Santa Pigrizia.
L’altro giorno sono passata dal mercato in piazza. C’era un artigiano che vendeva anelli: carini, ho fatto. Le compro questo. Lo provo, lo prendo, gli do 50 euro e lui non ha da farmi il resto. Fa niente, mi fa, te lo regalo! Ma come, ma no, ora mi faccio cambiare i soldi, ma a lui non gliene frega niente.
Lo saluto ma poi torno, alla fine me li sono fatti cambiare i soldi, e gli dico che è stato gentilissimo davvero, a farmi andare via col suo anello che se era per lui davvero me lo regalava.
E lui: “Ma sì, ormai non siamo abituati ad essere gentili... E invece… e invece VAFFANCULO, siamo ancora vivi!”.
Cazzo. E lì ho pensato: c’ha ragione, vaffanculo! Siamo ancora vivi. Ma anche se me lo regalava quell'anello, che ci perdeva? Ha visto qualcuno che apprezza il suo lavoro, che era contento di mettere una cosa fatta da lui, basta.
E faccio tutto questo discorso per dire che oggi mi focalizzo sulle cose che ho, e non so quelle che vorrei.
Non sono diventata una cazzo di hippie, giuro. Non mi metto a fare gli anellini fatti a mano (anche se è un’idea, dovesse la mia carriera pubblicitaria finire miseramente).
C’è uno chef (uno tra i primi al mondo) che cambia il menu ogni settimana. Trova un piatto fantastico, ci lavora, lo perfeziona. E poi – boom – lo leva dal menu. Perché una volta che hai trovato una cosa che funziona non ti puoi adagiare, è il momento di trovarne un’altra.
La vita funziona così, la carriera funziona così. Trovi un lavoro, ti fai il culo, sali di posizione e appena hai raggiunto un livello che ti soddisfa: boom, devi cambiare lavoro. Trovi una relazione, ti stabilizzi, e appena ti adagi un attimo in qualcosa che funziona, non funziona più.
E’ il motore che ti fa andare avanti (carriera), ma anche una forza distruttiva che rischia di non farti godere mai niente di niente. Ci hanno insegnato a non accontentarci mai, a volere di più, a non adagiarci.
La mia vicina di casa mi ha detto: ma davvero non riesci a trovare un fidanzato? Non ti piace nessuno? Non sarà che sei TE che ‘tu sei un pochinino troppo schizzinosa? Ven via… e bisogna un po’ anche accontentarsi, no? Ero sulla porta, e mentre se ne andava col cane mi ha urlato: “Accontentati e vedrai come ne trovi!”. Un momento davvero mistico. C’è chi gli appare la Madonna, e chi la vicina. Anche in questo figli miei, bisogna prendere quel che c’arriva.
Ma ti dirò: la vicina non ha tutti i torti. Io non mi accontento, non in amore, non ancora al meno. Probabilmente mi troverò a 50 anni single che condivido l’appartamento con un carlino, tra 25 anni ci aggiorniamo.
Però, la mia vicina la voglio interpretare così: che ogni tanto ti puoi anche godere un attimo le cose che hai. Un pochino.
Tipo, i miei amici. Che la gente ti chiede: ma perché esci solo con i froci? E allora ti domandi, e ti chiedi, e dici: forse dovrei sentire di più altre persone, dovrei frequentare più donne, dovrei... E forse chissenefrega. Forse se hai degli amici devi ringraziare gli astri che li hai - cazzo - degli amici. Degli amici che ti vedono magra quando sei grassa, degli amici che non ti giudicano mai, degli amici a cui voler bene.
Tipo, un fratello e una sorella scemi.
Tipo, dei genitori che ancora ti dicono “vestiti bene che fuori ha rinfrescato” anche se ci sono 27 gradi.
Tipo, un culo che poteva essere meglio, ma anche tanto tanto peggio.
Non è che non bisogna migliorare. Cioè, se vuoi dimagrire fallo, andare in palestra fa bene, essere tonici è bello. Ma ogni tanto ti puoi pure piacere così, eccheccazzo.
Forse è un po’ anche per pigriza, che pur di non sforzarmi a cambiare mi sforzo di piacermi e di amare le cose intorno a me.
Ma se così fosse, è una cosa così brutta? Magari è il vero valore della pigrizia. Santa Pigrizia che tutti hanno sempre sottovalutato.














