- “Tutte le superstizioni del mondo sono raccolte a Napoli" dice Matilde Serao e noi possiamo mai non crederle? Noi che conosciamo bene YOSIS e tutte le sue manie? Noi che conosciamo i napoletani e sappiamo che si affidano da sempre agli AMULETI, alla MAGIA, alla SUPERSTIZIONE, alla SCARAMANZIA pur di sopravvivere alle difficoltà quotidiane? -
Napoli è molto più di quel che si vede!
E Napoli ha tradizioni che vengono da lontano, da molto lontano… e soprattutto Napoli non rinuncia alla sua natura esoterica…alla sua miscela di fede, spiriti, alchimia in un perenne contrasto di bellezza e dimensioni inquietanti…
Alcune di queste come, ad esempio, la credenza nelle entità del focolare sia benigne come la BELLA ‘MBRIANA (a cui si riserva addirittura un posto a tavola) sia maligne come il MUNACIELLO (che penetra nelle case nottetempo per derubare o altro) stanno man mano scomparendo.
Altre, invece, resistono e fanno parte di un modo di vivere che ha alla sua base anche il ‘NON E’ VERO MA CI CREDO!’ Cosa mi costa fare uno ‘SCONGIURO’ per difendermi dal ‘malocchio’? Se esiste ho provveduto, se non esiste non cambia nulla!
- E dunque siamo arrivati agli ‘occhi’ (uocchie in napoletano) e al ‘malocchio’ (maluocchie in napoletano) e cioè alla capacità dello sguardo di procurare mali alla persona osservata -
Il malocchio è una cosa molto seria!
È quell’energia malefica che viene lanciata, anche involontariamente, attraverso lo sguardo invidioso di chi osserva una persona ritenuta fortunata o felice. Gli ’occhi’ possono colpire in qualsiasi momento e per questo bisogna premunirsi…
- Come? Ma con il ‘CORNICIELLO’ sempre in tasca, pronto per essere toccato e strofinato naturalmente! Ho visto con i miei occhi cornetti di corallo consumati dal tanto strofinio! -
Solo nei casi veramente gravi, infatti, si ricorre ad appropriati riti eseguiti da donne anziane molto esperte che, a conclusione, recitano la formula magica: Aglie, fravaglie e fattura ca nun quaglie, ‘uocchie, maluocchie e frutticiell rind’ all’uocchie, corna, bicorna e la sfortuna nun ritorna, sciò sciò, ciucciuè.
Per tutto il resto c’è … il CORNICIELLO
- Volete che YOSIS vi parli di CORNA e CORNETTI? Ehm! Forse non è il caso! Continuo io a spiegarvi… -
Il gesto apotropaico di fare le CORNA era in voga già presso gli antichi greci che lo utilizzavano per allontanare gli spiriti maligni: indice e mignolo allungati sono punte che agiscono come difesa, una specie di parafulmine insomma!
Pensate che le radici delle corna risalgono a più di 4000 anni fa quando gli abitanti delle prime capanne posizionavano un corno di animale all’ingresso come simbolo di forza, fortuna e fertilità. Presenti in ogni civiltà e cultura: ebraica, cristiana, sumera, indù, cinese e perfino tra gli sciamani siberiani, le corna venivano messe anche sull’elmo dei guerrieri per sottolineare la loro forza in battaglia.
Dalle corna si passa velocemente al ‘CORNICIELLO’, il cornetto che può stare sempre con noi per tutelarci da qualsiasi sfortuna e che deve essere rigorosamente rosso e anche “tuosto, vacante, stuorto e cu’ ‘a ponta” (cioè duro, cavo, ricurvo e appuntito).
MA NON BASTA! Il cornetto va ‘attivato’ e dunque bisogna seguire una corretta procedura: 1) non possiamo comprarlo, devono regalarcelo; 2) quando lo riceviamo dobbiamo pungere con la sua punta il palmo della mano sinistra di chi ce lo sta donando. ORA è PRONTO a proteggerci!
- Finito qua? NO di CERTO! Ve l’ho detto che NAPOLI è molto più di quel che si vede! -
Tutti quelli che toccano il cornetto non sanno che, in realtà, stanno rendendo onore a PRIAPO il famoso dio della fertilità dall’enorme membro di cui il cornetto ricurvo è allusione.
E quante cose non sanno tutti i superstiziosi come YOSIS che, ad esempio, non passa mai sotto una scala aperta! E non apre mai un ombrello in casa! E non mette mai il cappello sul letto! E fa gli scongiuri se incontra un gatto nero! E versa del sale sull’olio fatto cadere sul tavolo! E guarda sempre negli occhi quando fa un brindisi! E se per sfortuna rompe uno specchio…ahinoi!
- MA tutto questo ve lo racconto un’altra volta! Ora fatemi andare! Vado un po’ di fretta…vedo arrivare uno strano tipo magro, smunto, con occhiali neri che mi guarda con fare poco rassicurante... aglie, fravaglie… -
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