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Da sindaco di Salerno, parla come uno di destra, andrebbe d'accordo con Vannacci... 😂
🔻OGNI LOTTO DI VACCINO AVEVA UNA FORMULA DIVERSA. I NUMERI DI LOTTO LO PROVAVANO.
Non una teoria.
Non un'interpretazione.
Un set di dati. 12.000 numeri di lotto. Incrociati con i rapporti di eventi avversi del VAERS. La correlazione è assoluta.
Un team di ricercatori - 4 statistici, 2 farmacologi, 1 ex regolatore della FDA - ha pubblicato i loro risultati su un server decentralizzato mercoledì. Il documento è di 147 pagine. La revisione paritaria era impossibile perché nessuna rivista l'avrebbe accettata. Così l'hanno rilasciato direttamente al pubblico.
La scoperta: specifici numeri di lotto hanno prodotto eventi avversi 4.000% in più rispetto ad altri.
Non variazione casuale.
Non incoerenza di produzione.
Un modello deliberato e sistematico.
Numeri di lotto che terminano con 20A fino a 20F: eventi avversi quasi nulli. Soluzione salina. Placebo. Acqua con un'etichetta.
Numeri di lotto che terminano con 21K fino a 21X: eventi avversi moderati. Stanchezza. Miocardite. Coaguli di sangue. Tassi di ospedalizzazione del 300% sopra la linea di base.
Numeri di lotto che terminano con 22R fino a 22Z: catastrofici. Ictus. Arresto cardiaco. Danni neurologici. Tassi di mortalità dell'8.100% sopra la norma statistica per qualsiasi prodotto farmaceutico nella storia.
Tre livelli. Tre formule. Distribuiti in un modello che assicurava che nessun singolo ospedale, nessuna singola città, nessuna singola demografia ricevesse abbastanza dosi catastrofiche da innescare un segnale statistico evidente.
Hanno definito i danni come "effetti collaterali rari". Ma non erano rari. Erano mirati.
Il modello di distribuzione non era casuale. I lotti catastrofici sono stati inviati in modo sproporzionato a specifici codici postali. Codici postali con alte concentrazioni di veterani militari. Primi soccorritori. Proprietari di imprese indipendenti. Comunità con una conformità storicamente bassa ai mandati federali.
Le persone più propense a resistere hanno ricevuto le dosi più pericolose.
I lotti moderati sono andati ai centri urbani con un elevato consumo di media - popolazioni che avrebbero segnalato sintomi lievi, avrebbero sentito che era "normale" e sarebbero tornate per i richiami senza esitazioni.
I lotti placebo sono andati a politici, personaggi dei media e dirigenti farmaceutici. Le persone che lo promuovevano in televisione. Le persone che ti dicevano che era "sicuro ed efficace" mentre ricevevano la soluzione salina.
Hanno preso lo stesso vaccino in televisione. Non hanno preso la stessa formula.
I 12.000 numeri di lotto sono ora mappati. Ogni lotto.
Ogni destinazione. Ogni risultato. I dati sono sulla blockchain. Non possono essere ritirati. Non possono essere cancellati dalla memoria. Non possono essere verificati fino all'oblio.
L'ex regolatore della FDA del team ha presentato il set di dati al tribunale militare con una singola dichiarazione: "Questa non è stata negligenza. Questo era un protocollo di dispiegamento di armi mascherato da sanità pubblica."
Il tribunale ha accettato come prova giovedì mattina. Numero di caso: GT-2026-0441.
Ogni numero di lotto è un'impronta digitale.
Ogni evento avverso è un testimone. Ogni certificato di morte è un'accusa.
CODICE: LOT-NUMBERS / 3-TIERS / ZIP-TARGETED / GT-2026-0441
Non hanno dato a tutti la stessa dose. Hanno dato a tutti la dose assegnata.
Ora la lista delle assegnazioni è una prova.
- M-B Technology

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La brava gente si è rotta il cazzo, e quando la brava gente fa gruppo e reagisce sono cazzi amari.
"Tensione a Merine (Lecce): sorpresi a rubare in una villetta, i ladri si barricano per sfuggire al linciaggio della folla.
I Carabinieri salvano due malviventi dall’aggressione dei residenti esasperati. È caccia al terzo complice".
