«Sono arrabbiata con te perché al ballo dell’Agrifoglio non mi hai chiesto di ballare.» In primo luogo, e poi «Perché l’altra volta nel bagno dei prefetti non hai capito che ti stavo chiedendo di uscire con me.» sbotta, le guance screziate di rosso e i denti che, tanto per imbarazzo quanto per il nervosismo, affondano nel labbro inferiore al punto da farsi male. «E poi perché… Boh, non mi ricordo proprio tutto, però mi dà fastidio.» Cosa, in questo caso, non è ben chiaro. «Ti ricordi quando ti dissi che credevo mi piacessero le ragazze?» Gli chiede mentre porta, finalmente, lo sguardo su di lui, con un sopracciglio inarcato e l’implicita minaccia ad azionare il cervello e ripescare il ricordo dai meandri della sua mente, in caso di dimenticanza. «Non penso sia completamente vero.» Ed é questo l’unico cavillo che lo salva, in ultimo, dall’essere il destinatario di tutta la propria rabbia.
[G] «Tu pensi di essere mia amica, vero? Non lo sei, Angie, mia amica è riduttivo.» e conferma con l’annuire della testa. «E non penso nemmeno tu sia ‘na roba come essere fratelli o quelle trollate lì, perché anche quello è riduttivo, tipo. Ci penso da mpo’, ma non riesco a capire cosa mi leghi tanto a te e anche quando ti ho chiesto se volevamo uscire ma mi hai detto che preferivi non farlo, non m’ha disturbato, cièèè.. ho capito che c’avevo ‘sta cosa con te e che niente me la poteva portare via.» drizza un po’ di più la schiena adesso, con la mano non impegnata si tocca nervosamente una tempia. «Ma ora, ecco, ora non ho paura che mi venga portata via ‘sta cosa, no. Sarebbe lo stesso pure se non mi parlassi più, è che…» il collo va verso l’alto, compreso il mento, e lo sguardo, lasciando che un pronfodo sospiro gli esca dalle narici «mi sento un coglione, non so come comportarmi.»
«Gregory.» lo richiama, lentamente, forse un po’ spazientita. «Non ho capito un cazzo.» lui si sente un coglione e non sa come comportarsi? Lei, al contrario, sembra sapere esattamente cosa fare. Una scintilla risoluta le illumina lo sguardo e, tenendogli ancora la mano, prova a tirarlo verso di sé, almeno un altro po’. «Ti giuro»…«Sei più criptico di una femmina.» sussurra, mentre la mano libera prova a posarsi sulla camicia altrui, all’altezza del petto, per poi chiudersi a pugno contro la stoffa. Ed è proprio attraverso quella che, ora, prova a tirarlo più vicino, con l’unico fine d’annullare quella poca distanza rimasta e suggerirgli come comportarsi. Di lei non s’è mai potuto dire che lasci qualcosa a metà e, in quelle quattro mura, sembra decisa a dimostrarlo. Ha bisogno d’alzarsi sulle punte, per raggiungere il viso dell’altro e provare a lasciargli un delicato, impacciato bacio sulle labbra, veloce. Non si scosta del tutto, neanche quando è lei stessa ad interrompere quel contatto. Col collo piegato all’indietro, ricerca lo sguardo altrui col proprio «L’hai capito adesso?» come comportarsi?
[G] Rimane come rimbambito in qualche modo, sbatacchiando le palpebre, anche se quel bacio viene in qualche modo ricambiato appena sente le labbra dell’altra sulle proprie, rimamendo a guardarla un attimo di troppo. Il braccio si allunga dal fianco della Prefetto sino a dietro la schiena, prenendo con la mano sul tessuto del suo abbigliamento, prima piano, poi sembra molto più forte, stringendo sul tessuto stesso la mano. Dalle labbra appena schiuse esce un «No.» scuote poco poco la testa, rispondendo alla sua domanda: non l’ha capito come comportarsi, tuttavia è lui che adesso ricerca le sue labbra per darle un altro bacio un po’ più urgente del precedente, prendendosi qualche attimo in più. «Senti, mh…» ancora vicino a lei, con la mano che le massaggia dietro la schiena. La guarda, si morde il labbro inferiore e gli viene l’enorme tentazione - che soddisfa - di guardare anche le labbra altrui per qualche momento, forse più di uno, forse per troppo, prima di tornare ai suoi occhi. Un respiro ancora, Godric Grifondoro c’ha coraggio, Gregory O’Crowley non può essere da meno. Partiamo da discorsi più semplici, magari, di quello sconclusionato di prima, anche se un giorno dovrà farci una quadra.. prima di tutto: «Se tipo ti dicessi di andare al ponte sospeso, anche ora, e fregaunbolide della cena eee… eee.. quando siamo lì ti chiedo di nuovo di uscire con me, che mi dici ‘stavolta? Ci esci o no?»













