Qui il diavolo si batte con Dio, e il campo di battaglia è il cuore degli uomini.
Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov
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Game of Thrones Daily
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Qui il diavolo si batte con Dio, e il campo di battaglia è il cuore degli uomini.
Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov

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Dinnanzi a voi avete un autentico buffone! E' così che mi presento. Ahimè, è una vecchia abitudine. E se alle volte io racconto storie a sproposito, lo faccio apposta, apposta per far ridere ed essere simpatico. Bisogna pur essere simpatici, non è vero?
Fedor Dostoevskij , I fratelli Karamazov
Già vidi uscir de l’onde una matina il sol di ragi d’or tutto jubato, e di tal luce in facia colorato che ne incendeva tutta la marina; e vidi a la rogiada matutina la rosa aprir d’un color sì infiamato che ogni luntan aspetto avria stimato che un foco ardesse ne la verde spina; e vidi aprire a la stagion novella la molle erbetta, sì come esser sòle vaga più sempre in giovenil etade; e vidi una legiadra donna e bella su l’erba coglier rose al primo sole e vincer queste cose di beltade.
- Matteo Maria Boiardo, I, Amorum libri
[...] I’ posi mente: quelle rose allora mai non vi potre’ dir quant’eran belle: quale scoppiava della boccia ancora; qual’eron un po’ passe e qual novelle. Amor mi disse allor: «Va’, co’ di quelle che più vedi fiorite in sullo spino». Quando la rosa ogni suo’ foglia spande, quando è più bella, quando è più gradita, allora è buona a mettere in ghirlande, prima che sua bellezza sia fuggita: sicché fanciulle, mentre è più fiorita, cogliàn la bella rosa del giardino.
- Angelo Poliziano, I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino, da Canzoni a ballo
Chi vede te vede una primavera, uno strano arboscello, che non reca fiori, ma frutta. Un giorno ti tagliavano i capelli. Stavi, fra il tuo carnefice e la mamma, stavi ritta e proterva quasi un aspro garzon sotto la verga, a cui le guance ira e vergogna infiamma, luccicavano appena i tuoi grandi occhi; e credo ti tremassero i ginocchi dalla pena che avevi. Poi con quale fierezza raccoglievi quel tesoro perduto, quel magnifico tuo bene caduto, i tuoi lunghi capelli. Io ti porsi uno specchio. Entro la bruna chioma vi tondeggiava il tuo bel volto come un polposo frutto.
Umberto Saba, La fanciulla, da Trieste e una donna, Canzoniere

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“L’amai semplicemente perché non potevo resisterle.(…) mi resi conto, patendone, che l’amavo contro ogni possibile ragione, promessa, pace, speranza, felicità, contro ogni possibile scoraggiamento.”
— Charles Dickens
Sul molo il vento soffia forte. Gli occhi Hanno un calmo spettacolo di luce. Va una vela piegata, e nel silenzio La guida un uomo quasi orizzontale. Silenzioso vola dalla testa Di un ragazzo un berretto, e tocca il mare Come un pallone il cielo. Fiamma resta Entro il freddo spettacolo di luce La sua testa arruffata.
Sandro Penna, da Tutte le poesie
E' triste sentirci tanto spesso fraintesi nei nostri sentimenti più semplici; perché mai l'umanità, che a pensarla tutta insieme è così ricca di motivi divini, appena la sfiori nei suoi elementi la trovi carica di veleno? perché il sole e il cielo parlano ancora tanto poco alla gente? Comunque, la vita è una cosa maravigliosa, ne sono certo.
Massimo Bontempelli, Luci, da L’amante fedele
Vladimir Nabokov, The Real Life of Sebastian Knight
“Ti sembrerà strano, ma ci si attacca a desideri minimi e strani quando in verità non si desidera niente.”
Natalia Ginzburg, Caro Michele

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Non sono un uccello; e non c'è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi.
Charlotte Bronte, Jane Eyre
E' vero che a un certo punto della nostra vita i rimorsi li inzuppiamo nel caffè la mattina come biscotti.
Natalia Ginzburg, Caro Michele
Egon Schiele, Zwei sich umarmende Frauen (Detail)
1911
Lo intuiva benissimo: per me, non meno che per lei, più del possesso delle cose contava la memoria di esse, la memoria di fronte alla quale ogni possesso, in sé, non può apparire che delusivo, banale, insufficiente. Come mi capiva! La mia ansia che il presente diventasse subito passato, perché potessi amarlo e vagheggiarlo a mio agio, era anche sua, tale e quale. Era il nostro vizio, questo: d’andare avanti con la testa sempre voltata all’indietro
Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini
Purtroppo è raro riconoscere i momenti felici mentre li stiamo vivendo. Noi li riconosciamo, di solito, solo a distanza di tempo.
Natalia Ginzburg, Caro Michele

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Certo è che, quasi presaga della prossima fine, sua e di tutti i suoi, Micòl ripeteva di continuo anche a Malnate che a lei del suo futuro democratico e sociale non gliene importava un fico, che il futuro, in sé, lei lo abborriva, ad esso preferendo di gran lunga «le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui», e il passato, ancora di più, il caro, il dolce, il pio passato. E siccome queste, lo so, non erano che parole, le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire, di esse, appunto, e non di altre, sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare.
Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini
Non si amano soltanto le memorie felici. A un certo punto della vita, ci si accorge che si amano le memorie.
Natalia Ginzburg, Caro Michele