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Cartoline
Le cartoline rappresentano quattro possibili composizioni create con gli oggetti e i materiali rinvenuti e raccolti durante i Movimento I, II, IV e V. Nel caso specifico di Movimento V è il carro merci che assume la qualità di oggetto rinvenuto. Le configurazioni sono state realizzate seguendo quello che gli oggetti stessi suggerivano.
Cose da niente in stato di sospensione
2012 Installazione
Fili di nylon, metalli, conchiglie, sassi, cocci, legni
L’installazione prevede l’allestimento degli oggetti raccolti durante le azioni. Dall’ex-officina di San Giobbe oggetti di metallo e plastica, scarti di un fare umano industriale. Dallo scavo di una buca nella spiaggia del Lido conchiglie sbiancate dal lungo permanere nella profondità della sabbia, pezzi di legno lavorati dall’acqua e qualche tappo di bottiglia. Dall’isola di San Secondo frammenti di mattoni di terracotta, ruderi delle vecchie costruzioni napoleoniche che fortificavano l’isola. Sono residui oggettuali con una precisa storia archeologica, presentati qui in una costellazione che li sospende, facendo comparire il loro potenziale immaginativo. Da un lato sono indizi di un luogo, di un tempo e di un’azione, dall’altro si coglie la libertà delle cose di astrarsi da quel luogo, da quel tempo e da quell’azione.
Movimento V

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Movimento V
Movimento V
Campo Marte terzo binario
13 06 2012 ore 16:47 Carro merci di fronte l’imbarcadero S.Marta, Venezia
Lì c’era un vagone, abbiamo deciso di usarlo. Il vagone emanava tutta la sua forza immaginativa. Era lì abbandonato e sommerso dalla spazzatura.
L’azione è stata concepita come un intervento di riqualificazione urbana, far confluire l’attenzione verso luoghi non-socializzati e in stato di degrado.Non sono stati richiesti permessi per il suo utilizzo, ma si è pensato solo al fatto che chiunque può agire in prima persona per migliorare lo spazio che abita. Per ridare vita a quest’area, si è creato un evento che ha coinvolto dei musicisti. Il carro è divenuto il luogo di un investimento immaginativo plurale, contenitore non istituzionale per presentare il nostro lavoro attraverso la proiezione dei video documentari delle azioni e luogo d’ispirazione sonora per la performance musicale.
Movimento V
Movimento IV

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Movimento IV
Non avevamo la barca, ma ci siamo andati lo stesso.
20/05/2012 Â ore 10:00
Isola di San Secondo, Venezia
azione di:
Antonia Bonura
Francesca Borghini
Enkelejd Doja
Movimento IV
Non avevamo la barca, ma ci siamo andati lo stesso.
20 05 2012 ore 10:00 Isola di San Secondo, Venezia
Volevamo raggiungere un’isola. Volevamo raggiungere un’immagine. Una terra rotonda. La primavoltità del piede che calpesta il suolo. Una terra compattamente rotonda. E queste tre presenze bipedi che cercano di comprenderla.
L’isola di San Secondo è una piccola terra inabitata distante appena 2 Km da Venezia. Prima convento, poi lazzaretto, in tempi più recenti forte militare, oggi è assorbita da una natura che ricopre vulnerabilmente ogni segno umano. Per raggiungerla ci siamo rapportati con un’altra forma di spostamento, invece della terra, l’acqua, invece di camminare, remare. L’allontanamento dalla città , la perdita dei nostri abituali spazi di ancoraggio, il pericolo, la scoperta, ed il confronto con il passato sono state le dimensioni con cui ci siamo confrontati. Volevamo trasformare quest’isola in un simbolo, nella terra immaginaria che designa rapporti non solo tra umani, ma tra tutte le risorse vitali che definiscono il suo equilibrio. Si è ritualmente fissata una bandiera “non antropocentrica” che iscrive in un cerchio silhouette animali, vegetali ed umane. Poi ce ne siamo andati.

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Contributo di Oliwia Cecylia Blawat
Movimento III
Officina. Costruzione inutile, poi abbandonata.
04 05 2012 ore 13:00 Giardini di Sant’Elena, Venezia
Il quartiere di Sant’Elena possiede un parco con alberi risalenti all’età napoleonica e spazi aggreganti, un campo da basket, panchine e tavoli. Siamo andati in questo parco perché c’interessava una situazione pubblica. Si è agito secondo il riflesso di alcune immagini che si sono formate durante Movimento I. Volevamo ri- costruire queste immagini attraverso una scena che avesse sia le sembianze di un’officina, un luogo dove l’essere umano è costretto a costruire e produrre, ma anche le sembianze di qualcosa di più leggero e aereo, qualcosa di svolazzante ed effimero come una tenda mossa dal vento. Alla fine del processo di costruzione, ci siamo accorti che il manufatto (listelli di legno legati insieme) somigliava a un osservatorio, una struttura di cornici che permetteva di inquadrare il paesaggio. Ma era anche una struttura venuta male, una costruzione inutile, che abbiamo ab- bandonato.