Uomo alla Kiko,
ti ho visto aggirarti tra gli scaffali gremiti, col passo malfermo e lo sguardo perduto.
Seguivi a pochi passi la tua lei, così sicura e tronfia in confronto a te, e fissavi la sua nuca sperando di trovarci non so quale conforto.
Ti ho visto fermarti - per poco non la urtavi - come un cane fedele dietro al suo padrone, e osservare con finto interesse le sue mani muoversi tra tutti quei colori. E quando ne ha scelto uno e ti ha guardato, nella vana speranza di sentire un tuo parere, ho letto nei tuoi occhi non solo l'incapacità di comprendere la differenza tra tutti quei pennellini, ma anche l'impossibilità di distinguere un Rosso Geranio da un Rosso Martha. E quel "secondo me è meglio questo", così intriso di menzogna, non solo l'ho visto ma l'ho anche riconosciuto. Perché era lo stesso mio.
Perché anche io, come te, sono un Uomo alla Kiko.