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“Ancora non ci posso credere che vi sposate voi per primi” disse Nike a June, la sposa dell’anno, mentre le ragazze prendevano una pausa dal ballare.
“Fonti mi dicono che è solo merito tuo che possiamo sposarci del tutto. Grazie”
“Ma figurati”
“Beati voi che almeno smuovete qualcosa” disse Freya, a cui la seconda Caipiroska stava chiaramente facendo effetto.
“In che senso?”
“Nel senso che non so cosa fare con Hyoga. Dopo il ballo al palazzo di mia sorella dove abbiamo finalmente limonato un po’, a malapena mi bacia. Secondo me non gli interesso più e ha paura di dirmelo”
“È evidente che gli interessi” corresse Nike.
“Come lo sai?”
“Perché sta sempre a cercare di toccarti. Se un uomo prova il minimo interesse per te dal punto di vista fisico, tutte le volte che può cercherà il contatto, con ogni scusa. Toglierti una ciocca dal viso, addrizzarti un orecchino, qualunque scemata pur di metterti le mani addosso. In senso buono ovviamente. Neanche se ne rendono conto, ma lo fanno in continuazione”
“Nike, la mia maglia la stai rovinando” si lamentò Camus abbracciandola da dietro le spalle, afferrando e raddrizzando il colletto.
“Appunto” disse prendendo un sorso.
“Aspetta, tu e Camus?”
“Andiamo a letto. Sì”
“Va beh comunque. Sarà come dici tu ma mi sa che a Hyoga manca proprio la voglia. Sarà forse un effetto del non poter avere dei figli che lo butta giù, visto com’è ancora legato al ricordo di sua madre…”
“Ehm… io e i goldini non possiamo avere figli. Gli altri cavalieri di Athena sì, soprattutto quelli di bronzo. Il fatto che abbiano occasionalmente indossato le armature d'oro non cambia niente”
“Di questo ti posso assicurare” aggiunse Shunrei. Immediatamente si resero conto che aveva bevuto solo acqua tonica e ginger ale tutta sera.
“Sei incinta?” le chiese incredula June.
“Quasi due mesi…”
“Il che significa che nascerà…”
“Bilancia” dissero tutte in coro scoppiando poi a ridere. Certe volte l'universo era davvero prevedibile.
“Shiriyu ancora non ci crede quasi. Forse perché non l'abbiamo ancora annunciato. Aspettiamo il classico terzo mese e sapere se sarà maschio o femmina”
“Congratulazioni!” esclamarono le novelle zie.
“Vorrà dire che berrò io per te, visto che persino voi due fate sesso prima di me”
“Aspetta, non l'hai mai fatto neanche con Hagen?” chiese Nike stupita.
“Ma con Hagen non ci siano neanche mai baciati. Anche lui era troppo distante per fare qualsiasi mossa. Devo avere per forza qualcosa che non funziona in me se li mando via tutti. E sono ancora vergine a vent’anni”
“A parte che non dovresti darla via tanto per, ma perché lo vuoi e perché hai trovato la persona giusta. Ma scusa quale sarebbe il problema? Non è che noi abbiamo iniziato tanto prima. Comunque il punto non è questo. Il punto è che, se vuoi che un uomo come Hyoga si muova, devi fargli capire inequivocabilmente che se ci prova avrà successo. Altrimenti ha troppa paura del rifiuto e preferirà restare nel limbo”
“Sì brava. Come faccio con Mr. Freeze?”
“Lo fai e basta. Hai disegnato una linea per VS porca troia. Fagli vedere cosa si perde. Se vuoi passare la notte con Hyoga questo è il momento di farglielo capire”
“No, non c'è la posso fare. Guardalo. Completamente distratto a discutere con Camus di chissà cosa”
“Allora scommettiamo che se riesco io a smuovere Mr. Zero Assoluto, tu almeno fai un minimo di tentativo?”
Non aspettò nemmeno la risposta. Nike si tolse la maglia del PSG e la lanciò sul tavolo, attirando l’attenzione di Camus che cominciò a guardarla. Era tutta sera che voleva stare da solo con lei ma aveva perso le speranze, data la vasta compagnia di poco prima.
Nike finalmente lo invitò a ballare e, contrariamente a tutte le aspettative, lui ci andò. Hyoga, ma soprattutto Freya, erano a bocca aperta.
Lei gli circondò il collo con le mani sfiorandogli le guance e accarezzandogli la nuca. Lui prima le prese la vita, poi le sue mani scesero e le afferrò il culo. La sollevò sulle punte dei piedi e l’avvicinò a sè, ma non riuscì comunque mai a baciarle le labbra. Come lo stava torturando! Ah ma si sarebbe rifatto…
Lei si girò, lui l’abbracciò da dietro, scostandole i capelli dal collo e baciandoglielo come lei adorava e poi infilandole la punta delle dita sotto il crop top per sfiorarle la pelle dello stomaco. Lei diede un’occhiata d’intesa a Freya.
