.
Sempre io: “Ah, interessante questo evento di musica, anche se la presentazione sembra la descrizione di un corso di laurea allo IUAV. Dalle 19:00 in poi. Farà ormai abbastanza buio da non essere visti da nessuno? Cerco su Google Maps il posto e mi inquietano le sedie sparse senza logica nella sala, per rendere tutto più informale e amichevole in nome di un rapporto orizzontale cui non sono abituata. Qui rivendichiamo i rapporti verticali, le rigide gerarchie, la sottomissione silenziosa, le lezioni ex cathedra. Sottomissione è comfort zone. Elibeta dice sempre che c’è chi è nato per comandare e chi per eseguire, intendendo con ciò che lei non è una mera esecutrice e usando questa distinzione come sua giustificazione per eventuali inadempienze amministrative. Io invece voglio solo eseguire, perché comandare implica uno sforzo esistenziale che non so affrontare, un crederci davvero. Ma in che cosa dovrei credere? Non credo nemmeno nelle conversazioni che affronto nei momenti di small talk (?) che dopo un po’ inizio a esprimermi con interiezioni di rassegnazione totale come i vecchi: “eh vabbè” “insomma, così” “forsa e corajo”. Quindi, ci sarà un angolino appartato dove stare seduti dietro una colonna bevendo la propria biReta e shazzamando i pezzi che ci interessano, per poi tornarsene a casa a riascoltarseli nella propria cameretta? No. Quindi non ci andiamo”.
Mia madre mi ha chiesto se la casetta delle galline fosse una casetta per bambini in quanto turbata dalle tendine merlettate 🐓🐓🐓
Ho visto Jovanotti e mi è sembrato Carlo Cracco
Alla fine ha vinto la pizza nel micro. All’inizio della partita ho sentito un commentatore dire, a proposito della gente affacciata ai balconi, che sembrava “un film di Emir Kusturica”. Non ne ho mai visto uno ma so che è quel regista che Elibeta mi consiglia ogni volta che le racconto le vicende degli zingheni dietro casa mia.
I nomi dei calciatori bosniacchi in -ić mi ricordano quei momenti di grande convivialità in cui si iniziano a elencare i paesini in -is in provincia di Udine.
La gen Z - quella con i pippinotti appesi alle borse - mi ha spiegato che questa emoji → 🫰🏻 simboleggia in realtà un cuore; e in effetti digitando “cuore” nella barra di ricerca delle emoji compare anche quella. Mi hanno mimato il gesto davanti agli occhi ma io non riuscivo proprio a vederci alcun cuore e ho spiegato che avevo sempre creduto fosse il gesto per indicare gli ssschei 💰.
Alcuni giorni fa ho contattato l’azienda dove lavoravo prima per farmi inviare TUTTI i cedolini delle buste paga, perché l’applicativo che usavano non mi riconosce più e mi dice “utente bloccato”. Ogni tanto mi parte lo spirito archivista e voglio recuperare e ordinare tutto in pratiche cartelline color pastello per poi chiuderle in un cassetto e non consultarle mai più. Elibeta mi prende per il culo per questo e mi ricorda che sono autistica, perché anche qui ho una cartella drive con vari fogli word denominati “Istruzioni per ecc. ecc.” con scritto passo passo tutto quello che devo fare per espletare certa operazione. Non li apro praticamente mai ma continuo ad aggiornarli secondo la paranoia del: “Metti caso che un giorno mi sveglio completamente rincoglionita e non mi ricordo più niente. Come faccio, chiedo aiuto? Mai macchiarsi di quest’onta. Come evitare? File istruzioni for dummies. Elibeta è anche un po’ stronza perché prima mi prende per il culo, e fa bene, poi mi dice: “Lo sai che se un giorno andrai via dovrai passarci tutti questi tuoi begl’appunti?”. Tornando al discorso di cui all’inizio, mi era pure venuto il dubbio mi avessero bloccato dopo la mia recensione su Google con incipit tratto direttamente da L’uomo a una dimensione (1964) di Marcuse. Le impiegate delle scorie umane invece mi hanno inviato tutto subito. Ho ringraziato come un valvassino. Aprendo alcuni cedolini mi sono ricordata che là guadagnavo come un associato/ordinario qui, senza peer review. Giorni fa è morto il capo unità di quel posto mentre trafficava con LU TRATTORE domestico. Ho pensato: “Tu pensa, uno conduce un’esistenza variegata e poi viene ricordato con 3 aggettivi demmerd: posato, capace, cauto”. Ricollego tutto alle voci di corridoio dei rumenazzi-veneti del magazzino: “Terron mancà”, “Chissà da quanto non scopa”. Ubi latet Veritas? A Venezia è il nome del servizio scoasse. Vorrei - e potrei seriamente farlo - inviare un’e-mail al Cacciari chiedendogli spiegazione narrativa in merito. A me incuteva un certo timore perché aveva un’espressione serissima e non capivo mai se dovesse avvicinarsi per insultarmi o se fosse semplicemente la sua faccia. In ogni caso ora ho una foto da mostrare quando dirò che uno dei miei ex capi sembrava il padre di Jake la Furia.
