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@hereisjimma

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“How can you look at me as I was just another of your deals? (Come puoi guardarmi come se fossi soltanto un altro dei tuoi giochi?)”
— Romeo and Juliet, Dire Straits (via @hereisjimma )
Don’t tell me you need me, if you don’t believe it.
Ed Sheeran; Dive (via gabbiadicarta)
L'amore desidera qualcosa che non ha, ma di cui ha bisogno, ed è quindi mancanza.
Socrate (via soffiovitale)

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“Mi lasci libera, senza mai lasciarmi andare.”
Valentina Ardimento, thereasonformeisyou.
Relax. You will become an adult. You will figure out your career. You will find someone who loves you. You have a whole lifetime; time takes time.
Johanna de Silentio (via crazeist)
Tu non sei l'eccezione. Tu sei la regola. E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza". Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d'aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. E Tu, Tu Donna, di mestiere fai l'avvocato, la commessa, la cameriera, l'insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l'attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Quindi. Aspetta che sia lui a chiederti di uscire. Perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa, e l'eguaglianza dei diritti. Ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli, sia pure incravattati, e come tali adorano il sapore della conquista. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell'amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l'eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un'altra. Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente. Girano con un cartello appeso al collo, e la scritta: “Ci stiamo frequentando”. Quando la senti, scappa. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo. Impara l'arte dell'essere donna. Impara l'arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere. Impara a scegliere, invece che essere scelta.
“La verità è che non gli piaci abbastanza.” (Via @uraganichehodentro)

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Forever is a long time, but I wouldn’t mind spending it by your side.
(via therewillbehowlongwewould)
mi manchi e non so come dirtelo .
(via runawayfromnormality)
Mi manchi e sei ancora con me, non oso pensare a quando te ne andrai
Smettere di piangere per mancanza di lacrime.
(via peoplehatepeoplee)

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Il “minimo teorico” di Landau
«Comincerò con come sono diventato un allievo di Lev D. Landau. Nel mio terzo anno presso il dipartimento di Fisica dell'Università statale di Mosca, capii che volevo essere un fisico teorico, ma dubitavo di essere dotato del talento necessario. Mi sembrava che David Abramovich Kirzhnits, che studiava nello stesso gruppo come me, aveva più talento di me e poteva essere un teorico, ma io non potevo diventarlo. Ancora, dopo qualche riflessione, firmai e mi iscrissi al gruppo di teoria. Ma il dipartimento di Fisica teorica era debole (questo lo sapevo anche allora, nel 1947): tutti i teorici di alto livello - Landau, Tamm, Leontovich – erano già stati spinti fuori di esso. Invece, solo gli esperti di grande filosofia marxista-leninista rimasero, ostili come erano alla meccanica quantistica e alla relatività. Come il mio compagno di classe, Gertsen Kopylov, che addirittura scrisse un poema dal tono ironico che chiamò “Eugene Stromykin” contro la persona di Einstein. Telefonai a Landau, chiedendogli se potevo iniziare prendendo il suo esame su “il minimo teorico”. Mi disse di andare da lui di lì a qualche giorno. Superai dapprima l'esame di ammissione in matematica piuttosto facilmente, e Landau mi diede un programma dattiloscritto dei sette altri esami da seguire (in effetti. era inserito anche l'ottavo, Matematica II: variabili complesse) Funzioni speciali, trasformata integrale, ecc.). A quel tempo i libri ancora nel corso di Landau sono stati Meccanica di Pyatigorsky-Landau, teoria dei campi di Landau-Lifshitz, Meccanica dei mezzi continui e la prima parte (classica) della fisica statistica. Tutti gli altri corsi di studio richiesti si componevano di vari libri e articoli originali, in molti casi. Gli articoli erano in inglese e tedesco; per esempio, nel corso sulla meccanica quantistica c'erano due grandi articoli- di circa 100 pagine a testa - di Bethe, da Annalen der Physik. Questo era tutto. Noi andammo via senza dire che per gli esami conoscevamo entrambe le lingue. L'esame ebbe luogo in seguito. Una chiamata di Landau per uno studente voleva dire la richiesta di un test per un determinato corso (l'ordine di prova per i corsi era più o meno arbitrario). Landau diceva “ Va bene, vieni a questo o a quel tempo.” Il candidato doveva lasciare eventuali libri, note, ecc. nel corridoio. Poi Landau lo invitava al secondo piano, in una piccola stanza che conteneva una tavola rotonda con diversi fogli di carta bianca, una sedia e nient'altro. Landau formulava il problema, poi lasciava il candidato, ma ogni 15-20 minuti veniva con l’incaricato dell’esame alle sue spalle per vedere che cosa fare. Se taceva, era di certo un buon segno, ma a volte diceva “Hmm” - e questo era un gran brutto segno. Non ho mai avuto alcuna esperienza di quello che accadeva se un candidato studente falliva l’esame (so solo che era consentito tentare di nuovo un test). Mi sono avvicinato alla linea pericolosa una sola volta, durante l'assunzione dell’esame di fisica statistica. Ho iniziato a risolvere un problema in modo diverso da quanto aveva previsto Landau. Landau si avvicinò, guardò sopra la mia spalla, disse “Hmm” e poi andò via. Dopo 20 minuti tornò, diede un'altra occhiata e di nuovo disse “Hmm” in un tono ancora più dispiaciuto. Quindi Lifshitz dovette assentarsi per alcuni affari. Egli pure diede un'occhiata alle mie note e urlò, “Dau, non perdere tempo, fallo uscire di lì !” Ma Dau fu in disaccordo: “Stai lì, ti darò altri 20 minuti”. Durante quel tempo, io diedi una risposta, e la risposta fu giudicata corretta ! Dau vide la risposta, diede un’altra occhiata ai miei calcoli e riconobbe che erano corretti. Lui e Lifshitz mi posero poi poche semplici domande e l'esame così era passato. Di norma l’esame condotto da un candidato non doveva superare il tempo massimo di circa un’ora (un esame includeva due problemi complessi e un’altro più semplice). Io chiesi al compagno Abrikosov, che era passato al corso del minimo teorico prima di me, quale problema Egli aveva ottenuto - ma senza le soluzioni ! - e lo risolse. Dopo diversi esami ho scoperto che Landau aveva una quantità piuttosto limitata di problemi da dare - a volte mi ha dato lo stesso problema che aveva dato prima ad Abrikosov. Compresi che per Landau l’importante era come uno studente risolveva i problemi, non il numero di essi, per valutarne la capacità e il grado di conoscenza…» Di Boris L. Ioffe *
L’autore del post (trovato nel gruppo “Meccanica Quantistica GS” su Facebook, che consiglio caldamente a tutti gli interessati di scienza e di fisica in particolare - L) ha tratto lo scritto dal volume “Under the Spell of Landau – When Theoretical Physics Was Shaping Destinies” di Mikhail Shifman (Ed.) (World Scientific Publishing Co. Pte. Ltd., 2013).
* L’articolo di Boris L. Ioffe è dall’originale in lingua russa “Bez Retushi”, (Phasis, Mosca, 2004). -L