‘Visto? Vedi di muoverti anche tu!’ le stava dicendo con gli occhi. Lei prese uno shot dalla bottiglia che avevano al tavolo, si alzò, prese Hyoga per mano e lo portò a ballare.
‘Era ora che ti decidessi’ disse Camus al suo allievo col Cosmo, sempre senza lasciare Nike.
‘Maestro, anche adesso non so cosa fare... è una principessa...’
‘E Nike è una dea. Lo so, ci sono passato. Ma fidati che lasciarsi andare è sempre la scelta migliore. Cos'hai da perdere?’
Niente effettivamente. Hyoga prese il viso di Freya tra le mani e le diede un bacio da film quasi porno. Freya rispose, lasciandogli intendere che ci sarebbe stato molto di più.
Camus e Nike si guardarono pensando la stessa cosa. Approfittando delle luci soffuse, afferrarono un braccio dei due ragazzi per uno e li portarono all’undicesima.
“È tutta vostra per stanotte e domani. Ma non fatevi sentire troppo dai vicini” disse Camus ammiccando.
“E se disgraziatamente dovesse servire... sai già come si usa” aggiunse togliendosi la dogtag e indicando il piccolo altare dov’era lo scrigno dell’Acquario.
Hyoga lo guardò quasi sopraffatto dalle varie emozioni, mentre Nike strizzava l’occhio a Freya.
“Maestro non so cosa dire...” mormorò Hyoga avvicinandosi.
“Non devi dire niente” rispose lui. Poi, a bassa voce e in russo
“Però mi raccomando. Ricordati che io sparo a salve, ma tu no. Non la voglio un’altra guerra con Asgard, capito?”
E con questo raggiunse Nike sulla soglia e sparì con lei.
“Sono quasi le otto, meglio muoversi” disse Camus alzandosi dal divano del salotto dell’undicesima.
“Dobbiamo andare a prendere Hyoga e Freya ad Asgard”
Nike si alzò anche lei. Avevano passato il pomeriggio e l'inizio serata a mangiare porcate e a farsi amichevolmente a pezzi per decidere quale delle loro rispettive città fosse la migliore. La rivalità esisteva su molte cose: arte, cibo, opera, balletto, finanza, architettura… ma soprattutto moda e calcio.
“Andiamo insieme?”
“Sì ma non vestita così”
Nike si guardò. Halter crop top rosso e shorts di jeans neri, sneakers di Prada Luna Rossa. Dogtag e Daytona.
“Cosa c'è che non va?”
“Non vieni a vedere la mia squadra vestita così”
Si tolse la sua maglia del PSG per dargliela. Lo vedeva senza maglia tutti i giorni ma, fuori dall’allenamento, le faceva sempre effetto. Davvero dovevano andare a quella cavolo di partita?
“La maglia di Donnarumma? Dai no, è un affronto”
“Mettitela e stai zitta” esclamò mordendosi la lingua. Non avrebbe dovuto parlarle in quel modo. Per quanto personale fosse il loro rapporto, era sempre la sua dea.
“Cam, dai, non posso andare così. È troppo lunga. Sembra che sono nuda sotto”
“Annodatela. Oppure vieni nuda per davvero”
Lei sbuffò ma capì che non ci sarebbe stato verso. La indossò. Il suo profumo la inebriò. Fahrenheit 32. Ovviamente.
‘Peccato non ci sia un Fahrenheit -459’ pensò.
“Tu cosa metti?”
“Quell’altra” disse salendo di corsa le scale verso la camera e tornando subito dopo con un'altra maglia del PSG. Quella di Messi. Quanti ricordi le riportò alla mente. Sorrise maliziosa a quel pensiero. Prese la sua crossbody di Gucci e si preparò ad andare a prendere Freya.
“Sei sicuro che non vuoi portarci Milo alla partita?”
“Ma figurati. Non capisce una sega di calcio. Tu invece sì, anche se tifi la squadra sbagliata. E poi avevi promesso”
Era vero. Al suo compleanno gli aveva regalato quattro tessere di tribuna per il Paris Saint Germain in Champions League, da usare con chi voleva. Lui le aveva fatto promettere che ci sarebbe andata con lui. In realtà era contenta. Le piaceva molto il calcio dal vivo e, a differenza di Camus, non prendeva così sul serio la rivalità tra Milano e Parigi. Poi era felice di vedere che le cose con Hyoga andavano come se niente fosse successo. Come se non fosse stato lui ad ucciderlo neanche tanto tempo prima. Ma in fondo era giusto così, Camus l'aveva praticamente cresciuto, nonostante fosse lui stesso un ragazzino. L'unica incognita era Freya, a cui di sicuro non fregava niente della partita. Però avrebbero magari parlato di moda e in fondo erano solo novanta minuti.
