il 25 marzo 1942 nasce
Aretha Franklin,
la Regina del Soul.
#arethafranklin
d e v o n
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il 25 marzo 1942 nasce
Aretha Franklin,
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il 25 marzo 1947 nasce
Sir Reginald Kenneth Dwight,
meglio noto come Elton John
«Nessuno sa qual è il massimo che può raggiungere»
(Arturo Toscanini, Parma 25 marzo 1867)
#ArturoToscanini
Auguri leggenda.
Mina, pseudonimo di Mina Anna Maria Mazzini
25 marzo 1940 (etĂ 83 anni), Busto Arsizio
#Mina

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Chi prende un caffè con me?
Non un feuilleton, ma l'intenzione era quella.
Alexandre Dumas figlio narra e fa appassionare il lettore per una vicenda in se usuale.
Tra le righe a volte si intravede un certo biasimo per lei, per lui, per loro (la vicenda ha tratti autobiografici, si sa).
Il continuo rimando alle cambiali, ai debiti da saldare, velatamente mostra anche i limiti di una vita sociale che si vuole per forza vivere, anche al di sopra delle proprie possibilitĂ .
Ma di fondo rimane il desiderio di salvezza, di pulizia.
Chiudo come le parole dell'autore
"La storia di Marguerite è un'eccezione, lo ripeto, perché se fosse stato il contrario non sarebbe valsa la pena di scriverla".
#LaSignoraDelleCamelie
#AlexandreDumasFiglio
Buongiorno
Valentina Corso
… 🎶🎶 I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi🎵🎶
Franco Battiato (23/03/1945 - 18/05/2021)
#Battiato

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Questa è la prima pietra del Ponte sullo Stretto. Non sono sicuro che sia l’originale, perché ne esistono a decine, di tutte le epoche. E comunque, non ne esiste una sola che sia quella autentica.
Non esiste una vera prima pietra del Ponte sullo Stretto. Tutte valgono quanto questa: sono solo una promessa, una fantasia, una millanteria politica. Perché non è mai stata posata una seconda pietra. Di prime pietre, invece, si è ormai perso il conto.
La prima promessa di costruire il Ponte sullo Stretto risale agli anni Settanta. Che cosa avete capito: gli anni Settanta dell’Ottocento, un secolo e mezzo fa. Il governo Zanardelli promise di unire Sicilia e Calabria, sopra o sotto il mare, ovvero con un ponte o con un tunnel. Erano gli anni della rivoluzione industriale, c’era una fede illimitata nel progresso. Tutto pareva possibile, anche l’impossibile.
Vent’anni dopo il terremoto e maremoto di Messina, ottantamila morti, sconsigliò di costruire ponti da quelle parti.
Anche il cavalier Benito Mussolini disse che il Ponte si sarebbe fatto, per maggior gloria della nazione. Ma la cosa non ebbe seguito, nell’agenda politica del fascismo c’erano altre priorità , invadere l’Albania, spezzare le reni alla Grecia, si sa che la guerra è un’opera pubblica molto costosa.
Passano gli anni, i bimbi crescono, le mamme imbiancano, e nel 1981 il governo Forlani istituisce la società Stretto di Messina spa con il compito di realizzare l’opera. Per vent’anni la società è in essere e lavora al progetto, ma non ne rimane traccia percepibile.
Bettino Craxi nel 1988 annuncia che il Ponte sarà realizzato entro il 1998, ma anche lì, dopo un po’ non se ne sa più niente. Nessuna traccia del Ponte, a meno che il modellino che Berlusconi portò nel 2004 a Porta a Porta fosse il frutto paziente del lavoro ventennale della Società Stretto di Messina. Sapete, come quelli che costruiscono i modellini delle navi con i fiammiferi. Ci vogliono tempo e pazienza.
Nel 2008 il governo Prodi blocca il progetto, perché non ci sono soldi. Due anni dopo Berlusconi torna al governo e annuncia che il Ponte sarà fatto, anzi rifatto perché lo aveva già fatto, direi personalmente, a Porta a Porta sei anni prima.
Nel 2012 il governo Monti dice di nuovo che non ci sono i soldi e mette in liquidazione la nuova societĂ che Berlusconi aveva nel frattempo istituito, che si chiamava Eurolink.
Nei giorni scorsi il governo in carica ha rilanciato l’idea. Anzi, ha proprio detto: il Ponte si farà . C’è dunque una nuova prima pietra, identica a questa, già pronta a Roma e in partenza per Villa San Giovanni. Il costo stimato (di tutto il Ponte, eh, non della prima pietra) è intorno ai 4 miliardi di euro, secondo calcoli meno ottimisti potrebbe raddoppiare, si sa come funzionano in Italia i preventivi, per ristrutturarti un bagno ti dicono dieci e tu già sai che saranno venti.
In attesa degli eventi, le vere notizie sono due:a prima è che gli unici a costruire effettivamente un ponte sullo Stretto furono i romani durante le guerre puniche. Secondo Plinio il Vecchio i romani costruirono un ponte di barche per far passare gli elefanti sequestrati ai cartaginesi. Per fortuna Berlusconi non ha letto Plinio il Vecchio, altrimenti avrebbe portato a Porta a Porta un elefante. La seconda notizia è che per andare da Palermo a Ragusa con i mezzi pubblici ci vogliono 12 ore. Esattamente come il tempo dei cartaginesi.
Concludendo. I ponti sono opere meravigliose. Spesso molto belle anche da vedere, comunque bellissime per la loro funzione, che è unire, avvicinare. Ma l’esatto contrario dei ponti sono le promesse a vuoto. Le promesse a vuoto rappresentano, appunto, il vuoto: allargano la distanza tra le due rive, la riva delle parole e la riva della realtà . Il famoso “Tra dire e il fare c’è di mezzo il mare”.
Mi piacerebbe essere il primo che passa lo stretto in tre minuti, percorrendo il nuovo ponte e dedicando il trionfo della tecnologia agli elefanti di Annibale. Ma prima di mettermi in coda voglio aspettare almeno la seconda pietra. Non per sfiducia. Per esperienza.
Michele Serra
La grafia di Giacomo Leopardi dallo “Zibaldone”, diario personale del poeta.
Scusate. Ma se penso alla poesia penso a Giacomo.
E la sua grafia, mortificata e irrequieta , è già poesia.
#GiacomoLeopardi
#GiornataMondialeDellaPoesia
Appannato
Rebbloggo a vita

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Sono un buon papĂ ?
Cagliari Poetto 1948
Foto scattata nel 1948 alla quarta fermata del Poetto.
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Valerio Piga