Va bene così. Tutto scorre, tutto passa. L’unica certezza è il cartellone sbiadito SPACCIO OCCHIALI VISION con quella figa di Gloria Fregonese dopo il cavalcavia a Portogruaro, più o meno davanti al Porky’s.
May you find someone who accommodates your 80s cooking tastes without judging you
- L’Agenzia internazionale dei sistemi di misura ha deciso di adottare come nuova unità di velocità in sostituzione del metro al secondo, o chilometro orario, il tempo di reazione impiegato da mia madre per alzarsi di scatto da qualsiasi postazione essa si trovi e correre a spegnere il dispositivo incriminato non appena sente partire un qualche servizio su Sal Da Vinci. Siamo un popolo de 🧚🏽♂️🧚🏽♂️🧚🏽♂️. Qualcuno, ad esempio, mi spiega perché a Portogruaro sia stato previsto un evento dal titolo “La Puglia che ti piglia”? Per fortuna viviamo - e subiamo - tutto con la consueta dissociazione.
- Nessuno ti dirà che un giorno il senso perpetuo di non appartenenza alla realtà, solo compromesso finora individuato per mediare tra il corso esterno degli eventi e il non saper ke minkiu fare della propria esistenza, verrà ridefinito dai tuoi colleghi “Lo straordinario aplomb con cui sai prendere ogni situazione, che invidio”.
- L’altro giorno stavo ascoltando un pezzo molto chill in treno, Chosen di Blood Orange, quando a un certo punto - circa ore 7:45 - ho sentito delle urla molto forti non filtrate dalla mia noise cancelling provenire dal piano superiore del Vivalto 3 e mi sono chiesta “Is this Another Brick In The Wall, pt. 2?”, quella parte verso la fine dove c’è uno che urla “Wrong! Do it again! If you don’t eat your meat, you can’t have any pudding!” e che sembra quasi tedesco - più o meno la stessa educazione che mia madre sta impartendo a cane 2 (rifiuta l’umido per nutrirsi di biscotti) - ma alla fine era solo il capotreno che bestemmiava contro uno fino a spingerlo fuori. Ho avuto paura - io che ho paura solo quando devo salire su una di quelle scale da pittore perché non sono mai stata al 100% sicura della loro stabilità.
- Questo drone po’ esse motivo per risollevà matrimonio andando a fare passeggiate a Budoia riprendendo i torrenti dall’alto (a Budoia ci sono torrenti? Non so, ma volevo scrivere Budoia) o po’ esse arma micidiale con cui sterminà popoli (ancora non riesco a categorizzare il drone come arma).
- All’età di 30+ anni ho scoperto che il luogo in terra che più si avvicina al paradiso sono i saloni estetici gestiti da asiatiche: lì vige un solido silenzio, non sei costretto a fare conversazione perché a loro non interessa sapere nulla di te, sei coccolato dalle loro gracili manine, quasi quasi ti viene voglia di chiedere all’operatrice che ti ha in carico come si chiami ma temi che nel loro sistema simbolico ciò possa avere lo stesso peso del chiedere come si depili la vagina, così, nel dubbio, lasci stare. A volte mi viene il dubbio che tra loro parlino di quanto facciamo schifo. Poi mi correggo pensando che sarebbe alquanto ingenuo in quanto non è così raro incontrare giovani promettenti dai cognomi partenopei venuti a Venezia per studiare lingue orientali. La stessa rettrice è una sinologa (stavo scrivendo sionista).

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Post di sabato: ma per caso è Pasquetta? Sono andata un attimo al supermercato (a comprare dell’alcol) e vedevo giovani con sabot di pelle + Slavic tracksuits e carrelli pieni di alcol. Tipo 20/30 bottiglie. Settimana molto pesante che si conclude con uno sbrego altezza culo sui pantaloni. Per fortuna il Runaway copre tutto. Mi dovrò cambiare nei bagni della stazione di Meister. Mi viene già da vomitare. Beviamo questa birra smarza dorata con il disegno di un lupo e cerchiamo di far tornare i battiti a 65 bpm 🐺
That ring is a circle and it never ends. “Immagina piangere per un pianoforte e poi scoprire che quel pianoforte è Giovanni Allevi”. Giovanni Allevi? Allevi i polli, allevi. Ormai mi esprimo solo attraverso nomi di pagine fb anni 2010-2014.
P҉e҉r҉c҉h҉é҉ ҉a҉n҉d҉a҉r҉e҉ ҉d҉a҉l҉l҉o҉ ҉s҉t҉r҉i҉z҉z҉a҉ ҉q҉u҉a҉n҉d҉o҉ ҉b҉a҉s҉t҉a҉ ҉a҉t҉t҉e҉n҉d҉e҉r҉e҉ ҉l҉a҉ ҉p҉r҉i҉m҉a҉v҉e҉r҉a҉ ҉e҉ ҉t҉u҉t҉t҉o҉ ҉s҉i҉ ҉r҉a҉d҉d҉r҉i҉z҉z҉a҉?҉