Arrivati al Parco dei Principi presero posto. Camus e Nike vicini all’interno.
‘Perché non si siedono mai vicini?’ si domandò Nike.
“Allora Freya come va la collezione di VS? Meglio per te che stia andando bene, dopo quello che mi è toccato fare”
“Stai serena che tanto dovrai sfilare sempre da ora in poi”
“Nike” disse Camus
“Distraiti adesso con le chiacchiere ma al fischio d’inizio ti voglio concentrata sulla partita”
“Io? Perché?”
“Perché sei la Vittoria. E ti voglio con me” le disse sorridendole dolcemente e prendendole la mano.

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their reasoning being that "we couldn't ban it even if we wanted to, every writer already uses it anyway"
"Every writer"?
come on
Reblog if you're a writer who doesn't use AI.
“Come fanno a ballare così, non lo capirò mai. Io sono proprio negato. Tu te la cavi se ricordo bene”
“Qualche passo di walzer. Niente in confronto a quello”
“The last night of their life… o almeno credevano… per questo Milo l’ha colpita con la sua Cuspide, così mi ha detto. Aveva anche valutato seriamente di arrivare fino ad Antares mentre era svenuta. Evitarle tutto il dolore che ne sarebbe seguito”
“È strano sentirselo raccontare dall’altro lato. È stata una notte intensa per tutti, senza dubbio”
“Ancora mi viene l’urto di vomito a pensare di aver indossato quella Surplice per dodici ore” disse Camus buttando giù uno shot di vodka.
“Di cosa ti preoccupi?” chiese lei mentre masticava un pezzo di uni.
“Di te. E me. E trasversalmente di te e Camus. Hai sganciato una bomba termonucleare con la storia di Saga”
“Lo so…”
“Non me ne hai mai parlato”
“Non era facile. Era molto tempo fa e tante cose sono cambiate. In meglio, ma comunque…”
“Non mi hai detto che era lui neanche quando ti sono venuto a trovare. Forse le cose sarebbero andate diversamente”
“Non avrei potuto. Avevo il terrore che mi trovasse, quando non era in sé. Lo sai che mostro era in grado di diventare. E poi, con la guerra all’orizzonte, non potevo costringerti a scegliere tra me e lui”
“Sei innamorata di lui?” le chiese, a bruciapelo, temendo la risposta.
“Lo ero. Innamorata persa. Anche dopo che Ares prese il sopravvento, anche dopo essermene andata. Ho pianto per giorni dopo che l’ho visto uccidersi. Ho quasi maledetto Athena, proprio io, la sua ancella”
“E adesso?”
“È… complicato. È stato il grande amore della mia vita, non penso che potrò mai smettere completamente di amarlo. Non sai quanto disillusa mi ha reso verso l'amore e quanti cuori ho dovuto spezzare per colpa sua”
‘Ne stai spezzando uno in questo momento e neanche te ne rendi conto’
“Ci sei andata a letto? Da quando è tornato in vita?”
“Milo…”
“Scusa, scusa. Non è il mio posto”
“Esatto non lo è. Ma te lo dico lo stesso perché sei il mio migliore amico”
‘Migliore amico. Tra quattro, cinque ore al massimo ti starò guardando mentre mi vieni sul cazzo fino a svenire, ma ti ostini a dirmi che sono solo il tuo migliore amico’
“No, per adesso. Non voglio correre rischi. Non credo di poter separare le cose con lui. Soprattutto perché mi legge nella mente e nel Cosmo mentre lo facciamo”
“Ti fa cosa?”
“Mi legge nella mente. Per sapere esattamente cosa mi piace e cosa voglio e poi farmelo. Se glielo lascio fare ovviamente. Ma perché non dovrei?”
Non ci aveva pensato, ma in effetti, se già lui e Camus lo facevano, perché Saga, perché gli altri cavalieri d'oro non avrebbero dovuto usare i loro poteri nel sesso, con qualcuno in grado di reggerli come Nike?
“Davvero vuoi farmi credere che tra voi non c'è più niente?”
“Ci sarà sempre qualcosa. Ma adesso siamo oltre. E sul serio se vuoi accomodarti te lo crosso”
Lui le stava raggiungendo, insieme a un paio degli altri.
“No babe. Girl code. L’ex di un'amica non si tocca”
“Io te lo dico, peggio per te. Ti stai perdendo la scopata della tua vita”
“Però… che referenze” commentò Mu ridendo.
“Angel sei sicura che non mi vuoi sposare?”
Lei evitò di rispondere, anche per scherzo. Non era sicura se fosse una domanda ironica o no.
“Sta cercando di darti una mano a rimorchiare se non l'hai capito” gli disse Mu quando furono soli per qualche istante.