La brava gente si è rotta il cazzo, e quando la brava gente fa gruppo e reagisce sono cazzi amari.
"Tensione a Merine (Lecce): sorpresi a rubare in una villetta, i ladri si barricano per sfuggire al linciaggio della folla.
I Carabinieri salvano due malviventi dall’aggressione dei residenti esasperati. È caccia al terzo complice".

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An old cartoon that is still relevant. 🤔
I TOPI, LA MEZZALUNA E L’INERZIA D’EUROPA.
"Nel 1958 Dino Buzzati pubblicò I topi, uno dei racconti più inquietanti e profetici della letteratura italiana del Novecento. Apparentemente è una storia semplice: in una grande casa di campagna iniziano a comparire alcuni topi. All’inizio sembrano pochi, quasi insignificanti. Qualcuno li nota nei corridoi, altri sentono rumori nei muri. I domestici si preoccupano, ma il padrone continua a rassicurare tutti. Dice che non è nulla di grave. Dice che sono casi isolati. Dice che allarmarsi sarebbe eccessivo.
Ma i topi aumentano.
Entrano nelle stanze, occupano i magazzini, si moltiplicano ovunque. Diventano sempre più aggressivi, sempre più presenti. Eppure nessuno trova il coraggio di affrontare seriamente il problema. Tutti preferiscono fingere che la situazione sia ancora sotto controllo. Fino a quando la casa non appartiene più realmente ai suoi proprietari.
Buzzati non stava parlando soltanto di animali. Stava raccontando la dinamica con cui le civiltà decadenti reagiscono ai pericoli: prima negano, poi minimizzano, infine si arrendono lentamente alla realtà.
Ed è impossibile non vedere un parallelo con ciò che sta accadendo oggi in Europa.
Da decenni il continente europeo sta vivendo una trasformazione demografica, religiosa e culturale enorme, legata soprattutto all’immigrazione islamica proveniente da Africa, Medio Oriente e Asia. In molte città europee esistono ormai quartieri interamente islamizzati, dove la cultura occidentale arretra progressivamente e dove spesso si affermano valori incompatibili con quelli europei: separazione rigida tra uomini e donne, ostilità verso la laicità, rifiuto dell’integrazione, radicalizzazione religiosa.
Eppure ogni volta che qualcuno prova a porre apertamente il problema, la risposta del sistema culturale europeo è sempre la stessa: negare, minimizzare, censurare moralmente.
Non si può parlare di islamizzazione.
Non si può parlare di sostituzione culturale.
Non si può parlare del rapporto tra immigrazione incontrollata e radicalismo islamico.
Chi lo fa viene immediatamente marchiato come razzista o estremista.
Esattamente come nel racconto di Buzzati: i topi aumentano, ma il padrone continua a ripetere che va tutto bene.
Nel frattempo l’Europa ha già conosciuto decine di attentati islamisti. Parigi, Nizza, Londra, Bruxelles, Berlino, Madrid, Vienna. Auto sulla folla. Coltelli. Bombe. Civili massacrati mentre passeggiano, assistono a concerti o festeggiano il Natale. Sempre lo stesso schema. Sempre la stessa ideologia: l’islamismo radicale che considera l’Occidente una civiltà nemica da colpire e umiliare.
Ma anche davanti all’evidenza, gran parte delle élite europee continua a comportarsi come i personaggi di Buzzati. Preferiscono modificare il linguaggio piuttosto che affrontare il problema. Parlano di “disagio”, di “emarginazione”, di “follia individuale”, evitando accuratamente di riconoscere la dimensione ideologica e religiosa di molti attacchi.
La verità è che una parte dell’Europa sembra avere perso fiducia nella propria identità. Ha paura di difendere apertamente la propria civiltà perché teme di apparire intollerante. Così rinuncia lentamente a se stessa. Rinuncia alle proprie radici cristiane, alla propria cultura, ai propri valori storici, perfino al diritto di dire che esiste un problema.
Ed è proprio questa debolezza che rende possibile l’avanzata dell’islamismo.
Perché nessuna conquista avviene soltanto con la forza. Le civiltà crollano soprattutto quando smettono di credere nella propria legittimità. Quando si vergognano della propria storia. Quando considerano la difesa della propria identità un gesto moralmente sospetto.
