Macerata Campania, scala i chilometri allâauto prima di venderla: condannato un 42enne di Recale
Câè chi la sceglie per risparmiare e chi perchĂŠ non vuole investire tanto denaro in un bene destinato a svalutarsi: sono solo alcune delle ragioni che spingono i cittadini allâauto usata. E acquistando una vettura che non esce nuova di zecca dalla fabbrica, il compratore non può che fidarsi del venditore. Ma, purtroppo, in alcuni casi capita che il venditore si approfitti di questa buona fede per raggirare il cliente. Ed è ciò che, stando alla sentenza del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, avrebbe fatto Camillo Gravante (nella foto), 42enne di Recale. Lâimputato è stato condannato per truffa a nove mesi di reclusione in primo grado (con pena sospesa).
In qualitĂ di gestore di fatto della concessionaria G&D Auto, intestata a Melana Ruotola, 38enne di Macerata Campania (anche lei a processo, ma è stata assolta), avrebbe scalato i chilometri effettivamente percorsi da una Porsche: da 110.114, accertati con la revisione del gennaio 2017, a 98.532, tracciati nel 2018, inducendo, questa la tesi dellâaccusa, chi lâha acquistata in errore circa lo stato dâuso del veicolo. La vettura venne venduta, hanno ricostruito i giudici, a 42mila euro, causando cosĂŹ, stando alla sentenza, un ingiusto profitto a Gravante.
Lâepisodio contestato si sarebbe verificato nel maggio 2018. A Gravante e alla Ruotolo venivano contestati anche i reati di contraffazione di atti pubblici e calunnia, ma da entrambe le accuse sono stati assolti dal giudice Giuseppe Meccariello. Secondo la tesi della Procura, gli imputati avevano contraffatto la carta di circolazione di unâaltra Porsche rimuovendo il tagliando di revisione giĂ effettuato nel 2017 e alterando quello eseguito un anno dopo. In merito alla calunnia, invece, si sarebbe configurata con la loro denuncia nei confronti delle parti offese che prima li avevano denunciati, dando il via allâiter giudiziario. Come detto, in relazione a queste due contestazioni, ovvero la contraffazione di atti pubblici e la calunnia, gli imputati sono stati assolti. Gravante (da ritenere innocente fino a unâeventuale sentenza di condanna irrevocabile) è stato recentemente coinvolto anche in unâindagine delle Fiamme Gialle, coordinata dalla Procura di S. Maria Capua Vetere, riguardante un presunto giro di fatture false.













