Heavenly Eve - Gli Eredi - Elenco Capitoli -
Titolo: Heavenly Eve - Gli Eredi || Autrice: Eneri Mess || Serie: One Piece
Rating: Arancione || Genere: Avventura, Generale
Personaggi: Mugiwara, Shanks, Trafalgar Law, Eustass Kidd, Silvers Ryleigh, Portuguese D. Ace, Sabo, Un po’ tutti, Original Characters
Frontespizio:
Uomini e donne, reduci da un’epoca cesellata di leggenda, agiscono per sovvertire le sorti di un mondo ignaro e di sognatori il cui unico scopo è quello di raggiungere il più famoso e ambito dei tesori, il One Piece.
Ma il nuovo Re dei Pirati, colui che conquisterà ancora una volta ricchezza, fama e potere, sarà solo uno.
« Non peccare di presunzione. Gli eredi sono quattro, i pretendenti molti. Non sarai tu a scegliere chi diventerà Re dei Pirati e come egli – o ella – deciderà il futuro di ciò che resta del mondo »
Prologo - Gli Eredi (Prima Parte) || (Seconda Parte)
[...] Sulla lapide erano state incise eleganti lettere che ognuno di loro avrebbe voluto cancellare in qualsiasi maniera, se fosse servito a non renderle tanto tangibili e reali.
Giulya Ottavia Armstrong
Madre affettuosa, Marine coraggiosa. [...]
[...] « Come si raggiunge il One Piece, Figlio del Re? »
Un brivido comune accompagnò quella domanda, sia tra i marines che tra i ragazzi. Ci fu chi ricevette la conferma di alcune voci di corridoio e chi restò senza fiato, senza riuscire a rimettere insieme i pezzi del discorso. Irwin rimase immobile, i pugni stretti sotto il mantello sgualcito, mentre sentiva la condanna di quelle parole piombargli addosso come un macigno. [...]
[...] Zoro, dimentico delle urla dei suoi compagni e della ferita al collo, la seguì in acqua, determinato a riprendersi la spada.
Tra le bollicine provocate dal salto repentino fu sicuro di aver afferrato qualcosa, ma quando riemerse si trovò tra le mani solo la felpa che la donna aveva indosso. Imprecò, prima di spaziare con lo sguardo la superficie per individuare la direzione in cui stava scappando. Ma il pelo dell’acqua era silenzioso e appena increspato, senza alcuna traccia.
Era sparita. [...]
Capitolo II - Figlia del Mare
[...] « Prima che tu riprenda ad agitarti, vorrei chiarire un paio di cose. Primo, è vero, siamo pirati, ma non della risma di quelli che hanno attaccato il tuo villaggio » il suo tono era venato di disgusto, ma si contenne. « Secondo, vogliamo aiutarti. Ti conviene credermi perché non voglio altre scenate come quella di ieri » e le dette un’occhiata eloquente. [...]
[...] Sulla destra della pagina invece, con un’espressione per nulla divertita e che sembrava trafiggere dalla carta stampata, vi era il manifesto aggiornato di Gol D. Bryan, trecentottanta milioni di berry a pendergli sulla testa.
Il titolo accusava “L’Erede distrugge la 74a Divisione – Marines seppelliti vivi”. [...]
Capitolo IV - Incontri Notturni
[...] Tempo qualche altro secondo e i ragazzi, indistintamente, avvertirono i loro cuori precipitare all’altezza dei talloni. Senza avere neanche la possibilità di realizzare cosa stesse succedendo, il brigantino si ritrovò a svariati metri di altezza, in bilico su quella che doveva essere la testa di uno dei due mostri.
« Voglio morireee… » la supplica di Usopp si perse nel vento. [...]
[...] Tuttavia, la sconosciuta non parve preoccuparsene, abbassando appena il capo senza distogliere lo sguardo. Quando parlò, fu certa che non avrebbe potuto ricevere un “no” come risposta.
« Il progetto si chiama Cleansing e il Governo Mondiale l’ha approvato in segreto circa due mesi fa. È già in atto »
Le sue parole furono come il fruscio di una freccia che colpisce il bersaglio con un colpo secco, dritta al centro. [...]
[...] « C’è troppa acqua in questa città, e queste vie mi confondono »
« Finché non ci finisci dentro va tutto bene. Se racconto all’Oyaji che sei annegato in un canale credo potrebbe veramente ridere fino a restarci secco »
Quello che Ace bofonchiò in risposta rimase un mistero seppellito nel cuscino dell’altro letto all'interno della stanza, letto su cui il Comandante della Seconda Divisione di Barbabianca si era appena lasciato cadere di pancia. [...]
Capitolo VII - Paura del buio
[...] « Sono passati quattro anni da Salmoa, Bonnie. Sembra che tu e Bryan ci abbiate preso gusto a fare i pirati » iniziò, senza mai abbandonare quel suo tono giocoso che mai coinvolgeva anche lo sguardo.
« È tutta colpa tua se io e mio fratello siamo diventati dei ricercati! » ringhiò, e mai come in quel momento avrebbe voluto colpirlo, cancellare quella beffa, quella tranquillità superba di vittoria già in pugno che ostentava. E poi fuggire, scappare il più lontano le sue gambe avessero potuto portarla e tornare dalla sua famiglia, cancellando quel brutto incubo. [...]
