ho fatto tante cose, ricominciato da zero, una nuova vita, una nuova famiglia ed una nuova lingua a diciassette anni. però ora che è passato del tempo, è come se mi fossi dimenticata tutto ciò. è come se ad un certo punto, avessi smesso di vivere. così. ho sempre saputo che ci fosse qualcosa di strano in me, come un foschia grigia attorno al mio mondo. ogni tanto la coltre si dirada ed entra uno squarcio di luce. un raggio di sole flebile, fragile, frangibile. quelli sono i momenti in cui la voglia di vivere mi affoga. talvolta mi alzo ed ho voglia di ribaltare il mondo, tiro tutto all’aria e poi riordino per bene. però altre volte fatico anche ad alzarmi dal letto, ed è tutto strano. mi alzo, faccio quelle poche cose che devo fare, e poi ritorno dov’ero. come se fossi un soprammobile in una stanza vuota. e in quei momenti, il mondo non ho per niente voglia di ribaltarlo. è come avere un sacco trasparente intorno al collo. vedi tutto quello che succede intorno, ma fatichi a respirare. si forma la condensa, e tu inizi ad annaspare. e poi dopo un po’ ti soffoca. è inevitabile, preciso.
— incompresissimi






