Il racconto di Buzzati diventa allora una metafora quasi perfetta dell’Europa contemporanea. I topi non vincono perché sono irresistibili. Vincono perché nessuno ha il coraggio di fermarli quando è ancora possibile farlo.
Oggi molti europei iniziano a percepire questa trasformazione con inquietudine. Vedono cambiare i quartieri, le scuole, le città. Vedono crescere tensioni religiose e culturali. Vedono l’aumento del radicalismo islamico. Ma soprattutto vedono una classe dirigente incapace perfino di nominare il problema.
E una società che non riesce più a dire la verità a se stessa è una società destinata lentamente a perdere il controllo della propria casa.
Proprio come accade nel racconto di Buzzati".
(Dal web)
⭕👉 Analisi con cui concordo. Francia, Belgio andate a vedere....
👉 Sei musulmano? Vota PD. Hanno davanti una scheda elettorale facsimile precompilata con la croce sul simbolo del PD.
Loro, una ventina di donne tutte con il hijab di ordinanza, ascoltano attente l'indottrinamento su come non sprecare un solo voto per i candidati musulmani alle elezioni di Venezia che si terranno il 24 e 25 prossimi.
La scena si svolge in un centro comunitario di Mestre. Il dito della scolara punta il simbolo del PD, mentre chi arringa spiega con voce ferma: "Bisogna cercare il PD perché è il nostro partito."
Seguono i nomi da scrivere: Ritu e Sied per il consiglio comunale, Abdul e Begum per Marghera. La preferenza di genere viene dettata come una procedura operativa. Nessuna scelta, nessun confronto tra candidati, nessuna discussione.
Il voto a pacchetto, organizzato su base etnica e religiosa, nel cuore del Veneto.
Il PD ha candidato sei bengalesi nelle liste veneziane a sostegno di Andrea Martella. Tremila elettori bengalesi, senza contare pakistani e altri fedeli, bastano a spostare gli equilibri in tre municipalità.
I volantini sono in bengalese, con la bandiera del Bangladesh e l'invocazione ad Allah. Non si presentano come nuovi italiani: si presentano come musulmani che votano in blocco per il partito che li ha arruolati.
Ma Venezia è solo il laboratorio.
Al referendum sulla separazione delle carriere, il No ha prevalso con due milioni di voti di scarto. Roberto Hamza Piccardo - fondatore dell'Ucoii, sodale di Tariq Ramadan oggi condannato a diciotto anni per stupro - ha rivendicato senza pudore: "La differenza è più o meno di 1,7 milioni di voti. Sono i nostri: i musulmani hanno vinto il referendum."
A Radio Cusano ha precisato: il novanta per cento della comunità islamica ha votato No, settecentomila preferenze mobilitate. Nel 2022 non avevano nemmeno votato.
Il figlio Davide, direttore del sito islamista La Luce, ha chiarito che il merito della riforma non c'entrava nulla. Il No era "l'unico strumento per frenare la deriva islamofoba del Governo Meloni."
Il referendum come leva, la giustizia come pretesto, il potere come obiettivo.
Intervistato sull'ipotesi di un partito islamico, Piccardo padre ha pronunciato due parole che valgono più di qualsiasi analisi: "Per ora non vogliamo farlo."
Quel "per ora" ha già un nome. Si chiama MuRo27, Musulmani per Roma 2027. Sulla pagina sociale campeggia il Colosseo sormontato dalla mezzaluna. Il programma promette "proposte politiche coerenti con l'appartenenza religiosa dei propri membri." A Roma, nella capitale del cristianesimo.
A Monfalcone la lista "Italia Plurale" aveva raccolto il tre per cento: abbastanza per un censimento, non per un seggio. Roma è il salto di scala.
I numeri completano il quadro. Musulmani in Italia: 3,2 milioni. Cittadini con diritto di voto: 1,3 milioni. Nuove cittadinanze nel quinquennio 2021-2025 a immigrati da Paesi islamici: 114.953.
Se alle politiche del 2027 voterà il sessanta per cento degli aventi diritto, il Paese sarà spaccato a metà su meno di trenta milioni di schede. Un milione e trecentomila voti orientati in blocco non sono un'opinione: sono l'ago della bilancia. Una certezza, perché il voto comunitario non ammette defezioni.