Capitolo VIII - Navi all'orizzonte
[...] Zoro digrignò i denti, senza guardare in faccia la compagna. Gli bastava la sua voce rotta e i pugni che gli stava dando al petto per sforzarsi di più nel cercare una soluzione. Finì col scuotere la testa, inveendo contro di sé per la stupida e unica idea venutagli.
« Al diavolo! » ringhiò, scostando malamente la rossa.
Senza che Nami avesse il tempo o il modo di comprendere il suo gesto, Zoro si tuffò in acqua per seguire la sconsiderata Figlia del Mare, scomparendo anch’egli inghiottito dalla burrasca. [...]
[...] « Bibi-sama » la richiamò Pell, i lineamenti del volto, sempre così pallido in contrasto coi tatuaggi, erano un po’ sul rassegnato ma più rilassati. Trasse un respiro profondo.
« Sarò sempre dalla sua parte e al suo fianco. La prego, non si faccia scrupolo a sfogarsi con me, se questo la farà sentire meglio. O a chiedere il mio aiuto. Sappia che farò tutto quello che è in mio potere per proteggerla o farla sentire al sicuro » dichiarò, fermo nella postura, il capo chinato in riverenza. [...]
[...] « Sulla tua taglia riportano centoventi milioni, Roronoa Zoro » parlò evitando preamboli e avvicinandosi. Gli arrivò ad appena cinque passi, fissandolo dritto in faccia. Tra loro, trascurata quasi in realtà non fosse lì, Mizu seguitò a guardare il legno del ponte, gli occhi spalancati colmi di terrore.
« Li meriti? » riprese il capitano, modulando la voce in modo che non si capisse se intendesse dissimulare delle lodi o velare una minaccia.
Ciononostante lo spadaccino comprese quel che c’era da comprendere.
« Il tuo linguone qui » e accennò con la testa in direzione di Kameoshi « si è preso le mie spade » raccontò, sentendo alle spalle mormorii che sobillavano di ammazzarlo. Ignorandoli, Zoro arricciò le labbra in un ghigno leggero. Ma di divertente, il suo tono, non ebbe nulla. « Rendimele e ti dimostrerò di valere il doppio » [...]
[...] La beffa e un cinico divertimento furono più che palesi sul volto di Donquixote Doflamingo, seduto a suo agio sullo scranno a lui designato, con le gambe accavallate e posate sulla balaustra senza compostezza.
Se per un attimo c’era stato dell’ardore nell’anfiteatro, questo si era trasformato in malcelato sdegno, ma del tutto innocuo. Nessuno sembrava volersi arrischiare anche solo a incrociare lo sguardo dell’uomo rosa-vestito. Nessuno a esclusione di Bibi, confusa e interdetta. Ma a rispondere con un tono coerente all’umore nella sala fu qualcun altro.
« Vuole aggiungere qualcosa, Re Donquixote? » [...]
Capitolo XII - Kameoshi e Kazuka
[...] Purtroppo per il cuoco, però, la situazione non verteva di certo a suo favore. Come scoprì presto, costatando il reale potenziale dell’ufficiale nemico. Il ponte della nave scricchiolò.
« Perché non inizi a contarli? » fu l’ultimo commento beffardo dell’uomo.
Sanji chiuse per un attimo gli occhi. Cento contro uno.
Una smorfia si aprì sulle sue labbra. [...]
Capitolo XIII - Sconfitta
[...] « Ci sarà una tempesta »
Irwin si irrigidì al suono della voce inattesa, stringendo il manico del martello per evitare di farselo sfuggire. Teso, spostò lo sguardo sulla porzione di finestra ancora visibile. L’angolo di vetro gli restituì il riflesso distorto di un volto che non vedeva da anni.
« … e sarà piuttosto violenta » aggiunse il nuovo venuto con un sorriso enigmatico mentre ricambiava l’occhiata attraverso la superficie trasparente.
« Rayleigh » sibilò duro Irwin, ma lasciandosi sfuggire una nota esitante. [...]
[...] Entrambi avevano la fronte imperlata di sudore, le gote arrossate, il fiato corto. Lui risucchiava aria come se avesse dovuto farne scorta, lei sogghignava furbetta.
Sabo conosceva quell’espressione sul viso di Koala: significava diverse opzioni poco piacevoli, tra cui che di lì a breve si sarebbe ritrovato con qualche osso rotto se avesse abbassato la guardia. [...]
Capitolo XV - Arrembaggio
[...] « Mi chiamo Rufy! Ho incontrato la tua mamma e la tua nonnina qualche giorno fa, siamo venuti a salvarti » rispose il Mugiwara alla sua muta domanda, alzando il pugno verso di lui. « Sai che sei davvero forte Matt? Ieri hai fatto prendere un colpo ai miei compagni con quel serpentone d’acqua! Non lo rifare però, perché questa battaglia è tra me e il Toro… » finì, e la sua espressione tranquilla e spensierata tornò seria. I suoi occhi neri si piantarono in quelli di Oushiza in un segno di sfida a cui l’avversario rispose levando il mento con superiorità. [...]