Nel caso di gestazione per altri, l'ovulo viene impiantato: non c'è legame genetico fra chi porti avanti la gravidanza e il neonato.
Diverso sarebbe se il figlio fosse legato geneticamente alla madre: la questione si complica ed è corretto analizzare eticamente il fenomeno.
I detrattori della GPA (gestazione per altri) non hanno argomentazioni valide per negare tale diritto a chi vuole usufruirne: usano, pertanto, un linguaggio specifico, "da ignoranti per gli ignoranti", che richiama solo sensazioni, sentimenti, o gradevoli o sgradevoli.
Una donna che si prostituisce legalmente, offre sesso: non ha legami affettivi col cliente, c'è solo approccio fisico; nella maternità surrogata legale, una donna mette a disposizione solo il proprio corpo, non il patrimonio genetico; lo fa consensualmente e per solidarietà.
La maternità surrogata legale, per principio etico, non viene pagata, ma rimborsata: vi è un rimborso delle spese mediche e accessorie legate al periodo della gravidanza e del parto; il neonato non è figlio di colei che lo partorisce: non c'è legame genetico. Non è la madre.
Quando una donna si fa impiantare un ovulo, che non è suo, e porta avanti la gravidanza, non è la madre di colui o colei che partorirà: è solo una incubatrice umana; assolve le funzioni di far sviluppare cellule che non sono sue, ma di terzi.
Qualora la coppia o il single non avessero a disposizione ovuli o fossero incapaci di mettere al mondo i figli, allora si può ricorrere alla maternità surrogata tradizionale, dove la partoriente ha messo a disposizione anche il suo ovulo, come se fosse un rene o sangue donati.
Si può donare un rene, si può donare sangue, si può donare sperma, si può donare midollo osseo e si può donare anche un ovulo, facendolo crescere dentro di noi. Sono tre donazioni equivalenti; nel caso della gestazione per altri tradizionale, la donna dona anche il suo ovulo.
La specifica normativa su maternità surrogata tradizionale e gestazionale, ha già risolto ogni questione etica: l'approccio alla pratica deve essere scientifico; si deve argomentare guardando all'ovulo donato esattamente come se fosse un rene, del sangue o midollo spinale.
Ciò che la normativa sulla maternità surrogata non può risolvere è il problema della povertà: per risolvere la povertà nel mondo, che ancora esistente, serve un approccio politico etico: distribuire le risorse a tutti, non solo ad alcuni, costringendo i ricchi ad esserlo meno.
Chi è contro le patrimoniali (contro il prelievo coatto verso chi è più ricco), è a favore della povertà; chi non vuole che le risorse siano accessibili per tutti, e non solo per alcuni, non ha il diritto di trattare temi etici, come lo sfruttamento delle donne povere.
I partiti di destra e gli scrittori di destra, che si schierano apertamente contro ogni provvedimento da Stato Sociale che ridistribuisca equamente risorse, per una Qualità della Vita Totale per tutti, non possono fare paternali in difesa delle donne povere, perché sono la causa.
Quando uno Stato è Sociale ed ha un welfare socialdemocratico, non ci sono problemi di povertà: tutti ricevono adeguata assistenza economica; pertanto, sulla maternità surrogata offerta da donne povere, la destra che difende solo i privilegi dei ricchi non può recriminare.
Non ci sono argomentazioni valide contro la maternità surrogata; il fatto che ci siano donne povere coinvolte è un tema che alla politica di destra italiana non interessa, e usa a sproposito, visto che la politica di destra italiana difende solo la parte più privilegiata di una società e si rende responsabile dell'altrui povertà.
Se la donna che cede il nascituro (sviluppato con un suo ovulo donato) non è povera, il rapporto nella gestazione per altri è consensuale fra le parti e non vi è alcuna etica infranta; il problema etico sorge se la donna è povera - ma è la povertà il problema vero da affrontare.
Quando adottiamo un bambino, le pratiche di adozione non sono gratuite; gli orfanotrofi e chi gestisce adozioni, non hanno alcun interesse che la povertà venga risolta o che la famiglia o donna che abbandonano il bambino vengano assistiti adeguatamente. Si specula ovunque.
Nel caso di adozione di un bambino, possono speculare sulla vita di quel bambino anche i parenti che lo hanno abbandonato: le norme prevedono che abbiano il diritto di interrompere l'adozione e ciò diventa un ricatto economico per i tutori che sono già riusciti a portarlo a casa.
Ci sono molti modi di speculare sulla vita altrui: anche raccontando che se non ci si comporta in una data maniera, si finisce o in purgatorio o all'inferno e che per non finire all'inferno o in purgatorio, sia necessario pagare degli sciamani a cui fare confessioni.
Il sacerdote che va a benedire una casa, un ospedale, una manifestazione e accetta denaro o beni in cambio o uno stipendio regolare pagato da uno Stato, sta speculando sull'altrui superstizione, sull'altrui ignoranza: sulla vita di una o più persone ingenue, che vengono truffate.
O si ragiona sulle radici per cui una persona, in virtù del suo essere subalterna, compie azioni che non farebbe se i suoi diritti fossero tutti riconosciuti, o è meglio dedicarsi al giardinaggio, piuttosto che trattare temi importanti come la GPA.