Michel Houellebecq previde il futuro nel 2015 e lo chiamarono provocatore. Nel suo libro "Sottomissione" la sinistra francese si allea con il partito islamico per battere Le Pen. Vince. Il prezzo lo scopre dopo.
Il prezzo arriva senza fracasso. La sinistra francese cede l'istruzione, la condizione femminile e la laicità dello Stato. La Sorbona diventa università islamica finanziata dai sauditi. Le donne lasciano progressivamente il lavoro. L'assistenza pubblica alle fasce più povere viene smantellata: il Corano prevede la zakat, l'obbligo della carità tra fedeli, e lo Stato si ritira.
Chi ha bisogno non si rivolge più alla Repubblica, ma alla moschea. Nessuna violenza, nessun colpo di Stato. La sinistra ha poi ceduto anche il welfare - cioè la propria ragion d'essere - in cambio di una sola cosa: la sconfitta della destra.
A cose fatte le rimane solo la rassegnazione e il silenzio di chi aveva aperto la porta convinto di controllarla e si ritrova sottomesso.
Oggi a Mestre una candidata del PD col velo spiega ad altre donne col velo dove mettere la croce, mentre a Roma lo stesso PD difende il matrimonio omosessuale e l'eutanasia. I voti non hanno odore. Le conseguenze sì.
Chi preferisce la storia alla letteratura guardi a Teheran. Nel 1979 la sinistra laica iraniana si alleò con Khomeini per abbattere lo Scià. Erano certi di poterlo controllare. Bazargan, primo ministro laico, durò nove mesi.
Banisadr, primo presidente eletto, fuggì travestito da donna. Il Tudeh fu sciolto, i dirigenti costretti ad abiure televisive prima di essere eliminati fisicamente. La sinistra aprì la porta. La porta si richiuse su di loro.
Il meccanismo è sempre lo stesso: un partito laico apre le liste a una comunità confessionale organizzata, convinto di gestirne il peso. Piccardo lo dice senza giri: "Vogliamo portare avanti i nostri valori nel partito a noi più consono."
I valori del Corano dentro le sezioni del PD. L'islam non ha mai raggiunto l'intesa con lo Stato italiano prevista dall'articolo 8 della Costituzione. Ha scelto una scorciatoia: entrare nelle istituzioni col simbolo di un altro.
Il PD è un partito che ha fatto della retromarcia una forma d'arte. I Cinque Stelle urlavano "mai col partito di Bibbiano, quello che toglie i bambini con l'elettroshock" e tre settimane dopo sedevano allo stesso tavolo di governo.
Zingaretti definiva il reddito di cittadinanza "una pagliacciata", De Luca "una grande porcheria": entrati al governo lo difesero come conquista sociale.
Ogni posizione è sempre stata negoziabile, ogni principio sacrificabile sull'altare della convenienza.
Questa volta no.
Il PD difende i diritti omosessuali, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l'eutanasia, l'aborto come diritto fondamentale. Per il Corano l'omosessualità è peccato, la donna è sottoposta all'uomo, la legge di Dio prevale su quella degli uomini.
Il PD è un partito laico, o almeno pretende di esserlo. L'islam è una fede che non separa il sacro dal politico.
Non esistono punti di mediazione: esistono due visioni del mondo incompatibili, tenute insieme dalla disperazione di un partito che ha perso operai, ceto medio, giovani e idee, e cerca nei fedeli dell'islam il serbatoio elettorale che non trova più in nessun altro.
Ma un'alleanza elettorale si scioglie. Un insediamento demografico e confessionale, no.
Il partito dei diritti civili organizza il voto di una comunità che quei diritti non li contempla. Houellebecq lo aveva immaginato come romanzo. L'Iran lo ha vissuto come tragedia. L'Italia si avvia a replicarlo.
Autore: Roberto Riccardi

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“È l’ora di bandire la Fratellanza Musulmana, mettendola fuori legge alla stregua delle altre organizzazioni terroristiche. Lo hanno già fatto 17 Paesi, tra cui 11 Stati musulmani” I Fratelli Musulmani, tramite la Qatar Charity, hanno finanziato con 30 milioni di euro centri islamici e moschee in tutta Italia.