A tutti gli effetti il sublime è per gli idioti.
Come il Tao – non si può essere qualcuno, inteso come un piccolo me, e incorporare la grazia, gli dei e le Forze. Per fare questo devo DIMENTICARMI DI ME. Dimenticarmi del peso della mia storia, delle mie malattie, delle mie incombenze e necessità, devo farmi foglio bianco, schermo senza immagini, pronta, vigile, attenta, indagatrice, scrutatrice e divina creatrice.
Quello che mi passerà attraverso potrà essere qualcosa di terribile e spaventoso, non me ne dovrò io stessa spaventare, ne mi dovrò identificare con quelle forze, non sarà qualcosa che riguarda me nello specifico, non sarò “bravo o brava”, ne avrò fallito, sarò semplicemente un canale, UNA MEDIUM.
Un attore è un medium, qualcuno che invoca le forze, che si fa possedere, mette a disposizione il corpo come se fosse un altare, come se fosse il corpo stesso il luogo del teatro, la commedia e tutti gli attori, il pubblico e gli applausi, tutto questo è nel corpo, accade nel corpo e vive e si manifesta in e attraverso il corpo dell’attore.
Leggere i tarocchi dunque, è un atto teatrale.
Nel processo di incorporazione di un archetipo, e nello specifico dei 22 arcani maggiori dei tarocchi, non mi limito a “fare” il guerriero, l’amante, l’imperatore a livello esteriore, ma a viverlo in me come un’ esperienza.
Ogni archetipo è una forza che con i giusti preparativi, di studio, di invocazione di corteggiamento mentale e sessuale (vedi Crowley e i rituali di magia sessuale) può coinvolgere e sconvolgere tutto il mio essere. Se accuratamente guidata l’esperienza di incorporazione può essere una pratica di conoscenza e di guarigione di me stessa e di chi mi sta a guardare.
Chi guida la pratica (gran sacerdote o gran sacerdotessa che sia) utilizza l’oracolo per riattivare nella psiche dell’iniziato un nuovo risveglio di coscienza o una guarigione, e lo fa non pronosticando enigmi, ma guidando l’adepto in un’ esperienza fisica.
Non si tratta solo di fare due posizioni dei 5 tibetani, o imparare le danze dei Maori o di altri popoli e culture che non hanno ancora del tutto tagliato il loro legame magico con le forze archetipiche, si tratta di essere CREATIVI e allo stesso tempo di non esserlo.
E’ un tipo di creazione artistica che può essere fatta solo da morti, da trascesi, dove il risultato della mio atto magico sarà una creazione artistica ideale e perfetta, oggettiva, PURA.

