“Ce la faccio da solo se ne ho voglia. Credimi, da scopare ne trovo anche troppo”
“E da innamorarti?” chiese Kanon.
“Sono già innamorato”
“Non è amore se non è corrisposto. Devi andare avanti, te l'ho già detto”
“Non potrò mai andare avanti. She's the one, full stop. E poi, chi te l’ha detto che non è corrisposto?”
“E questo cos’è? Un allenamento o dei preliminari?” aggiunse Aiolos, scherzando ma non troppo.
I due interessati si guardarono e risero.
“Hanno ragione” disse Shura.
“Va bene allieva e maestro, ma date l’impressione che ci sia di più. Sembrate quasi due, non so, due…”
“Due ex?” suggerì Nike.
“Beh, in effetti, sì, due ex!”
“Forse, non so, perché… lo siamo?” continuò lei causando lo stupore e l’incredulità di tutti. Beh, quasi tutti.
“Cosa dici, è ora di dirglielo?” domandò rivolta a lui.
“Visto che ormai c’è poco rimasto da nascondere…”
Saga si alzò, si spolverò, alimentando la suspense prima della rivelazione.
“È ora di confessare. Ebbene sì, sono stato proprio io ad aver dato il ‘battesimo’ alla nostra Vittoria Alata” dichiarò lui strizzando l’occhio ed enfatizzando la parola ‘battesimo’.
“Battesimo nel senso…” chiese Alde allarmato.
“Nel senso che sono stato la sua prima volta”
“E la seconda, la terza, la quarta, la centesima…” continuò lei scherzando.
“Siamo stati insieme in segreto più di due anni. Eravamo anche sul punto di sposarci”
“Sul punto… le carte le avevamo firmate. Poi tu le hai distrutte prima di registrarle. E in segreto… la mia famiglia e I miei amici sapevano tutto. È dal tuo lato che non hai mai voluto dire niente, ma comunque…”
“Va be non importa. Poi il destino è stato quello che è stato. Ma adesso siamo amici vero?”
Lei, nel frattempo, gli si era avvicinata per guarirlo e gli aveva preso la vita. Lui le cingeva le spalle con un braccio.
“Un po’ di più, spererei. Comunque sì, amici almeno”
“Quindi quel brillocco enorme… era un anello di fidanzamento?” chiese DeathMask. Loro annuirono.
“Le ho chiesto di sposarmi il giorno in cui è diventata dea”
“Davvero ve ne accorgete adesso?” chiese Aphro ai suoi compagni d’armi. Era stato talmente ovvio per lui.
“Great Horn” scagliò Alde e Saga fece appena in tempo a scansarsi per prenderlo solo di striscio e non in piena faccia.
“Era una bambina praticamente, e tu eri il suo maestro e avevi il doppio dei suoi anni!”
“Alde, calmati. A parte che ne avevo diciotto, e poi nessuno rimaneva bambino più di un mese qui al Santuario, lo sappiamo tutti fin troppo bene che siamo stati fatti crescere in fretta. E comunque io volevo. Ogni singola cosa. Ogni singola volta. Non mi ha mai fatto niente che non fossi sicura di volere” disse mentre guardava in su verso di lui. Lui fece un mezzo sorriso e la strinse più forte. Quello che aveva detto non era del tutto vero e per questo ancora si faceva rabbia e schifo.
“Come puoi esserne sicura? Manipolare le menti è quello che gli riesce meglio”
“E all’epoca lo faceva spesso” disse Aiolia con il riferimento ovvio.
“Ne è sicura perché ci ho provato, commettendo lo sbaglio più grande della mia vita. Ma non ci sono riuscito. È troppo forte, anche per me. Entrarle nella mente, se lei decide di bloccarti fuori, è impossibile. Figurati entrarle da altre parti. Ouch!”
A quella battuta lei aveva risposto con pugno nelle costole, e con un sorriso.

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men who clear their throat after looking down at your lips because their throat gets so dry with how much they want to kiss them 🥹
Sometimes you have to kiss her softly and tell her that she's good enough.
Sometimes you have to kiss him softly and tell him that he's good enough.
So fucking often... It sucks to be the strong ones people go to for their own problems...
when you lean in for a quick hug, but he pulls you closer and holds you tighter, so you bury your head into his chest and absorb all that is him
Everything doesn’t always have to be hard and rough. Take your time. Worship every inch of her body as you undress her. Hear her giggle while you whisper sweet nothing in her ear. Feel the goosebumps on her beautiful skin while you gently kiss her neck. Run your fingers in between her hair while you hold her close. Take the time to learn her body. I promise you won’t regret it.

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Never have I dealt with anything as difficult as being in love with you but not being able to love you
“I don’t think all writers are sad”, she said. “I think it’s the other way around - all sad people write.”
— Lang Leav, Love & Misadventure